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Paura per un ischitano a Roma, aggredito con un coltello

ROMA. Voleva aiutare un ragazzo dalla mano di un aggressore che lo stava malmenando ed invece, si è ritrovato, suo malgrado, a restare vittima delle azioni violente di alcuni di giovani furfanti.  É la brutta disavventura accaduta ad un nostro giovane concittadino isolano, lo scorso fine settimana, in quel di Roma, città dove attualmente risiede per motivi di studio. Le sue vicissitudini, infatti, sono cominciate nella tarda serata di Sabato. «Erano le 22.30 – racconta il giovane –  e mentre mi dirigo verso la metro B di piazza Bologna, una delle zone più frequentate e anche abbastanza protetta da qual che so, sento dei forti colpi, dei gemiti di dolore e in un vicolo vedo un ragazzo steso per terra ed un altro, in piedi, che lo colpisce. Decido di aiutare la persona in pericolo, come è giusto che sia, avvicinandomi senza far rumore, ma l’aggressore scappa improvvisamente. Lì per lì, mi sono insospettito perché non capivo come avesse fatto a notarmi, ma decido ugualmente di prestare soccorso a quella che credevo fosse la vittima». Ed è infatti a questo punto che accade l’incredibile o quanto meno quello che il giovane isolano non si aspettava che certamente accadesse. Colui che poco prima sembrava stesse per essere malmenato da un aggressore sconosciuto, comincia, invece, a colpire, inaspettatamente il suo soccorritore. «Appena lo aiuto ad alzarsi – prosegue il nostro interlocutore – mi colpisce. Personalmente ero già in allerta, quindi riesco a rispondergli subito, colpendolo e gettandolo di nuovo a terra». Vista la malaparata il nostro concittadino tenta, quindi, di fuggire ma la situazione prende una brutta piega. «Vengo bloccato da dietro e mi puntano una lama sul volto, chiedendomi soldi e cellulare in un italiano che aveva un accento romano. Riesco a liberarmi e tenendogli ferma la mano che reggeva il probabile coltello e dopo suoi vari tentavi  di colpirmi che sono riuscito a fermare con il braccio sinistro, riesco a colpirlo per poi distaccarmi e fuggire».

Da che era soccorritore, insomma, il giovane studente è diventato la vittima di un tentativo di furto per mano dell’individuo che aveva cercato, ingenuamente, di salvare e che invece si è rivelato essere nient’altro che un piccolo delinquente. É molto probabile, infatti, che quest’ultimo e il presunto aggressore facessero parte della stessa combriccola e  abbiano inscenato il tutto con l’intento di attirare nella loro trappola qualche malcapitato e  derubarlo dei propri averi. Trappola in cui, alla fine, proprio il nostro concittadino è finito per cadere, spinto  semplicemente dal suo buonsenso e dalla volontà di aiutare chi era o che almeno sembrava in quel momento, essere in difficoltà.  Morale della favola? Nella colluttazione, il nostro amico ha riportato alcune ferite non profonde al braccio e al volto che gli sono state provocate proprio dal coltello dell’aggressore. Fortunatamente, comunque, nulla di preoccupante, anche se i ladruncoli sono rimasti  senza un’identità e a piede libero. «Probabilmente – continua il nostro interlocutore –  gli “attori di questa pagliacciata” avranno avuto  non più di vent’anni   e il cui intento era solo quello di spaventarmi per avere soldi. Credo che la loro intenzione non fosse di far del male.   Credo si siano spaventanti vedendomi reagire piuttosto che consegnare loro il cellulare e i soldi, ed è per questo che hanno provato a colpirmi. Ovviamente nulla di tutto ciò è giustificabile, ma credo che se non fossi intervenuto non sarei comunque riuscito a dormire. Quanto ti ritrovi ad assistere a scene di questo tipo arrivi davvero a pensare che la vittima possa essere una persona a te cara e ti viene istintivo aiutarla».

Una vicenda  che  ha avuto, quindi, fortunatamente un lieto fine, anche se nulla toglie che ci sarebbero potute essere conseguenze peggiori se il malcapitato giovane non avesse avuto la  prontezza di riflessi di difendersi.   Nonostante la brutta avventura, il nostro concittadino non si pente di quel che fatto e anzi ha colto l’occasione per lasciare un importante messaggio a tutti gli isolani e non solo. « Fare finta di nulla non è mai la soluzione adeguata. Se mi ricapitasse in futuro una cosa del genere – ci dice quando glielo chiediamo – interverrei ugualmente, ma ovviamente in modo più razionale.   Riconosco di aver agito troppo d’impulso. Ci sono decisamente modi migliori per soccorrere una persona in una situazione simile.    Nel  raccontare questa storia comunque, quello che mi preme è abbattere gli stereotipi e i pregiudizi che vedono gli immigrati, i napoletani o i siciliani,  come persone pericolose, quando invece non è così. Il problema sono quelle persone la cui vita è totalmente vuota, indipendentemente dalla loro posizione sociale, dal loro aspetto o razza».

Sara Mattera

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