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CULTURA & SOCIETA'

Parrocchie “scatenate”, impazzano le prime comunioni nelle chiese dell’isola

NELLE CHIESE E NELLE FAMIGLIE DELL’ISOLA D’ ISCHIA ARIA DI FESTE PER I MESI DI MAGGIO (GIA’ PASSATO) E GIUGNO “CONSACRATI” AL SIGNORE / Le date particolari scelte per la cerimonia che sarà ricordata per tutta la vita per bambine e bambini felici in età fra i 7 ed i 9 anni, sono come indica la tradizione quelle della ricorrenza di Santa Restituta (17 maggio) dell’anno in corso 2021, del Corpus Domini in tutta l’isola ( 6 giugno), di Sant’Antonio alla Mandra d’Ischia ed a Perrone a Casamicciola (13 giugno), di San Vito a Forio (15 giugno ). Oggi nonostante la pandemia tutto è pensato alla grande. Si comincia a scegliere il Compare e la Commara fra le persone più influenti e conosciute del paese. Il record di “Comparielli” è ancora detenuto dallo storico sindaco d’Ischia degli anni ’50 e ’60 Vincenzo Telese che per effetto del suo alto incarico è stato Padrino di oltre 300 comparielli. Dal tradizionale regalo dell’orologio e delle collanina d’oro (?) si è passato al moderno regalo della Mini Crociera prepagata in compagnia dei padrini o dei genitori. Pranzo luculliano senza badare a spese in ristoranti di grido e sale di alberghi a 5 stelle. C ‘è chi, per fare “bella figura”, si indebita

Ieri la Chiesa universale ed in particolare della nostra isola ha festeggiato la domenica del Corpus Domini giornata festiva clou per le Prime Comunioni che si celebrano nelle chiese addobbate di fiori e drappi. Hanno celebrato ieri mattina il Parroco Don Antonio Agiolini al Buon Patore, il giorno prima sabato il Parroco don Giuseppe Nicolella a San Antuono ed altri parroci nelle varie parrocchie dell’isola quali Don Luigi De Donato a Portosalvo, Don Marco Tran .a San Ciro di Ischia, Don Christian Solmonese a Panza, don Gino Ballirano a Casamicciola. Se è vero quindi come è vero che maggio e giugno sono i mesi delle rose e dei gigli è anche vero che insieme sono i benedetti mesi (maggio già è passato) delle attese Prime Comunioni.

I simboli floreali testè citati e accostati, rispecchiano forme di fede e di tradizioni insostituibili in specifiche particolari occasioni e ricorrenze di festa, osservate dalle nostre genti. Alle rose del mese di maggio, si sono ispirati autori di celebri canzoni popolari e i devoti di Santa Rita da Cascia. Il mese di giugno invece, quello corrente, è tutto dedicato ai gigli di Sant’Antonio ed alle Prime Comunioni, le quali, del simbolo floreale ultimo, ne fanno l’elemento centrale coreografico e profumato del rito, insieme all’abitino candido delle giovanette e giovanetti, protagonisti con madrine e padrinio della festa. Infatti alle Prime Comunioni primeggia il giglio attaccato alla bianca candela decorata che è parte essenziale insieme alla coccarda di raso col modello di Croce nell’abbigliamento di ogni singolo festeggiato. Questa la premessa per introdurci nell’argomento di strettissima attualità, quale quello delle Prime Comunioni che si celebrano come ogni anno sull’isola a Maggio Santa Restituta) e giugno (Sant’Antonio). Le date impegnate per questo genere di festa, passano da Santa Restituta, continuano con il 13 giugno giorno festivo dedicato a Sant’Antonio alla Mandra di Ischia e nella contrada di Perrone in Casamicciola per finire il 15 giugno decorrenza di San Vito a Forio.

Il mese poi, benedetto dal Signore, si riempie con la celebrazione del rito di altre Prime Comunioni che hanno luogo nelle chiese delle diverse altre parrocchie sparse per l’isola, specie nella domenica della festività del Corpus Domini che è ricorsa proprio ieri domenica 6 giugno. Per questo vi è stato e c’è fermento, ed una piacevole agitazione nelle famiglie che hanno avuro ed hanno i festeggiati in casa. Conclusi i corsi di preparazione, tutto l’interesse è rivolto alla festa che si vuol vivere con tanta gioia, sapendo di far felice il proprio figlio o la propria figlia, avviata alla prima investitura della sua vita, nella completezza spirituale della propria religione. Un primo traguardo di vita, atteso da tutti i ragazzi e le ragazze ai primi passi del loro indirizzo formativo, in famiglia, a scuola, nella società cristiana che li accoglie. Il rito delle Prime Comunioni col suo alto significato religioso e sociale entra nelle famiglie interessate come una ventata di freschezza, il desiderio di fare le cose per bene, lo stimolo ad organizzare per il proprio bambino o bambina in età fra gli otto e i dieci anni la festa più bella, la prima della loro adolescenza, che possa essere ricordata per sempre. Per tutto questo, a differenza dei tempi dei propri genitori e nonni, non si bada a spese.

Mentre nei decenni passati, dopo la cerimonia in chiesa col Vescovo o soltanto col parroco della propria parrocchia, la festa che ne seguiva si riduceva ad un semplice pranzo speciale in famiglia a cui vi partecipava il Compare o la Commara (Padrino o Madrina) quali soli ospiti d’onore presenti alla tavola, oggi tutto è pensato alla grande. Si comincia a scegliere il Compare e la Commara fra le persone più influenti e conosciute del paese. Negli anni ‘50 e ‘60 le famiglie più agiate invitavano il sindaco e la moglie del sindaco, l’assessore più in vista o addirittura il maestro o la maestra della propria scuola elementare a fare da Padrino o Madrina con tanto di soddisfazione della famiglia stessa che riteneva di aver portato in porto un’operazione dai possibili vantaggi sociali futuri. Il vecchio sindaco Vincenzo Telese, scomparso nel maggio del 1970 esattamente 51 anni fa, diceva di essere stato padrino, in tutta la sua carriera di sindaco di oltre 300 “comparielli”. E quando lo diceva, affermava che…non era ancora finita. Oggi, che la società ischitana si è evoluta e le famiglie locali ritengono di essere di un gradino più su a livello sociale e culturale rispetto a quelle del passato, “pescano” il Compare o la Commara per la Cresima e Prima Comunione dei propri ragazzi, fra amici cari e parenti vicini, evitando di scegliere in alte sfere. Alla pratica-Madrina-Padrino si aggiungono quelle del’abito e degli accessori, del ricevimento a base di coktail e pranzo allargato, del servizio fotografico e degli invitati, proprio come uno sposalizio.

A tutto questo pensano in famiglia, la mamma, la zia, la sorella e l’amica più vicina. Si contatta la sarta per il vestito originale o il negozio per i preconfezionati fra i più costosi, si scegli il ristorante di prestigio o l’albergo più importante per la festa a cui vi partecipano in media non meno di cento persone se la famiglia è di medio-alte possibilità finanziarie. Le famiglie invece, al di sotto della media in fatto di capacità economiche, se la cavano con un soddisfacente pranzo in un ristorante classificato tra la prima e la seconda fascia. In passato il Padrino e la madrina per Cresima e Prima Comunione regalavano al proprio “figlioccio” o “figlioccia” il classico orologio d’oro (?) e la comune collanina con crocifisso e medaglietta d’oro (?) a più carati. Oggi Questa forma di tradizione resiste solo in parte, perché i regali delle moderne madrine e padrini consistono in cospicue somme di denaro in busta chiusa. Altri addirittura regalano biglietti prepagati per mini crociere per ragazzi, accompagnati (a pagamento) da genitori o amici fidati che se ne assumano la responsabilità. Insomma una Prima Comunione di oggi, non è roba da poco. Siamo quasi ai livelli di uno sposalizio. Il riferimento non è casuale, se si considera che alcune mamme, e non sono poche, nel vedere la propria figlia bambina indossare l’abito da prima comunione con tanto di merletti, velette, guanti, strascico e quant’altro arricchisce il vestito così sofisticatamente realizzato, pensino al futuro… abito da sposa. Quindi è naturale che la bambina si gode la sua prima festa in abito bianco e lascia alla madre, per ora, sognare…l’avvenire.

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Foto Giovan Giuseppe Lubrano Fotoreporter

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antoniolubrano1941@gmail.com

info@ischiamondoblog,com

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