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Parte con una “frenata” il maxi processo allo spaccio

Difetti di notifica per alcuni dei diciotto imputati hanno indotto il collegio della Quarta Sezione Penale del Tribunale di Napoli a rinviare di quattro mesi l’inizio del dibattimento

Una serie di difetti di notifica ha imposto il rinvio del processo ai vari imputati per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti. Lo ha deciso ieri mattina il collegio c della Quarta Sezione Penale del Tribunale di Napoli, in quella che doveva essere la prima udienza di questo “maxi processo” a una serie di sodalizi emersi da una lunga attività d’indagine, stabilendo per il 13 gennaio la prossima udienza, quando – si spera – nessun problema di notifica dovrebbe ostacolare l’avvio del dibattimento. Sono diciotto gli imputati che il Gip Giordano ha rinviato a giudizio, dopo una lunga indagine sul traffico di droga, ampiamente ramificata, iniziata ormai oltre cinque anni fa. Parliamo dell’attività investigativa eseguita dai Carabinieri di Ischia che aveva consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza su ben tre associazioni per delinquere a scopo di spaccio, tutte attive sull’isola d’Ischia. Un vero e proprio “triangolo dello spaccio”. Dagli iniziali venticinque avvisi di garanzia emessi nel gennaio di un anno fa si era arrivati alla citata richiesta del Pubblico Ministero per il rinvio a giudizio a carico di 22 persone, appunto con l’accusa di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, oltre che di concorso in tale delitto. Ecco la lunga lista di indagati: Ruben Barbato, Giuseppe Caliendo, Loreta Costa, Bruno Di Pietro, Luigi Espositore, Leonarda Foglia, Giuseppe Formigli, Giovanni Lemme, Pietro Pesce, Nerino Rotolo, Antonio Schiazzano, Giovanni Sollo, Antonio Buono, Antonio Castagliuolo, Teresa Anna Cervasio, Antonio Del Prete, Michele Orrù, Ciro Masiello, Gennaro Masiello, Pasquale Masiello, Antonio Ruggiero, Vincenzo Vitale. Tra di essi diversi residenti sulla nostra isola, molti dei quali ormai vecchie conoscenze delle forze dell’ordine locali e delle aule di tribunale. Di questi ventidue, solo quattro indagati, tutti partenopei, hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato, e saranno giudicati a ottobre: si tratta di Antonio Ruggiero, Vincenzo Vitale, Ciro e Pasquale Masiello.

Il processo è originato dall’inchiesta scattata con la lunga e articolata attività investigativa dei Carabinieri di Ischia nei confronti di tre sodalizi, denominati Iscla Maior, Casa in Insula e Parthenope, accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti: tra di essi diversi residenti sulla nostra isola

Le attività investigative consentirono di far emergere i nuclei di ben tre associazioni a delinquere, che secondo l’accusa costituivano un apparato accuratamente strutturato e all’interno del quale ognuno ricopriva precise mansioni. Coloro che avevano promosso l’organizzazione ribattezzata “Iscla Maior” operavano sulla nostra isola mediante più fiduciari e referenti, i quali avevano la funzione di organizzare il trasporto e l’approvvigionamento della sostanza stupefacente sull’isola, di scegliere i corrieri, di custodire la droga e organizzare la distribuzione mediante i pushers, spesso anche minorenni, scelti personalmente dai fiduciari con il consenso dei vertici dell’organizzazione.

I giudici hanno fissato la nuova udienza al 13 gennaio prossimo. Altri quattro indagati chiesero e ottennero il rito abbreviato, che sarà celebrato a ottobre

Un altro nucleo associativo è quello denominato “Casa in insula”, a cui gli investigatori sono arrivati grazie al successivo stadio delle indagini, dedicate all’identificazione delle fonti dalle quali il pusher di turno traeva le dosi di stupefacente che poi immetteva nel sempre fiorente mercato locale. E di fatto le risultanze raccolte dai militari dell’Arma hanno consentito di dimostrare l’esistenza di una seconda organizzazione criminosa dedita allo spaccio e che rispetto alle altre aveva la particolarità di operare soltanto ed esclusivamente in determinate fasce orarie e in una circoscritta piazza di spaccio localizzata nel territorio di Casamicciola Terme, vero e proprio “epicentro”.

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La terza associazione, denominata “Parthenope”, viene individuata nel 2014 in seguito al sequestro di una modica quantità di cocaina operato nei confronti di un giovane partenopeo che aveva mantenuto contatti con alcuni dei personaggi coinvolti nelle precedenti due organizzazioni: da questa operazione si generava un supplemento d’indagine che portava alla scoperta dell’esistenza di un terzo sodalizio criminoso operante tra Napoli e Ischia, il cui vertice riusciva a muoversi attraverso una articolata organizzazione costituita da insospettabili corrieri a cui era affidato il delicato compito di trasportare ingenti quantitativi di droga.

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