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Paolo Ferrandino: la festa senza fuochi e luci lascia un “vuoto”

Anche l’assessore Paolo Ferrandino, convinto sostenitore degli usi legati alla festività del 5 marzo, fa appello al dialogo per recuperare quei simboli che caratterizzano la festa di San Giovan Giuseppe (fuochi e luminarie) e che quest’anno sono mancati: «Pur non avendo seguito tutti gli aspetti della vicenda, di certo  pensare alla festa del nostro santo Patrono senza fuochi e senza luminarie, com’era sempre stato, lascia sicuramente un vuoto nella nostra tradizione e nelle nostre aspettative. Se e quando avrò modo di poter esprimere il mio parere in merito, senz’altro opterò affinché si riprendano queste belle tradizioni. Dalla mia abitazione è sempre una grande emozione  vedere le navi che cambiano la loro rotta per salutare il santo nella giornata di festa con i tre fischi da bordo, e sentire rispondere da terra con i caratteristici colpi a salve: si tratta di qualcosa che fa piacere non soltanto ai residenti che sentono il richiamo della tradizione, ma anche ai turisti che si fanno “contagiare” dall’atmosfera di festa che aleggia nelle strade. Durante i giorni di celebrazione mi è capitato di incontrare gente che ritorna a Ischia da luoghi lontanissimi, come ad esempio l’Argentina, pur di celebrare il Santo Patrono, una circostanza rivelatrice di quanto è forte e salda la fede degli ischitani. Ecco perché la decisione di far venir meno tali aspettative ritengo sia un’omissione piuttosto grave. Bisognerà discutere con tutte le parti competenti per arrivare a un punto d’incontro tra le diverse istanze, che sono convinto sarà e dovrà essere possibile raggiungere in prospettiva futura».

 

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