POLITICAPRIMO PIANO

Pascale, gli emendamenti e le fratture made in Ischia

Da una parte l’ex sindaco lacchese e quello foriano Francesco Del Deo, dall’altro il primo cittadino casamicciolese Giovan Battista Castagna: sul decreto sisma così si divide la politica locale

La presentazione degli emendamenti al ‘Decreto Sisma’ ha mostrato le fratture politiche ischitane. Da un lato Francesco del Deo e Giacomo Pascale, rispettivamente sindaco di Forio e già sindaco di Lacco Ameno, e dall’altro Giovan Battista Castagna, primo cittadino di Casamicciola. Il contenuto degli emendamenti e delle osservazioni poste in essere sono sostanzialmente identici, cambiano, però, i referenti politici. Pascale e Del Deo sono stati a Roma in audizione a Palazzo Madama accolti dai senatori del Movimento 5 Stelle Vito Crimi e Sabrina Ricciardi. Giovan Battista Castagna, invece, ha inviato le osservazioni del Comune di Casamicciola ai senatori della commissione Ambiente attraverso il lacchese Domenico De Siano.

“Con il sindaco di Forio siamo stati a Roma e sismo stati ascoltati dai senatori Crimi e Ricciardi, gli unici due in Senato assieme agli altri del Movimento 5 Stelle, in primis Luigi di Maio, che si sono occupati realmente della situazione del terremoto sull’isola di Ischia. Gli altri, non hanno fatto nulla di concreto”. Il riferimento di Giacomo Pascale, neppure tanto velato, è a Domenico De Siano, senatore di Lacco Ameno, coordinatore regionale di Forza Italia ed artefice della sfiducia dell’ex sindaco. “Ho continuato ad interloquire con i 5 stelle anche da privato cittadino pur non ricoprendo più alcuna carica pubblica ed istituzionale perché i grillini sono stati gli unici che sono concreti ed hanno tenuto alta l’attenzione sulle problematiche legate all’isola di Ischia”, ha spiegato l’ex sindaco di Lacco Ameno. Pascale ha spiegato in Senato come Il terremoto di Catania fosse “simile a quello di Ischia per ciò che riguarda i danni, il numero degli sfollati e le peculiarità del territorio”. Per i terremotati siciliani è previsto anche il contributo per gli immobili ammalorati dal sisma una volta condonati”. Trattamento diverso, invece, per i terremotati ischitani che, invece, al momento, non posso chiedere il contributo economico per gli immobili sottoposti a condono.

Il “Barone” non risparmia una frecciata a Domenico De Siano:«Non ci sono persone che accolgono le istanze dei sindaci che sono i primi interlocutori del cittadino. Le fasce tricolori ischitane non hanno riferimenti capaci di portare le richieste dell’isola a Roma. E non dimentichiamo che il terremoto non ha colore politico»

“Abbiamo spiegato – chiarisce Pascale – che la ricostruzione non può partire senza un piano e senza contributo per gli immobili dopo la legittimazione degli stessi”. Ed ancora: “Abbiamo detto a chiare lettere che non siamo figli di un Dio minore e che i terremotati dell’isola di Ischia devono essere equiparati a quelli di Catania”. Ma adesso tocca alla politica. E lo conferma anche Pascale: “Con tutti questi autorevoli esponenti sull’isola, dobbiamo vedere se c’è qualcuno capace dal punto di vista politico di far proporre queste modifiche come emendamento del Governo per evitare la tagliola della fiducia. In questo modo si aprirebbe uno scenario diverso”. Ed ancora una volta il riferimento è a De Siano. Incalzato Pascale ammette: “Non so se la nostra isola ha questa capacità politica. Per quel che mi riguarda ho fatto tutto ciò che è nelle mie possibilità. Non conosco l’attività politica del senatore e sono fuori dal partito per cui non so. Se ha fatto o farà qualcosa, lo vedremo. Il mio auspicio è che si faccia il bene della nostra isola e si agisca per le nostre comunità”. Quando chiediamo all’ex sindaco perché Catania ha ottenuto il beneficio della concessione dei contributi ed Ischia no, la risposta è chiara: “La verità è che sulla nostra isola manca la politica del territorio. Manca la visione di Ischia come un insieme ed il lavoro di squadra. Non ci sono persone che accolgono le istanze dei sindaci che sono i primi interlocutori del cittadino. Le fasce tricolori ischitane non hanno riferimenti capaci di portare le richieste dell’isola a Roma. E non dimentichiamo che il terremoto non ha colore politico”. Ed ancora una volta il riferimento è a Domenico De Siano. Pascale poi getta acqua sul fuoco: “Il terremoto non ha colore politico. Io e Del Deo ci siamo rivolti a canali diversi rispetto a quelli di Castagna, ma non importa. La cosa fondamentale è solo fare in modo che le nostre istanze siano accolte per il bene delle nostre comunità”.  

Per la cronaca, oltre il riconoscimento del contributo per la ricostruzione relativamente agli immobili ammalorati dal sisma e sottoposti a condono ed al riconoscimento della centralità della struttura del Commissariato straordinario di Governo per la ricostruzione per la pianificazione del territorio, Pascale e del Deo hanno chiesto che “Gli oneri contributivi, assistenziali e previdenziali non debbano superare il 40% dell’importo totale così come avviene per il contro Italia; che gli immobili ammalorati dal sisma fino alla ricostruzione non debbano essere oggetto di rendita ai fini del modello Isee e che sia accordata la proroga per la disamina delle pratiche di condono e che si faccia chiarezza sulle perizie di parte per coloro i quali non erano dotati di schede Aedes stabilendo un nuovo termine nella data del 30 giugno 2020”.  

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