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CRONACAPRIMO PIANO

«Parto con lesioni all’ospedale Rizzoli, basta con la giustizia “lumaca”»

Due genitori attendono di conoscere la verità su presunti errori commessi al momento della nascita del loro piccolo quattro anni fa, che ancora oggi purtroppo è costretto ad essere assistito h24. Ma da due anni ad oggi, di otto udienze programmate, se ne sono svolte soltanto due

Una nota dai contenuti chiari, eloquenti, inequivocabili. Che conferma una volta di più come la giustizia italiana – relativamente all’aspetto cronologico – funzioni davvero male, anzi malissimo. E che quella presente sul nostro territorio, dal momento che tutto il mondo è paese, certamente non fa eccezione. A far rumore è una clamorosa iniziativa dell’avvocato Roberto Iacono che ha inviato una nota alla dott.ssa Ragosta, giudice monocratico presso la sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli. Il professionista isolano si rivolge al suo interlocutore nella qualità di difensore di fiducia delle parti civili S.Di e M.T. per far presente un episodio nel quale la giustizia viaggia davvero in maniera lentissima con tutto quello che ne consegue. Nel suo esposto – avente ad oggetto “Sollecito fissazione udienza” – Roberto Iacono ricorda che i suoi assistiti avevano sporto una denuncia querela nei confronti di alcuni sanitari dell’ospedale Rizzoli a seguito dei danni riportati dal figlio in data 2 settembre 2017. Un’iniziativa che ebbe un seguito al punto che per i fatti denunciati vennero rinviati a giudizio Marco Santagata, Vincenzo Stefanielli, Maria Piro, Maria Giuseppina Giglio e Giuseppe Palmieri, imputati di una serie di reati di cui riferiremo tra breve.

L’avvocato Iacono riferisce che dal 19 settembre 2019, data in cui si è trattata la prima udienza, quelle fissate sono state otto ma di fatto ne sono state trattate appena due (l’altra, per la cronaca, in data 12 febbraio 2020). Ora, il legale ricorda anche che “a causa dei danni riportati dal giorno della nascita presso il nosocomio di Lacco Ameno, il piccolo (… omissis) ha trascorso i suoi primi quattro anni di vita tra l’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno, l’ospedale Cardarelli di Napoli, l’ospedale Santobono di Napoli e la Comunità socio sanitaria per bambini Casa di Matteo dove è attualmente assistito h 24”. La rabbia di Roberto Iacono, e la decisione di scrivere un esposto ufficiale, deriva dal fatto che in settimana “senza alcun preavviso veniva per l’ennesima volta rinviata l’udienza presso il Tribunale di Napoli sezione distaccata di Ischia”. Da qui la richiesta alla dott.ssa Ragosta “di voler fissare con assoluta celerità la prossima udienza, con preghiera di predisporre un calendario di udienze al fine di permettere ai consulenti di parte, molti dei quali medici impegnati in un momento così delicato presso gli ospedali del territorio, di organizzare i propri impegni al fine di evitare ulteriori rinvii nell’interesse dei sig.ri S.D. e M.T. e soprattutto nell’interesse del piccolo (… omissis) di anni 4”.

L’avvocato dei coniugi, Roberto Iacono, non ci sta e indirizza una nota alla dott.ssa Ragosta, giudice monocratico della sezione distaccata di Ischia, chiedendo di fissare quanto prima le prossime udienze e di stilare un calendario utile a non farle rinviare

Per la cronaca, nel procedimento penale in questione gli imputati sono accusati di responsabilità colposa per lesioni in ambito sanitario perché “in cooperazione colposa tra loro, Marco Santagata e Vincenzo Stefanelli, quali medici ginecologici che ebbero in cura la gestante M.T. e che l’hanno assistita durante il parto presso l’ospedale Rizzoli di Ischia in data 2 settembre 2017, Piro Maria e Giglio Maria Giuseppina quali ostetriche in servizio presso il suddetto nosocomio che assistettero la paziente rispettivamente durante il travaglio e Piro Maria anche durante il parto, Palmieri Giuseppe quale operatore socio sanitario, che privo di competenza effettuava manovre di Kristeller sulla paziente per colpa consistita in negligenza, imprudenza e imperizia e in particolare per la mancata redazione del cartogramma che avrebbe consentito loro di diagnosticare tempestivamente le anomalie del travaglio della gestante e la sofferenza fetale del piccolo nonché per aver praticato in modo imprudente, negligente e imperito le ripetute manovre di Kristeller che hanno ridotto o addirittura annullato i già carenti scambi gassosi materno-fetali … così cagionavano a (… omissis) lesioni personali gravissime, consistenti in danni al sistema neurologico. Nella fattispecie (omissis) nasceva con indice Apgar 0 a un minuto dalla nascita, in arresto cardio-respiratorio, con trasferimento dello stesso nel reparto TIN (terapia intensiva neonatale) dell’ospedale Cardarelli di Napoli con diagnosi di accettazione ‘grave asfissia’ con livello di coscienza ‘stupore o coma’ con attività ‘assente’: postura decerebrata, ipotonia, assenza di riflessi primitivi, variabilità della frequenza cardiaca, apena, ipertono estensorio degli arti, mobilità spontanea assente, flaccidità, riflessi assenti, reattività papillare”.

Per la cronaca Marco Santagata e Vincenza Stefanelli devono rispondere anche di falsità ideologica “perché in concorso tra loro, quali medici ginecologici che ebbero in cura la gestante M.T. e che l’hanno assistita durante il travaglio e durante il parto avvenuto presso l’ospedale Rizzoli in data 2 settembre 2017, con la nascita del piccolo (… omissis) hanno omesso di riportare in cartella clinica, nella descrizione del travaglio e del parto della paziente, l’esecuzione di reiterate manovre di premiture di Kristeller sull’addome della gestante”.

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