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Parate di Sant’Angelo, spuntano i cartelli di divieto d’accesso

È acceso dibattito nel Comune montano, sul destino del promontorio-scogliera, meglio conosciuto come “Le Parate di Sant’Angelo”. Un destino, in verità, già segnato da tempo, ma su cui sono tornati a riaccendersi i riflettori nelle scorse ore. Nella giornata di giovedì, infatti, a ridosso del promontorio sono apparsi una serie di cartelli di divieto di accesso, accompagnati da una rete di recinzione e apposti dai proprietari della suddetta area. La zona, infatti, è da anni di proprietà privata di una società agrituristica milanese, ma questo tuttavia non ha impedito, fino a pochi giorni fa, grazie anche ad un’ordinanza ad hoc  emanata nel lontano 2000 dall’amministrazione di Serrara Fontana, l’accesso a residenti e turisti, che sono soliti recarsi sul promontorio per pescare o semplicemente godere del panorama con vista mare.  L’apposizione improvvisa dei molteplici cartelli di divieto d’accesso ha così scatenato le perplessità della comunità di Sant’Angelo e non solo, rimasta a dir poco interdetta per lo scempio “panoramico” perpetrato sulle Parate e preoccupata, inoltre, di vedersi strappare via, forse per sempre, uno dei luoghi simbolo di Sant’Angelo.

A chiarire poi la vicenda, nel corso della giornata di ieri, è stato il Consigliere della maggioranza di Serrara Fontana, Emilio Giuseppe Di Meglio. «Abbiamo verificato – ha infatti dichiarato quest’ ultimo – si tratta di una serie di protezioni e di reti di cantiere. I proprietari dell’area devono demolire alcuni manufatti abusivi e a lavori finiti le toglieranno. I cartelli di divieto di accesso per proprietà privata, invece, saranno tolti subito». Tutto bene quel che finisce bene? Niente affatto. Le rassicurazione del Consigliere Di Meglio, infatti, non sono servite a placare gli animi dei cittadini che continuano a temere che, dietro questa azione intrapresa da parte della società proprietaria della zona, ci sia la volontà di impedirne definitivamente l’accesso al pubblico. In tanti, hanno quindi invocato, nelle scorse ore, una maggiore attenzione sul destino del promontorio da parte dell’amministrazione comunale. Ad intervenire sulla vicenda anche il noto imprenditore isolano Celestino Iacono. «Le Parate – ha dichiarato quest’ultimo- sono indifferentemente frequentate da oltre un cinquantennio da turisti e residenti.  Si tratta di tutelare un luogo che appartiene, nel senso più profondo del termine, alla comunità di Sant’Angelo e a tutti i turisti che da decenni la scelgono come luogo di villeggiatura». Sulla scia di queste parole, l’imprenditore ha così lanciato un appello ed un suggerimento all’amministrazione del Comune montano. «Ci sarebbe una normativa che consentirebbe all’amministrazione di rivendicare le Parate. Ed è quella relativa all’usucapione del bene».  La normativa, in questione, infatti, afferma che affinché un ente possa  rivendicare la proprietà su di un bene di non propria appartenenza, debbano verificarsi una serie di presupposti, quali  il possesso ininterrotto, non clandestino, non violento e  per oltre un ventennio del bene in questione.

Detto in poche parole, per appropriarsi di un bene privato, ci deve essere un uso protratto nel tempo di questo da parte della collettività, cosicché  possa assumere caratteristiche analoghe a quelle di un bene demaniale. «Un’azione del genere – conclude Celestino Iacono – sarebbe moralmente dovuta». Insomma, per l’imprenditore isolano,  una soluzione  duratura e che eviti l’incorrere di eventuali  nuove rivendicazione da parte dei proprietari dell’area e che potrebbero andare a discapito della collettività, sarebbe a portata di mano. Quanto, però, questa possa essere effettivamente applicata nel caso in oggetto è da verificare. Quel che è certo, comunque, è che la comunità di Sant’Angelo resta tutt’altro che tranquilla su questa vicenda che, tra le altre cose, ha riacceso i riflettori anche sulla presunta “ svendita” ai privati del rinomato borgo del comune montano. Sono, infatti, tante le aree di Sant’Angelo, che nel corso dell’ultimo decennio, sono diventate di proprietà privata, privando così i cittadini della piena fruizione di questi  luoghi un tempo di appartenenza della collettività. Forse, quindi, arrivati a questo punto, sarebbe opportuno che l’amministrazione di Serrara Fontana, cominci a porre una maggiore attenzione a Sant’Angelo e si riappropri dei propri luoghi storici.

Sara Mattera

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