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Pasquale Palamaro protagonista in cucina su La7 con il suo aculei di mare

Ischia –  Impossibile non riconoscere il nostro chef stellato Pasquale Palamaro protagonista ieri mattina del programma culinario condotto da Roberta De Matthaeis De Gustibus andato in onda su La7. Per lui un’intera brigata a disposizione che lo ha coadiuvato nella preparazione di uno dei suoi piatti più famosi, “aculei di mare su salsa di mozzarella”. Si tratta di un Riccio di mare reiventato alla maniera dello chef e che si può mangiare con tutti gli aculei. Ischia è così andata un’altra volta in tv grazie all’amore che chef Palamaro ha per la cucina e per la propria terra. Tecnica, ricerca e fantasia, Pasquale Palamaro, classe ’78 ha ormai conquistato un posto in primo piano della gastronomia internazionale; dal 2009 al timone dell’Indaco, ristorante del Grand Hotel Regina Isabella che ha conquistato la Stella Michelin è stato presentato in tv come un vero artigiano della gastronomia. Per De Gustibus ha pensato di preparare una suggestione della nostra terra che, pur essendo storicamente un’isola di terra, è famosa in tutto il mondo per il suo mare. «Sono un cuoco di mare e cerco di rappresentare me e la mia terra sotto un profilo di cucina marina, gioco, faccio riproduzioni e rappresento ciò che c’è in natura». È così che chef Palamaro si presenta in tv per poi raccontare un aneddoto familiare che testimonia da dove arriva il suo amore per la cucina. «Quando avevo 10,12 anni mamma ci portava ai Maronti nella zona delle fumarole. Noi  facevamo il bagno e lei portava pollo, patate e rosmarino, metteva tutto in un cartoccio e cucinava sotto la sabbia. Quando apriva quel cartoccio c’era un profumo pazzesco». Sono tanti i turisti che, oggi, si recano alle Fumarole dei Maronti per fare quest’incredibile esperienza culinaria che fa di quella zona uno dei suoi punti di forza. Chef Palamaro, da quel ricordo d’infanzia, ha ben pensato di riproporre questa tecnica nella cucina del suo territorio, «ha per me un valore affettivo, parla del territorio, c’è la storia e per me è molto importante».  Del riccio il piatto ha soltanto le fattezze, ma il sapore di mare c’è davvero tutto. Capelli d’angelo, poi fritti, nero di seppia e una ricciola, il tutto ricomposto con le fattezze di un riccio, fritto e poi adagiato su di un piatto rigorosamente blu a rappresentare il mare. «Importante per me è l’impatto visivo, poi ci deve essere la coerenza con il palato. A chi lo dedico? Al lavoro sporco che fa mia moglie, fa tanto per me anche se non si vede mai. Aculei di mare è senza dubbio il piatto che mi rappresenta di più, faccio una cucina di mare e il riccio ne è l’essenza».

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