Pedofilia, i mostri di casa nostra

Il padre di famiglia, il nonno. Perfino il prete. Le classiche brave persone, quelle alle quali affidereste anche la vostra vita. Gente comune, almeno in apparenza. Ma orchi della peggior specie, quelli che molestano i bambini. La vicenda di cronaca che raccontiamo oggi non è un caso isolato. Perché anche Ischia non è al riparo da un male assoluto come la pedofilia.
Lo scorso anno la polizia trasse in arresto un 61enne, G.A. incensurato, beccato mentre intratteneva un rapporto sessuale con una ragazzina rom appena 13enne. Il caso fece clamore, suscitò l’interesse dei media soprattutto perché l’irruzione della polizia avvenne nel corso di una indagine volta a verificare l’esistenza di una rete di prostituzione minorile gestita da rom sull’isola.
Altra storia agghiacciante è stata la sospensione di due parroci ischitani accusati dalla Curia di aver avuto rapporti sessuali con minorenni. Una storia avvolta in una nebulosa, come sempre accade quando di mezzo c’è la Chiesa e qualche scandalo sessuale. Ma abbastanza da far suonare l’ennesimo campanello d’allarme. Ad inizio giugno fu denunciato un 41enne foriano per detenzione di materiale pedopornografico. E storie di malessere e perversione simili ne potremmo citare a decine, forse a centinaia.
C’è stato perfino un convegno, sul tema pedofilia. E nemmeno troppo tempo fa. Lo scorso 5 maggio il convegno “Pedofilia, l’infanzia abusata” fu tema di discussione al Polifunzionale in occasione della giornata nazionale di sensibilizzazione sul tema. Perché i mostri possono essere ovunque, anche dietro l’angolo. E non si deve mai abbassare la guardia.




