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CRONACA

Passo indietro, la Campania torna in zona arancione

Da domani tornano a chiudere i bar ed i ristoranti. Per le scuole superiori si torna con la didattica a distanza

«La Campania rischia di tornare in zona arancione». Lo ha confermato il presidente della Regione Vincenzo De Luca rispondendo alle domande dei giornalisti durante un incontro a Salerno. «E’ molto probabile che torneremo in zona arancione, ma credo che abbiate visto anche voi le immagini di questi fine settimana», ha confermato. Ed ha aggiunto: «Migliaia e migliaia di persone in mezzo alle strade nessun rispetto delle regole. Chi controllava? Qui ormai il controllo in Italia non esiste più, nessuno controlla più nulla, dovremo contare solo sul senso di responsabilità dei cittadini. Ma in questi fine settimana che abbiamo alle spalle di senso di responsabilità ne abbiamo visto molto poco. Era inevitabile tornare in zona arancione e poi in zona rossa», prosegue De Luca.  «Ora bisognerà capire se il passaggio ad arancione avverrà già da questo fine settimana o il rischio è ad inizio marzo» ha concluso il governatore. Nel pomeriggio il Ministero della Salute ha ufficializzato il cambio di zona a partire da domenica. Da domani, quindi, la Campania torna in zona arancione con Emilia Romagna e Molise. Il passaggio dalla zona gialla a quella con rischio più alto comporta l’adozione di restrizioni e divieti.

Le misure valide per la zona arancione

Vietato circolare dalle ore 22 alle ore 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all’interno del proprio Comune. Saranno comunque consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. Chiusura di bar e ristoranti, 7 giorni su 7. L’asporto per i bar è consentito fino alle ore 18. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni. Chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari, tabaccherie ed edicole al loro interno. Chiusura di musei e mostre.

Didattica a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori; didattica in presenza per scuole dell’infanzia, scuole elementari e scuole medie. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori. Riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico. Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie. Restano chiuse piscine, palestre, teatri, cinema. Restano aperti i centri sportivi.

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