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Partita giudiziaria chiusa, adesso per Pascale niente più alibi

Il sindaco di Lacco Ameno, con la sentenza del Consiglio di Stato, resta in sella a Lacco Ameno. Ma adesso, dopo cinque anni, il paese si aspetta fatti fin qui mancata. Anche perché il sentimento “anti De Siano” è una cambiale che andrà in scadenza. E in maggioranza c’è chi non vede di buon occhio il fatto che il “Barone” pensi soprattutto a ritagliarsi uno spazio politico lontano dall’isola…

E’ stato il giorno della festa, magari anche della sbornia, per quanto a giudicare da quello che si vede, si ascolta e si legge, è stato anche un momento vissuto senza particolari entusiasmi e con la giusta e doverosa sobrietà. Giacomo Pascale resta sindaco di Lacco Ameno e partiamo da un assunto, al netto di quelle che poi sono le valutazioni che doveva compiere – ed ha portato a compimento – l’autorità giudiziaria, che certo nel decidere non può farsi influenzare da considerazioni esterne più o meno opinabili: meglio così. Già, avete capito bene, meglio così. Perché se le elezioni amministrative dello scorso autunno nel Comune del Fungo avevano fatto registrare al primo turno un clamoroso e probabilmente irripetibile risultato di parità, è altrettanto vero che nello storico ballottaggio il “Barone” aveva travolto come uno tsunami il senatore Domenico De Siano, indossando la fascia tricolore dopo un trionfo con oltre 150 voti di differenza. Insomma, nulla da discutere, come quando vinci una partita 4-0. E sconfitte del genere si subiscono, non si commentano.

Il resto è poi storia trita e ritrita di cui i nostri lettori conoscono ogni passaggio e soprattutto l’epilogo, con il Consiglio di Stato che a cose fatte – ed a distanza di quasi un anno – sancisce che la tornata elettorale avrebbe dovuto chiudersi al primo turno, con Pascale vittorioso di due voti su De Siano (1.540 voti contro 1.538) a conferma di un paese comunque spaccato in due. Ma non è su questo che vogliamo porre la nostra attenzione in questa analisi. Il momento della vittoria e della definitiva e non più discutibile investitura a sindaco di Lacco Ameno toglie anche ogni alibi a Giacomo Pascale. E proviamo a spiegarci meglio, nella speranza di ottenere l’attenzione e la pazienza necessaria da parte di chi ci legge. Il “Barone” è primo cittadino del Comune del Fungo da cinque anni, spalmati in due diverse consiliature. Ora, non crediamo di offendere nessuno se in maniera sommessa facciamo notare come non ci siano atti particolari che abbiano caratterizzato l’azione amministrativa in questo quinquennio. Bene, ma perché parlavamo di assenza di alibi? Molti sostenitori di Pascale hanno sottolineato ripetutamente come nella prima sindacatura avesse all’interno una maggioranza in parte telecomandata da Domenico De Siano, evidentemente usato come capro espiatorio di ogni manchevolezza. Una volta rieletto, verosimilmente si è mosso poco perché c’era la spada di Damocle del ricorso giudiziario che avrebbe potuto compromettere l’esito scaturito dal responso delle urne.

Adesso il sindaco di Lacco Ameno ha campo libero, nessun ostacolo e – attenzione – nessuno “spauracchio” da poter esibire. Perché non può essere sottaciuto che Giacomo Pascale ha giocato parecchio anche sui sentimenti di “scarsa simpatia” (peraltro abilmente coltivali) di parte della cittadinanza verso il senatore De Siano. Insomma, la partita è stata giocata anche facendo leva sull’avversario, inviso a parte della popolazione lacchese. Adesso scuse, dicevamo, non ce ne sono più, bisogna passare all’azione, realizzando qualcosa di concreto e significativo per il territorio. E, soprattutto, preparando anche una squadra che si è gettata nell’arena per sostenere Pascale a quello che dovrà essere il futuro. Il Barone non potrà ricandidarsi e, perdonateci il gioco di parole, dovrà essere “Il Faro” per chi arriverà dopo di lui. E in realtà qualche malcontento e mal di pancia comincia ad avvertirsi anche all’interno della sua maggioranza. Una comunicazione social sterile e ossessiva, che privilegia l’apparenza a scapito della sostanza (e attenzione, perché quando l’effetto anti De Siano svanirà i lacchesi potranno anche svegliarsi dal sonno e smettere di applaudire incondizionatamente), la voglia di crearsi sponde regionali e nazionali con esponenti in particolare grillini nella speranza di potersi ritagliare un futuro politico lontano dall’isola, sono tutti segnali che ai suoi sodali piacciono poco, molto ma molto poco. Giacomo, in buona sostanza, starebbe regalando l’impressione (che poi tale non è) di pensare molto al suo futuro, consapevole del fatto che in terra lacchese comunque vada non potrà indossare più la fascia tricolore. E’ umano e ci può stare, per carità, ma forse ha iniziato troppo presto.

I fatti, dicevamo. Il sindaco è atteso al varco. Su scuola e campo sportivo per la verità ha tentennato non poco, in passato l’unica opera di un certo rilievo realizzata – e ci riferiamo alle fogne – ha visto il corso completamente allagato e qualche volte anche invaso da liquami. E poi c’è la vicenda legata al porto turistico: giusto e sacrosanto l’indirizzo di volerlo restituire al pubblico ed alla collettività, ma alla fine secondo alcuni giuristi (e chi scrive non lo è, a scanso di equivoci) anche il voler andare al muro contro muro contro Marina di Capitello piuttosto che cercare una transazione si è rivelata una mossa sbagliata. La voglia di togliersi i “paccheri da faccia” col nemico giurato lo ha indotto a portare avanti una battaglia che di fatto ha sortito un effetto boomerang., quello di riconsegnare il porto a Perrella per un’altra stagione estiva. E il beneficiato sicuramente avrà ringraziato, sia pure in maniera evidentemente metaforica. E poi c’è un ultimo aspetto, forse marginale nel contesto lacchese ma significativo a livello inter comunale. Giacomo Pascale deve ricostruire anche da zero un rapporto istituzionalmente corretto verso i suoi colleghi sindaci. Fare coppia con Del Deo e ignorare sistematicamente gli altri non è una cosa che gli fa onore né che risulta gradita. Sull’altro versante dell’isola, tanto per dirne una, il fatto di non aver invitato all’incontro con il ministro Di Maio il sindaco di Casamicciola, Comune più danneggiato dal sisma dell’agosto 2017, è stata giudicata una vera e propria scorrettezza. “Ed è assurdo che a metterla in atto – ha spiegato un primo cittadino off record a Il Golfo – siano stati proprio i due sindaci più anziani, che dovrebbero dare l’esempio”. Insomma, adesso Giacomino riparta. Ma senza alibi di sorta. Dopo cinque anni Lacco Ameno aspetta qualche proclama, foto e selfie in meno e qualche fatto in più. In bocca al lupo.

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