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Pascale torna a parlare a Napoli, resta il tarlo del voto 435

L’aspirante sindaco di Lacco Ameno ha insolitamente scelto la cornice di Piazza Plebiscito per l’incontro con i giornalisti prima di recarsi dal Prefetto: obiettivo, la riapertura delle tabelle di scrutinio della sezione 3. E non mancano le stoccate a Domenico De Siano

Ha scelto Napoli per la conferenza stampa, e per la precisione Piazza Plebiscito dove tra l’altro insistono anche gli uffici della Prefettura. A riannodare il nastro dell’incontro coi giornalisti, ancora fatichiamo a capire perché un candidato a sindaco di Lacco Ameno senta il bisogno di esternare in continente i motivi della sua insoddisfazione per la mancata elezione a sindaco di Lacco Ameno.

Giacomo Pascale, autore dell’iniziativa (ma ci piace pensare che la “trovata” sia da attribuire soprattutto al suo staff di comunicazione) ha scelto così ed ogni scelta può non essere condivisa ma deve essere in ogni caso accettata. Certo, a giudicare dalle rivelazioni fatte, non c’era nulla che valeva la traversata in una mattinata peraltro caratterizzata da pioggia, condizioni meteo marine avverse e pure con la scure dell’allerta meteo. Magari si potevano incontrare i media locali e poi salire su un aliscafo invitando chi voleva a seguirlo nella spedizione dal Prefetto. E’ andata diversamente e “amen”, ma in ogni caso il riassunto della mattinata va raccontato come si conviene.

Pascale arriva in giacca e cravatta, accanto a lei c’è la consigliera regionale grillina Maria Muscarà. Il tempo di un sorso d’acqua e poi parte a razzo: «Avevamo tre voti di vantaggio, sufficienti a vincere le elezione. Dopo di che succede che in un’ora nella sezione 4 vengano cancellati due voti mentre nella 3 succede qualcosa di ben più grave – racconta l’aspirante sindaco – Nel verbale si attribuiscono alla mia lista 434 voti complessivi e non 435, il numero totale dei votanti è pari a 851 e non a 852. Mi sono appellato al presidente di seggio della sezione numero 1 chiedendo di riaprire le tabelle di scrutinio della 3. Credo si sia rifiutato perché dipendente della famiglia De Siano. Lo scopo di oggi (ieri per chi legge, ndr) è quello di recarmi in Prefettura e fare appello al Ministero degli Interni e a Mattarella così che il Prefetto cui mi appello possa richiamare il responsabile di sezione riaprendo le predette tabelle. O che lo stesso Prefetto, in un modo o nell’altro, si faccia garante di questa situazione». L’ex primo cittadino lacchese aggiunge: «Voglio ringraziare Maria Muscarà ma anche Annarita Patriarca, esponente del mio ex partito che mostra di credere nella trasparenza politica. C’è stato anche un autorevole intervento del governo centrale che ha attenzionato questa vicenda. Io credo che il mio competitor, per una serie di faccende, abbia arrecato un grosso danno di immagine a Lacco Ameno e all’isola e questo è ancor più grave se accade per colpa di un senatore della Repubblica».

Pascale mostra il video dove gli scrutatori pronunciano la parola 435, riferendosi ai voti attribuiti alla sua persona come candidato a sindaco, ma chi si aspetta qualche effetto speciale o colpo di scena rimane deluso. La conferenza a Napoli aveva lasciato ipotizzare chissà quali “scenari”, ma tutto rimane nella norma. Poi uno scatto d’orgoglio: «Non ho paura del ballottaggio, sono pronto a continuare la campagna elettorale con l’entusiasmo della mia squadra e con un popolo alle spalle che mi ha già scelto. Possiamo giocare su schede ballerine ma non si può contestare la partecipazione di popolo e la corsa alle urne per attribuirmi un grosso plebiscito». Inevitabile anche l’apertura di una parentesi sullo “tsunami” di accuse che gli ha riversato contro il giorno precedente Domenico De Siano. «Per quanto riguarda le accuse mosse dal mio avversario – spiega – non so cosa dirvi. Io non ho il suo stile, non trasformo la conferenza stampa in un comizio, sono qui perché desidero che l’Italia resti uno stato di diritto e la democrazia trionfi. De Siano? E’ un mese che parla solo di clown, idioti, pagliacci e ladri: se un senatore imposta così la sua tornata elettorale, allora mi sia consentito dire che bene hanno fatto gli italiani a votare il taglio dei parlamentari. Se questi sono gli uomini, meglio averli tagliati ieri piuttosto che domani…».

Ovviamente c’è anche dell’altro, un cronista gli chiede se sta pensando di querelare il senatore e lui risponde: «Querele dopo aver parlato di appalti? Ho dato mandato al mio legale di verificare se esistono gli estremi per denunciarlo, tra l’altro lui in materia di appalti è abbastanza pratico e basta andare su wikipedia per accorgersene. Si parla di un appalto settennale per la N.U. e addirittura che io voglia dare il porto a un privato. Scusate, capisco che magari qualcuno sia preso dalla frenesia della vita quotidiana, ma vorrei ricordarvi che il porto è già in mano a privati in questo momento e sappiamo anche di chi. Credetemil il porto tornerà ai lacchesi dopo anni di ricorsi e canoni non versati. E, beninteso, gli eventuali utili dovranno andare appannaggio di giovani famiglie ed anziani». Poi l’ultima stoccata: «E’ arrivato il momento di rispettare la volontà popolare. Dovrebbe farlo anche chi è abituato a muoversi con altri strumenti. Penate che quando io fui sfiduciato, un rappresentante del mio partito mi telefonò da Genova e mi disse: “Apri le finestre, c’è aria di muffa”. E il risultato delle recenti elezioni regionali ha confermato tutto ciò». Poche parole di Mara Muscarà, poi un altro paio di dirette facebook, una delle quali dall’interno della Prefettura. E così ci si avvia lentamente al termine della prima settimana dei tempi supplementari. Il conto alla rovescia prosegue, lo scontro finale – il faccia a faccia, a causa del ballottaggio nell’accezione letterale del termine – si avvicina sempre più.

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