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Pascale non ci sta: «Nessuna spy story, ecco la mia verità»

Il sindaco di Lacco Ameno scrive in esclusiva a Il Golfo e fa una serie di puntualizzazioni relativamente alla “maretta” in maggioranza respingendo al mittente le accuse relative a una crisi nei rapporti con Zavota: «C’è solo normale dialettica, che qualcuno prova a cavalcare nel tentativo di spaccarci»

DI GIACOMO PASCALE

Un lacchese su 20 ha il Covid e un’altra percentuale rilevante sta in quarantena. Centinaia di cittadini a stento arrivano a fine mese, decine non mettono il piatto a tavola. Conosco un’infinità di padri di famiglia che non trovano il lavoro o che il lavoro lo hanno perso. Probabilmente una situazione così, non si registra dalla seconda guerra mondiale. Diciamolo chiaramente, questa pandemia ha messo in ginocchio il mondo intero. Io credo che la classe politica debba solo curarsi di questo, di gestire al meglio l’emergenza economica e sanitaria. Senza dimenticare quella abitativa, conseguente al terremoto. Un’altra ‘mazzata’ che (quasi) solo Ischia ha vissuto negli ultimi tempi.

Il Comune di Lacco Ameno in questi mesi ha fatto il massimo e non finirò mai di ringraziare ciascuno degli uomini e delle donne che onorano la nostra Amministrazione. Dai giardinieri agli Uffici Tecnici. Dalle Forze dell’Ordine agli Assessori. Dai segretari ai Consiglieri comunali. Lo sforzo corale per supportare i nostri concittadini è stato enorme, senza precedenti. E così ci sono svariati milioni di euro per opere pubbliche da realizzare, già finanziate nella ricostruzione post-sisma, così come annunciammo in campagna elettorale! E così, continua la nostra battaglia per portare l’approdo turistico in mano pubblica: lo ricordo è la prima infrastruttura del Paese e continuiamo a non incassare un euro. Ma finalmente il 27 ci sarà un’udienza presso il Consiglio di Stato e auspico che i lacchesi possano riappropriarsi del porto. E così abbiamo accompagnato l’Amministrazione fuori dal dissesto, e ci ritroveremo a gestire un’ingente liquidità di fondi che metteremo a disposizione dei lacchesi. E così, grazie agli Uffici Tecnici, abbiamo fatto incetta di bandi pubblici, a vantaggio dei nostri concittadini. E così stiamo lavorando per restituire ai nostri ragazzi le le chiavi del Principe di Piemonte. E così abbiamo distribuito aiuti economici alle persone in difficoltà, tagliandoci anche i nostri stipendi. E così, abbiamo portato sul nostro territorio per la prima volta (mai così tanti in così poco tempo) Ministri e Viceministri, strappando impegni a favore dei terremotati. E così, per la prima volta, siamo riusciti a far approvare emendamenti a sostegno della ricostruzione, che intendiamo accelerare.

Ma queste cose, mi domando, le vedo solo io? Le vede solo la nostra Amministrazione? Negli scorsi giorni ho letto sulla stampa locale di alcuni forti dissapori in seno al Governo comunale. Addirittura che io e l’Assessore Giovanni Zavota siamo quasi arrivati alle mani. Ho letto di spy story, di cellulari accesi di nascosto, di conversazioni registrate. Signori miei, non alimentate le fantasie di certi registi che va a finire che il prossimo 007 lo registrano a Lacco Ameno. Pertanto, mi tocca difendere l’onore del nostro Comune e l’onorabilità degli uomini e delle donne che vi lavorano. Dagli Uffici Tecnici agli Assessori. Tutti, nessuno escluso, che non meritano questo fango. Né lo meritano i Consiglieri comunali e ciascun dipendente del Comune. E soprattutto non lo meritano i cittadini. Non possiamo lavorare serenamente se, in continuazione, squillano i nostri cellulari: chiamate che arrivano da tutta l’isola in cerca del gossip locale, dell’inciucio, del ‘chi sta con chi’ e del ‘chi sta contro di chi’. Siamo in guerra, vi dicevo e abbiamo ben altro a cui pensare: dobbiamo mettere in sicurezza economica e sanitaria il paese, dobbiamo continuare a dialogare con Roma per ottenere fondi a sostegno degli sfollati. A chi giova soffiare sul fuoco. A ‘CHI’?

Io non so CHI alimenta queste fantasie e perché lo fa. In questo periodo storico deve prevalere il benessere dei cittadini e null’altro. Eppure leggo di storielle, FALSE, che hanno il fine ultimo di infangare l’immagine della nostra squadra di Governo locale, scelta nelle urne due volte in quindici giorni e difesa in tribunale contro chi, con la carta bollata, ha provato a sovvertire la volontà popolare. Ho letto di tutto e di più sui giornali, comprese diverse fantasie sulle procedure delle gare d’appalto. Ebbene, parliamo di un’attività che attiene agli atti di gestione dei singoli funzionari che, sono certo, hanno sempre agito nel rispetto delle norme in vigore. Così come ho piena fiducia per gli Assessori e i Consiglieri comunali: una squadra di galantuomini per i quali metterei le mani sul fuoco. Stesso rispetto che riservo per le forze dell’ordine, con le quali quotidianamente collaboro lealmente nel rispetto dei ruoli. Voglio solo ricordarvi che daremo un’automobile confiscata alle mafie alla nostra Polizia Municipale. Questa è la nostra Amministrazione, questo è il Comune di Lacco Ameno, tutto il resto è un fiume di chiacchiere, alimentato da chi tifa per un ritorno al passato. E che non si rende conto che abbiamo scritto una pagina di storia locale, finita sui media di tutta Italia!

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Ora parlo io, e vi dico che in realtà si sta facendo un casino enorme per…una dialettica in seno alla maggioranza. Che “qualcuno” prova a cavalcare con l’obiettivo di spaccarci. Una dialettica presente in tutte le forze politiche, in tutte le Giunte, in tutte le maggioranze di questo mondo. Che ben venga il dialogo interno, viva Dio, significa che c’è fermento, voglia di fare! Ma quel che mi ferisce di più, probabilmente, è il fiume di fango che hanno gettato su me e Giovanni Zavota. Un nostro Assessore, è vero. Ma per me è molto più: un amico, con cui ho condiviso parte della mia vita. Figlio di genitori eccezionali. Con cui ho scritto pagine importantissime di politica comunale. Che nessuno si permetta di dividerci, umanamente e politicamente. Un fratello più che un collega. Punto di riferimento dei cittadini in difficoltà, dei terremotati: quando lo chiami sei sicuro che risponde. Generoso, altruista e con una bontà d’animo che raramente ho visto non in un politico, ma proprio in un essere umano. Come cittadino, prima ancora che da Sindaco, mi appello al buon senso di chi gode a sputare sull’Amministrazione. Non è questo il momento storico, il nostro Popolo sta vivendo un momento delicatissimo. Abbiate un po’ di rispetto. Ma non per Giacomo Pascale: per la nostra Comunità!

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* SINDACO DI LACCO AMENO

RISPONDE GAETANO FERRANDINO – Le parole di Pascale toccano in parte anche i nostri servizi giornalistici. Mettiamola così: lui la chiama dialettica, per noi si tratta di “alta tensione”. Ma non possiamo che essere soddisfatti per il fatto che il sindaco abbia voluto affidare in esclusiva il suo pensiero proprio alla nostra testata, a dimostrazione di quanto la stessa rappresenti un punto di riferimento nel panorama editoriale isolano.

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