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Pensieri in libertà

Siamo arrivati alla vigilia di Ferragosto, che da calendario rappresenta un primo significativo momento di riflessione. Perché l’appuntamento con la cosiddetta giornata di mezza estate rappresenta da sempre una sorta di punto d’arrivo ed anche l’occasione per tracciare un bilancio provvisorio di quella che è stata la stagione turistica. Che fin qui, per Ischia, al netto di qualche atavica carenza (che fa imbestialire ancora di più, perché potrebbe essere risolta senza soverchi sforzi ma soltanto con buona volontà, sia pure in dosi massicce), è stata veramente positiva e da ricordare. Non abbiamo avuto problemi di mare, rimasto sempre limpido, la situazione legata alla vivibilità anche in questo mese di agosto appare essere sotto controllo – e non smetteremo mai di ringraziare le forze dell’ordine per la loro opera di prevenzione, prima ancora che di repressione, in grado di far desistere molti malintenzionati dai loro infausti propositi ed in alcuni casi addirittura dal solo farli mettere piede ad Ischia – e poi sono stati davvero tanti i turisti facoltosi ed i vip, e stavolta anche non legati alla presenza di eventi di alto richiamo come ad esempio l’Ischia Global Fest.

A conferma di come il vento sia cambiato, aggiungiamo anche le notizie che sono arrivate nelle ultime ore e che confermano un trend positivo del quale dobbiamo assolutamente approfittare e dal quale dovremo ripartire quando in autunno le acque si “calmeranno”. Goletta Verde e Legambiente, storici “nemici giurati” del territorio (chi non ricorda la furibonda polemica del sindaco di Barano Paolino Buono, che arrivò ad indire una conferenza stampa per protestare contro i dati diffusi relativi alla spiaggia dei Maronti), hanno promosso le acque della nostra isola, in tutto e per tutto. Non solo, i dati in possesso dell’Azienda di Cura e Soggiorno e Turismo e relativi al primo semestre dell’anno solare in corso, indicano presenze praticamente stazionarie per quanto riguarda gli italiani ma un incremento percentualmente considerevoli degli stranieri. I quali, peraltro, sono presenti anche in questo mese di agosto in vacanza, quando fino a un recentissimo passato l’isola parlava soltanto “tricolore”. Ora, non sta a me spiegare al lettore che riprenderemo a trastullarci e masturbarci con le solite frasi, teoremi e ipotesi, del tipo che questi signori sono sbarcati dalle nostre parti soltanto per guerre, tensioni internazionali, timori del terrorismo ed altre congiunture negative (per il prossimo, ovviamente, perché noi ne saremmo gli indiretti beneficiati).

Il punto di partenza, in ogni caso, deve essere un altro. A prescindere da cosa possa essere successo, siamo davanti ad un “albero” del quale non possiamo non raccogliere i frutti. E soprattutto, credere che gli stessi non cresceranno più. Insomma, in un’estate in cui tutto è filato liscio, bisogna ripartire con rinnovata convinzione. Laddove per convinzione si intende prendere atto del fatto che viviamo in uno degli angoli più incantevoli del pianeta e che dunque gli standard che ci appartengono ed ai quali dobbiamo ambire devono essere decisamente e necessariamente diversi da quelli coltivati negli anni passati. Ci sono dei problemi da risolvere e vanno risolti, ma c’è soprattutto un aspetto sul quale insistere. E stavolta non c’entrano i politici, quelli con l’attuale mentalità saranno spazzati via quasi come in un processo naturale: prima o poi ci renderemo conto che Ischia, pur con tutte le sue anomalie, può garantire ancora benessere a chi vi risiede, ed allora di fronte a questa prospettiva chi non sarà in grado di operare nell’interesse della collettività (o peggio ancora, non ne ha proprio le capacità, perché in molti casi è di questo che si tratta) finirà inevitabilmente nell’oblio. Quell’aspetto cui facevo riferimento si chiama “consapevolezza”: occorre insomma che tutti quanti noi riacquistiamo per primi l’amore verso la nostra terra, smettendola alle volte di esibirci in atteggiamenti che definire autolesionistici vuol rappresentare quasi un eufemismo. E che poi quando sconfinano nei social con dei gruppi che sono delle vere e proprie bande organizzate, arrivano ai limiti della massima espressione del masochismo. Imparare ad amare Ischia, ecco cosa dobbiamo fare, amarla come lo fanno i turisti più o meno illustri che la visitano e che ne lasciano un ricordo spesso incantato. Noi, come giornale, faremo (pardon, continueremo a fare…) la nostra parte, già dalla prossima settimana, con un’iniziativa particolarmente significativa e poi proseguendo un pò ovunque, partendo proprio dalle scuole. La chiave del successo, in fondo, sta proprio lì: tornare ad essere i primi fans di Ischia.

 

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