CRONACAPRIMO PIANO

Parla il tassista aggredito: «Un episodio vergognoso che ci getta nella m…»

Nicola Impagliazzo racconta umori e sensazioni dopo l’assurda vicenda accaduta a porto d’Ischia davanti a una turista americana che avrebbe dovuto accompagnare al Mezzatorre: «Sono senza parole, per fortuna in tanti si sono dissociati. Se mi aspetto il “pugno di ferro”? In passato a Ischia c’è stato per molto meno…»

La voglia di parlare è ridotta ai minimi termini. E non c’entra soltanto la riservatezza tipica dell’uomo, pacato, educato e composto nel rivolgersi al suo interlocutore. Ci sono anche una serie di passaggi che potranno scrivere ulteriori capitoli di una vicenda oscena come quella che ha visto un tassista lacchese – e peggio ancora una turista americana appena sbarcata da un aliscafo proveniente da Salerno – aggredito da un suo collega di Ischia. Il quale non ha digerito il fatto che dal Comune del Fungo fosse stato disposto un transfer direttamente dall’Albergo Mezzatorre, dove la statunitense era diretta per trascorrere un soggiorno che doveva essere da sogno e che invece è iniziato materializzandosi come un incubo. Una brutta storia, non la prima, e forse nemmeno l’ultima, sulla quale anche le organizzazioni sindacali si sono espresse condannando il gesto senza alcuna riserva. Silenzio, per adesso, dalla politica ed in particolare dal palazzo municipale di Ischia dal quale si attende più che qualche dichiarazione la “mano pesante” della commissione e del sindaco Enzo Ferrandino: in casi del genere, appare ovvio, i fatti devono sempre lasciarsi preferire alle parole.

La vittima di questo assurdo episodio è Nicola Impagliazzo, che appena intercettato dal cronista lascia intendere di avere poca voglia di parlare: “Scusatemi, ma ci sono ancora una serie di passaggi in atto, e poi ne va anche della riservatezza e del buon nome dell’albergo”. E poi aggiunge: “Sto accompagnando un cliente a Sant’Angelo, non mi sembra il momento più opportuno…”. Aspettiamo che quel momento arrivi e poi proviamo a fargli raccontare quanto accaduto nei giorni scorsi a porto d’Ischia, sulla banchina del Redentore. Nicola è chiaro ed esaustivo: “Le mie sensazioni, il mio pensiero, la mia opinione, ricalca in pieno quello che nelle ultime quarantott’ore sto leggendo incessantemente sui social network e nei commenti alla notizia pubblicata dagli organi di informazione, c’è davvero poco da aggiungere. E poi ci sono i testimoni oculari, quelli che hanno assistito alla scena sul porto, credo che i loro sguardi increduli valessero più di mille parole”. Gli chiediamo se si aspettasse una cosa del genere e attenzione perché la risposta di Nicola non è affatto tassativamente negativa. Insomma, che l’atmosfera potesse diventare incandescente, a sentire le sue parole, quasi poteva essere messo in preventivo: “Mi sarei aspettato che il tassista ischitano dicesse qualcosa – spiega – ma che si arrivasse a quello che è accaduto, sinceramente non lo avrei mai creduto. Questa non è una cosa vergognosa, ma vergognosissima, ci ha messo nella merda in tutta l’isola con quello che ne consegue che immagino sia chiaro a tutti. Credimi, sono veramente senza parole”.

Nonostante tutto, quando a Nicola Impagliazzo spieghiamo che il fatto di cronaca getta fango anche sui rappresentanti degli operatori del servizio pubblico da piazza che svolgono il proprio lavoro in maniera serie edm operosa, lui risponde così: “La verità è che in mezzo a noi ci sono dei pecoroni ai quali troppo spesso è permesso di fare il bello e il cattivo tempo. Ma per fortuna, e voglio sottolinearlo, ci sono anche tanti amici e persone per bene che si sono immediatamente dissociate da quanto accaduto prendendone le distanze”. Al tassista lacchese chiediamo come sta la signora vittima di questa incredibile disavventura ma lui risponde che “non transito per il Mezzatorre dall’altra sera, quindi non ho notizie in merito. Posso dirti che la signora è andata via da porto d’Ischia tremante e in lacrime, provata e spaventata per quanto accaduto. Ha voluto anche assicurarsi che io fossi il tassista incaricato di effettuare il suo transfer ma anche dopo aver avuto conferma sono stato io stesso che l’ho fatta accompagnare da alcuni vigili urbani a prendere un altro taxi per raggiungere quanto prima l’albergo. E’ stato anche un modo per tirarla fuori da quella baraonda e da una situazione di palpabile tensione che nel frattempo aveva richiamato l’attenzione di tanti”.

Prima di congedarci, chiediamo altre due cose a Nicola. La prima è capire se ha intenzione di sporgere denuncia contro il collega aggressore e la seconda se adesso si aspetta il pugno di ferro da parte del Comune di Ischia. Se sul primo quesito risponde in maniera criptica ed evasiva, sul secondo dimostra invece di avere le idee decisamente più chiare: “Come ti ho detto all’inizio, allo stato dell’arte devo vagliare alcune cose prima di capire se e quali iniziative porrò in essere. Cosa mi aspetto dal sindaco e dall’amministrazione comunale? Beh, mi limito a dirti che per altri episodi anche meno gravi accaduti a Ischia, sono stati presi provvedimenti pesanti. Ma è chiaro, quello che farà il sindaco sono naturalmente problemi suoi e del Comune che governa, tutto qua”.

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