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Parco Avventura, la rabbia di Antonio Gebbia: «Io, tradito dai miei ex collaboratori!»

ISCHIA. «Cari amici, faccio questo video per rispondere a tutte quelle persone che ci stanno contattando in questi giorni per chiederci informazioni sul Parco Avventura di Barano. Sono qui da solo senza il resto del mio staff perché ho deciso di non esporre i miei compagni ad eventuali ricatti e ripercussioni, come già accaduto e spero che non accada nuovamente in futuro». Comincia così il video pubblicato sul proprio profilo facebook da Antonio Gebba, ex affidatario con la società Wild Adventure del Parco Avventura della pineta di Fiaiano, più notoriamente conosciuto come Indiana Park e che ha finalmente riaperto i battenti al pubblico. Domenica mattina, infatti, hanno preso ufficialmente il via le attività di trekking, campeggio, sospeso, mouNtain bike e yoga del Parco Avventura dopo anni di lunghe vicissitudini. Era, infatti, il 2015, quando dopo sette anni di gestione da parte di Gebbia e del suo staff, l’Indiana Park baranese venne chiuso, dopo la fine della convenzione  per la gestione  dello stesso stipulata tra la Wild Adventure e il Comune di Barano. All’epoca si pensò che lo stop sarebbe stato momentaneo, giusto il tempo necessario per pubblicare un nuovo bando e affidarne la gestione nuovamente alla stessa società o a un soggetto terzo. In un caso come nell’altro, a stretto giro.

Le cose però sono andate diversamente al punto tale che da allora sono dovuti passare ben tre anni prima di riuscire a riportare in vita  l’Adventure Park. Oggi, finalmente, il Parco è stato riaperto, ma non con la gestione di Antonio Gebbia e della Wild Adventure che pur avendo presentato offerta per il bando per  due anni di seguito,  si è sempre ritrovato ad essere bloccato da inspiegabili problemi di natura burocratica. In questo lasso di tempo, infatti, ogni qualvolta il Comune di Barano pubblicava il bando di affidamento non si riusciva mai ad arrivare al completo espletamento dello stesso. Espletamento che è invece arrivato soltanto recentemente quando, guarda caso, al bando di gara ha presentato la propria offerta anche un secondo soggetto. Chi sia però quest’ultimo, come si chiami la società affidataria e soprattutto quando si proceduto ad assegnare la gestione del Parco Avventura non è dato saperlo, dal momento che neppure sull’albo pretorio c’è alcun atto pubblicato in merito. L’ultima documentazione pubblica presente sul albo baranese è difatti il solo  bando di gara che risale allo scorso anno, ma dell’atto di affidamento neanche l’ombra. Per la serie, insomma, trasparenza zero.

Ebbene, in queste ore, con la riapertura del Parco Avventura, è stato proprio  l’ex gestore Antonio Gebbia ad lasciarsi andare ad alcune considerazioni facendo intendere, seppure con parole velate, che nella vicenda dell’assegnazione del Parco Avventura ci sia  qualcosa di davvero poco chiaro e trasparente. «Il Parco Avventura – ha spiegato difatti Gebbia, con una punta di sarcasmo e dispiacere – non sarà gestito da noi. Dopo anni di tentativi da parte nostra per cercare di farlo riaprire, finalmente la gestione dello stesso è stata assegnata. Dopo diverse gare indette e poi annullate, in cui guarda caso ero l’unico partecipante, finalmente il Parco è stato affidato a dei baranesi che hanno vinto la gara, legalmente risultando più idonei e qualificati, rispetto ad altri partecipanti che lavorano nel settore da circa ben venti anni!Lascio a voi ogni possibile deduzione». L’ex gestore dell’Indiana Park ha poi fatto riferimento, seppure sempre in maniera molto velata, ad un presunto “tradimento” da parte di ex compagni di gestione che avrebbero contribuito al mancato  affidamento del Parco alla Wild Adventure. «Tutto questo – ha proseguito Gebbia – è accaduto anche grazie al contributo di nostri ex collaboratori in cui abbiamo creduto e che abbiamo aiutato quando tutti ci dicevano di non farlo e di non fidarci. Malgrado gli avvertimenti io ho agito con generosità ed altruismo insegnando loro un mestiere. Mio malgrado, però, non hanno imparato cosa sia la gratitudine e la conoscenza». «Con questo – ha concluso Antonio Gebbia – vi saluto e vi ringrazio per l’affetto che ci avete mostrato in questi anni. Non vi dimenticheremo».

Un Gebbia, insomma, molto deluso e amareggiato, quello apparso nel video messaggio di commiato ai tanti che in questi anni hanno sostenuto  il suo operato e della sua società all’interno dell’Indiana Park. L’era della Wild Adventure, nell’ambito del territorio baranese, è insomma finita.  Nel frattempo, proprio nelle scorse ore, il sindaco di Barano Dionigi Gaudioso ha salutato con estrema felicità e soddisfazione il nuovo team del Parco Avventura. « Oggi – domenica per chi legge, ndr – è stata una bella giornata per Barano, perché, dopo alcuni anni e varie peripezie, ha riaperto il Parco Avventura. Un applauso ad Enrico Di Costanzo, l’anima e il volto di questa rinascita. Senza la sua caparbia determinazione, oggi il nostro Comune non disporrebbe di una attrazione che coniuga imprenditoria e salvaguardia del territorio, valorizzando e preservando la pineta di Fiaiano».

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