CULTURA & SOCIETA'

Pasquale, Raffaele e l’esempio della famiglia bella e numerosa

In occasione della ricorrenza di oggi di San Giuseppe, cercavamo sull’isola, come abbiamo fatto per gli anni precedenti, la famiglia esemplare, cristiana e  numerosa con più figli possibili, non per fare lo scoop, ma per gioire insieme, perché riteniamo che i figli, comunque essi vengano al mondo, sono sempre  doni e figli di Dio. Lo scorso anno toccò alla famiglia di Pasquale Baldino nostro amico e collega e ottimo collaboratore de Il Golfo. Quest’anno,volevamo cambiare. Ma   “Vota e gira” come si suol  dire, Siamo tornati a nuovamente a Pasquale Baldino e a sua moglie Raffaela (Lella) Patrizia, genitori e nonni felici,della bellezza di 10 figli, nipoti e pronipoti  alternati femmina-maschio, più due volati al cielo, altrimenti ne avremmo contati 12 di figli effettivi. A guardare questo straordinario  quadro famigliare, allargatosi negli ultimi due anni, orgoglioso della propria condizione, invidiabile ed inusuale, viene spontaneo affermare che tanti figli sani e belli con estesa prole aggiunta , per Pasquale e Raffaela, tutti insieme, rappresentano una benedizione di Dio ed  un autentico inno alla vita.  Pertanto, ci siamo sentiti fra l’altro,in  dovere di intervistare l’amico Professore Pasquale, autore della splendida nidiata, 71 anni, dieci figli più due volati al cielo e più nipotini. Ecco le domande con le risposte:

.D-Trentaquatro  anni  fa il ‘sì’ per diventare papà.

-Grazie anzitutto per il generoso pensiero! Quando l’11 maggio 1985 sposai Raffaela Lombardi di Barano centro, sapevo di entrare in una buona famiglia dai grandi Valori, ma non pensavo proprio che Dio mi avrebbe affidato la custodia di dieci figli, veramente dodici, perché due sono volati, nascendo, in Paradiso nelle mani sicure del Signore e della Regina degli Angeli, lasciandoci, però, nel pianto e nel forte dolore. Devo tanto a mia moglie.

D-Perché tanti figli?

-In verità al termine del corso di preparazione prematrimoniale l’allora compianto e santo Parroco Don Livio Baldino fu molto, ma molto chiaro nell’indicarci il significato unitivo e procreativo del matrimonio attraverso l’immutabile Magistero della Chiesa, altrimenti – diceva deciso – era meglio non ricevere il Sacramento delle nozze. Successivamente ho incontrato altri Sacerdoti, uomini pieni di Dio, che hanno ancora alimentato l’importanza dell’essere famiglia, come il francescano Padre Michele Flora Fumagalli, Don Stefano Gobbi (fondatore ispirato da Fatima del Movimento Sacerdotale Mariano), il parroco Don Pietro Zorza apostolo di Medjugorje.    

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D-Come fai a sostenere una famiglia così numerosa?

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Posso affermare, in considerazione della mia miserabile nullità, che veramente Dio e sua Madre Maria, Regina della famiglia, amano, operano e sostengono la debolezza e piccolezza, perché l’unico mio stipendio è quello di essere stato insegnante per oltre quarant’anni e oggi in pensione. Ai miei figli non è mai mancato niente, anzi!.. Come si spiega?…La Provvidenza opera tra le persone! Certo ci sono problemi, ansie, soprattutto oggi, ma “i primi cristiani avevano un cuore solo e un’anima sola… Nessuno infatti tra loro era bisognoso, ma tutto era condiviso secondo il bisogno (At 4,32-35)”.

D-Gesù non invita i suoi discepoli-papà a “diventare come i bambini, perché a chi è come loro appartiene il Regno di Dio”(Mt 18,3; Mc 10,14)?

-Sì, nelle udienze in piazza San Pietro e negli scritti tutti i Papi e anche proprio Papa Francesco hanno elevato una stupenda carezza e lode alla festa dell’odierna ricorrenza del papà con San Giuseppe, dedicando tutta l’attenzione ai bambini. “I bambini – ha detto Papa Francesco sulla scia dei grandi Predecessori – portano vita, allegria, speranza, anche guai. Ma la vita è così. Certamente portano anche preoccupazioni e a volte tanti problemi, ma è meglio una società con queste preoccupazioni e questi problemi, che una società triste e grigia, perché è rimasta senza bambini. E quando vediamo che il livello di nascita di una società arriva appena all’uno per cento, possiamo dire che questa società è triste, è grigia perché è rimasta senza bambini”.

                                                                                                                                         michelelubrano@yahoo.it

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