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Parisio Iacono contro il Demanio: «Giù le mani dall’Eliporto»

Di Francesco Ferrandino

CASAMICCIOLA TERME. Giù le mani dall’eliporto. Parisio Iacono, già sindaco del comune termale, ha inviato una nota al primo cittadino e al presidente del civico consesso per spingere l’ente a rivendicare il legittimo possesso dell’area dove sorge l’elisuperficie intitolata a Giovanni Paolo II.  Secondo Iacono, il demanio marittimo si sarebbe infatti ingiustamente “appropriato” due anni fa della maggior parte della zona dell’eliporto, accatastandolo come proprio. La richiesta di Parisio è corredata da una sintesi storica del sito. Negli anni ’20 ebbe luogo la costruzione della Strada Statale 270,  aperta al pubblico nel luglio 1926. Il terreno al di sotto della strada, indicato sui documenti catastali al Foglio n.1 particella n. 50, nel 1953 fu occupato dal Comm. Antonio Castagna, all’epoca Sindaco di Casamicciola Terme, terreno già lasciato all’uso per la comunità cittadina. Parte del terreno fu occupato dal Comune per la costruzione dell’eliporto, e per dei giardini a latere verso Lacco Ameno su un terreno ancora esistente, e verso Casamicciola Terme. Nel triennio tra il 1990  e il 1993 il Demanio avanzò pretese sull’eliporto, affermando che la struttura era di sua proprietà, ma Parisio Iacono in qualità di Sindaco e poi di assessore fece costituire l’avv. Alberto Barbieri contro il demanio marittimo, dimostrando che l’eliporto insisteva, quasi interamente, sulla particella sopraindicata del catasto di Casamicciola, intestata ancora a un certo Angelo Piro. Particella che sin dagli anni ’20 non era stata volturata al Comune per negligenza o per scarsa conoscenza documentale delle carte, tra le quali per l’eliporto sono presenti: il progetto, il finanziamento, il collaudo, e i voli ATI e privati, e le relative delibere di Giunta Comunale e le delibere del Consiglio Comunale. Una mole di documenti che prova ampiamente che quel terreno era ritenuto da sempre proprietà Comunale.  Dopo la costituzione e l’opposizione, il Comune ha continuato a ritenere tale particella come terreno incolto (come si vede dalle foto antiche), sempre di proprietà comunale, come indicato nelle carte dell’ente. «Solo da poco – scrive Parisio Iacono – vengo a conoscenza che nel 1999 il demanio, con un colpo di mano, fa diventare il terreno sulla particella n. 50 di soli mq. 42, facendoci quindi perdere gli altri 1468 mq, perché dal certificato catastale storico veniva riportata la particella n. 50, foglio 1, di ben mq. 1510 quale terreno incolto sterile, come si vede dal foglio 1 particella n. 50 di mappa cartacea presente nel patrimonio comunale».  Dopo la sintesi storico-documentale, l’ex sindaco chiede quindi all’amministrazione di fare opposizione a tale frazionamento per rivendicare tutto il terreno (come detto di oltre  1.510 mq) che da sempre è rimasto nel  possesso e nell’uso dei cittadini casamicciolesi, correggendo e volturando il terreno al Comune di Casamicciola Terme la particella in questione.

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