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Parigi e la notte del terrore vissuta dagli ischitani

di Isabella Puca

Erano in casa Luisa e Marzia mentre invece Marcella, in vacanza a Parigi con il suo fidanzato, avrebbe dovuto cenare nelle vicinanze di place de la Bastille, provvidenziale la stanchezza di una giornata trascorsa in giro per la città che li ha portati a scegliere una zona lontana. «Abbiamo deciso  – ci scrive dalla sua camera d’albergo – di restare in hotel e domani (oggi per chi legge n.d.r.), di prima mattina, prendere un taxi e correre in aeroporto per prendere il  primo volo utile e tornare a casa». Sono tanti gli ischitani che si trovavano in quelle ore drammatiche a Parigi, chi per vacanza chi perché ha scelto di viverci, si sono trovati d’ un tratto in un film dell’orrore dove il sangue versato è però reale. «Tutto ok e grazie a tutti quelli che hanno avuto un pensiero per noi. Non è la prima e non sarà (ahimè) neanche l’ultima strage, ma vivere un orrore del genere così da vicino crea ancor di più inquietudine, sdegno e tristezza. E ora, grazie a Dio, back home», ha scritto così sul suo profilo Facebook Tony Conte che  era a Parigi, in compagnia della moglie, durante la notte del terrore, un undici settembre europeo che ci ha catapultati in quella che in molti hanno già definito la terza guerra mondiale. Tony e la moglie sono stati i primi ischitani a fare rientro sull’isola con un volo su Roma della Air France partito da Charles de Gaull alle 7 di ieri mattina. Loro erano in aeroporto dalle 4:40. Da quando il terrore è tornato a scuotere il cuore dell’Europa il pensiero è andato subito agli ischitani che hanno scelto Parigi come loro città, a Luisa Mattera e Matteo Pezzella che a  breve avranno un bambino e che venerdì sera erano in casa davanti alla televisione, «abbiamo appreso degli attentati dalla televisione, ma non abbiamo avuto paura perché siamo lontani da quella zona e siamo sicuri in casa» ci racconta Luisa aggiungendo «questi fatti non sono prevedibili, ma la paura non serve e poi la città é talmente piena di arabi  che se avessimo paura sarebbe impossibile pure uscire di casa». Come Luisa anche Marzia Fiorito è residente a Parigi da ormai 10 anni e anche lei, per fortuna, era in casa durante le terribili ore dell’attentato, «penso di essere una specie di miracolata, – ci dice- sono guida turistica e stamattina (ieri per chi legge n.d.r.) avrei dovuto accompagnare un gruppo di americani a fare il giro del quartiere lì dove è successo l’attentato, tra l’ XI  e il XX arrondissement. Le mie figlie mi hanno chiesto il perché di tutto questo, ma non ho saputo rispondere». Tutti gli altri, chiusi in albergo, hanno fatto sapere ai loro cari di stare bene nonostante la grande paura, qualche altro ha tirato un sospiro di sollievo perché appena qualche giorno fa era a Parigi per il tanto atteso viaggio di nozze. «Stiamo bene, noi ci trovavamo in un locale ma in una zona molto lontano dall’arrondissement dove sono avvenuti gli attentati» ha affermato, invece, Vanessa Di Meglio, compagna di Carmine Monti ex sindaco di Lacco Ameno. Le testimonianze degli ischitani a Parigi sono solo alcune tra quelle di tutti gli italiani che affollano per turismo o per lavoro la città francese in questi drammatici momenti. Ascoltare le loro storie non ci fa sentire poi così distanti dal resto del mondo, in queste ore scosso da quello che potrebbe essere l’inizio di una nuova, terribile, guerra.

 

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