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CRONACA

Paolo Amalfitano arrestato in Senegal, la famiglia: «Sta bene, chiediamo il silenzio»

I parenti del primo ufficiale di coperta della nave merci “Grande Nigeria” rompono il silenzio dopo il clamore mediatico suscitato dalla notizia del sequestro di 750 chilogrammi di cocaina

La vicenda, fin qui, era passata sotto traccia, ma quando nel pomeriggio di ieri la notizia ha cominciato ad essere nota ai media isolani – grazie ad una serie di mirate segnalazioni – inevitabilmente il velo che teneva occultato un fatto di cronaca decisamente grave, ha finito con lo squarciarsi.

La vicenda del marittimo ischitano Paolo Amalfitano, arrestato in Senegal dopo che a bordo della nave “Grande Nigeria” della Grimaldi sono stati rinvenuti 750 chili di cocaina, resta avvolta da una fitta coltre di mistero ma nella giornata di ieri con una nota ufficiale è uscita allo scoperto la famiglia, ovviamente in ansia per la sorte del proprio congiunto. Lo ha fatto con un comunicato ufficiale, che esordisce così: “Su alcuni quotidiani ed emittenti locali del 28.08.2019, sono stati pubblicati articoli di stampa e diffusi servizi giornalistici relativi alla notizia di un’operazione antidroga eseguita da Autorità senegalesi ed al conseguente sequestro di un ingente quantitativo di droga, rinvenuta occultata su alcuni mezzi che si trovavano a bordo della nave merci Grande Nigeria della Compagnia Grimaldi, ove era in servizio, quale Primo Ufficiale, il marittimo ischitano Paolo Amalfitano, il quale, in virtù del solo ruolo funzionale ricoperto, e senza che sussista alcun indizio di coinvolgimento a suo carico, è stato trattenuto in arresto dalle Autorità Senegalesi per l’espletamento delle relative indagini”.

La nota prosegue così: “Della vicenda è stato immediatamente notiziato il Ministero degli Esteri che, a mezzo della Ambasciata italiana in Senegal, unitamente alla stessa Compagnia Grimaldi, stanno seguendo in prima linea la vicenda nella sua evoluzione, adottando tutte le iniziative praticabili per la risoluzione del caso e assicurandosi che siano rispettati i diritti dei membri dell’equipaggio italiani i quali, per il solo ruolo funzionale ricoperto, si sono ritrovati, loro malgrado, coinvolti nell’operazione delle Autorità senegalesi. Del caso, pertanto, sono state rese edotte tutte le Autorità competenti che stanno operando, secondo le proprie prerogative, ai massimi livelli istituzionali e nelle quali la famiglia di Paolo Amalfitano ripone la più ampia fiducia per la definitiva e celere risoluzione della incresciosa vicenda. La Farnesina sta seguendo con la massima attenzione il caso, vigilando a che siano sempre garantite dignitose condizioni di vita e periodiche comunicazioni con i familiari che, sin dal principio, sono state sempre assicurate e non si sono mai interrotte. Parimenti, risultano intraprese e in corso tutte le iniziative giudiziarie consentite dall’ordinamento ivi vigente. Attesa l’estrema delicatezza della vicenda, i familiari non hanno voluto e non vogliono darne amplificazione mediatica che rischierebbe di essere addirittura controproducente. Ciò posto, la famiglia di Paolo Amalfitano, nel ringraziare tutti quanti hanno manifestato ampia solidarietà e partecipazione, invita i Direttori delle testate giornalistiche che hanno divulgato la notizia, alla pubblicazione della presente nota ed appellandoci al diritto all’oblio confidiamo nel ritiro degli articoli da internet”. Di fronte ad una tale richiesta, non possiamo che acconsentire dopo aver preso atto che il nostro concittadino sta bene e riesce costantemente a dialogare con i suoi parenti. Che dire, speriamo di tornare ad occuparci del caso raccontandone il lieto fine.

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