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Parisio Iacono: «Ecco le altre aree di proprietà del Comune di Casamicciola»

Di Francesco Ferrandino

CASAMICCIOLA TERME. Parisio Iacono non si ferma. Dopo l’Eliporto e il Capricho, l’ex sindaco del Comune termale continua nella sua opera tesa a rivendicare la titolarità dell’ente di Palazzo Bellavista su varie altre aree del paese. Lo scorso luglio pubblicammo un servizio dove Iacono spiegava con diversi riferimenti catastali che l’elisuperficie intitolata a Giovanni Paolo II fosse sin dagli anni ’20 di proprietà del Comune. Un mese dopo, illustrammo in un articolato servizio le evidenze documentali che Parisio Iacono aveva reperito in molteplici ricerche, dando un potenziale ampio contributo nel dipanare l’intricatissima matassa che da decenni vede contrapposti il Demanio e il Comune di Casamicciola sulla proprietà del Capricho, un tempo famoso locale notturno ritrovo di vip e ora a rischio di diventare un “secondo Pio Monte”, nel bel mezzo del salotto buono del paese.

L’ex primo cittadino ora ha rivolto la sua attenzione anche ad altre proprietà comunali, e precisamente al depuratore con relativa terrazza in Via Salvatore Girardi, la sala del Bar topless, i  Viali comunali da intitolare all’ex Sindaco dottor  Vincenzo Vitale, l’ultimo tratto di via Rione De Gasperi, detto “Sant’Arpino”, e infine la Villa comunale della Bellavista, oggi sede degli uffici municipali.  Ma andiamo con ordine. Il depuratore, che fu costruito negli anni  tra il 1975 e il 1980, quindi proprio nel periodo della sindacatura di Parisio, sorge su vecchie fabbriche e giardini di edifici crollati dopo il terremoto, «riportati – scrive l’esponente democristiano – nella vecchia mappa catastale del comune di Casamicciola precedente il terremoto del 1883. Questa zona è stata sempre a servizio dei Cittadini di Casamicciola fino alla costruzione e allargamento della vecchia strada comunale Marina».

In ogni caso, per le aree interessate dai lavori del depuratore fu richiesta e ottenuta concessione del Ministero della Marina Mercantile – Capitaneria di Porto di Napoli, nel 1976. In particolare, come viene illustrato da Iacono nella recente missiva inviata all’amministrazione casamicciolese, venne rilasciata una Concessione di uno specchio acqueo della superficie di mq. 1620 allo scopo di mantenere su mq. 520 un manufatto in muratura per l’impianto di depurazione delle acque fecali, e su mq. 1100 una tubazione sottomarina per lo scarico a mare delle acque depurate.

«La terrazza – continua l’ex sindaco – è stata data, se non sbaglio, in comodato, dopo aver collaudato anche l’altra terrazza  sul piccolo edificio occorrente come sala elettrica con generatore in mancanza di corrente, ora terrazza panoramica».  La missiva, protocollata al Comune e rivolta al sindaco Castagna, al Presidente del Consiglio Comunale D’Ambrosio e al Comando Vigili, è corredata da una serie di documentazioni fotografiche. Da una di queste, si evince che «la sala del bar Topless si trova sulla proprietà comunale, esattamente  sulla strada del Corso Luigi Manzi e ad angolo con la strada  provinciale ex Strada Statale di Via Salvatore Girardi, prima piccolo giardinetto, dopo l’area di sosta sotto il quale fu costruito un piccolo locale per il trattamento delle acque, e infine dato in concessione».

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Dunque, anche la superficie oggi occupata dalla struttura che serve il noto bar casamicciolese, secondo la documentazione prodotta da Iacono, rientra nella titolarità del Comune. Quest’ultimo sarebbe anche proprietario dei Viali da intitolare all’ex Sindaco dottor Vincenzo Vitale, dove si trova la sua abitazione. A tale area si accede con due ingressi dal Corso Luigi Manzi, di cui uno carrabile,  e altri due ingressi, entrambi carrabili, da Via Salvatore Girardi. Come viene spiegato nel documento, i viali furono costruiti dal Comune dopo il terremoto del 1883, e messi in mappa agli inizi del ‘900. Nel 1974 li troviamo descritti nel Piano Regolatore approvato nel 1983, con decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 11389 del 29 dicembre 1983. I viali sono stati sempre aperti al pubblico, la manutenzione è stata effettuata  sempre dal Comune. «Mi ricordo – scrive Parisio Iacono – che abbiamo realizzato una fogna che da via Cumana attraversa la scuola intitolata ad Alcide De Gasperi, poi ancora in una proprietà privata ed infine attraversa l’intero viale comunale fino alla ex  strada statale Salvatore Girardi».

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Viene anche chiarito che su tali viali oltre alle fogne sistemate nel sottosuolo sono stati sistemati  anche  i pali di luce con l’impianto elettrico sottotraccia, per l’illuminazione di tutti i viali, il tutto come da progetto generale dell’illuminazione dell’intero territorio di Casamicciola  Terme , approvato nel 1976. Tuttavia, come dimostrano le numerose foto, ultimamente alcuni proprietari di abitazioni insistenti sui detti viali hanno affisso sui muri confinanti con i viali abusivamente la dicitura “viale privato” e addirittura  sono state sistemate, sempre abusivamente, delle transenne con catene, “appropriandosi” così del suolo comunale per parcheggiare le proprie auto. Il Comando della Polizia Municipale, scrive Iacono, deve urgentemente prendere provvedimenti.

Un’altra area che vede il Comune come titolare è quello  degli spazi delle case popolari IACP adiacenti via Mortito e via Firenze, aperti sempre ai cittadini di Casamicciola Terme, che vengono  occupati da privati. Le  case popolari furono  costruite su vecchie baracche, oltre che su vie e larghi comunali. «Alcuni anni fa – continua Parisio Iacono – l’istituto fece richiesta di poter accatastare le case, che in parte dovrebbero essere di proprietà comunale, anche secondo la logica del  Demanio Marittimo, presunto proprietario del “Capricho”, che ha richiesto ingiustamente 2 milioni di euro al  nostro Comune».

L’ennesimo esempio di tentativo di appropriazione del suolo pubblico lo si può constatare nell’ultimo tratto di via Rione De Gasperi, anche detta “Sant’Arpino”. Per tale via, qualcuno  insiste a mettere segnali di proprietà privata e cartelli di accesso vietato, «quando io ricordo che essa è sempre stata proprietà comunale,  come spiegato in nota del 10 dicembre 2012 inviata al Sindaco, che si allega». Il documento si conclude anche con un accenno alla Villa comunale Bellavista, oggi sede del Comune, e al terreno circostante, i cui confini sono ancora da definire.

L’edificio fu già oggetto di una documentata nota che venne inoltrata al Sindaco del 2013. Conoscendo il puntiglio e la profondità delle ricerche che sovente Parisio Iacono compie, e la sua esperienza diretta di circa quarant’anni da amministratore di Casamicciola nelle varie vesti di sindaco, assessore e consigliere comunale, c’è da scommettere che le ricostruzioni da lui portate all’attenzione dell’attuale amministrazione tramite le corpose e documentate note messe a protocollo, siano effettivamente corrispondenti alla reale situazione giuridica di tali aree.  E che non sia un’esagerazione lo si capisce ove si pensi che Parisio Iacono, quando si recò presso il Servizio Sismico Nazionale di Roma,  riuscì a scovare il “Progetto di Piano Regolatore dell’abitato alla Marina di Casamicciola”, in cui c’era una indicazione minuziosa di tutte le preesistenze da conservare o da demolire, che venne presentato nel 1884, con un apparato di dieci allegati. Carte antichissime, che evidenziarono come prima del terremoto la Marina di Casamicciola fosse costellata, compresa l’area del Capricho, da costruzioni abitative e da giardini aperti al pubblico.

 

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