Statistiche
ARCHIVIO 3ARCHIVIO 5

Pensieri in libertà

Rischia – seriamente – di essere una di quelle porcate talmente indegne da poter entrare nella storia della nostra isola, capace di avere un potere terapeutico: quello, per intenderci, di mettere d’accordo tutti gli ischitani, che pure non è certamente cosa facile. Sta ritornando, in questi giorni, di stretta attualità, la costruzione della nuova struttura che dovrà sorgere in luogo del defunto pontile di Italia ’90. Quello non era il massimo della vita, alcuni lo hanno definito inutile, altri inopportuno dal punto di vista estetico e del colpo d’occhio, ma a confronto di quanto dovrebbe essere “partorito” parliamo di un distinto giovanotto bello, biondo, con gli occhi azzurri e lo smoking cucito addosso. Ora, attenzione, bisognerebbe anche interrogarsi sul perché il progetto in questione (che non è che esista da ieri mattina) viene tirato fuori solo adesso con le sue mille legittime e sacrosante perplessità, ma questo è un altro discorso, che presumibilmente interessa poco il lettore.

Il quale, però, non può non rimanere sorpreso osservando con attenzione i grafici. Che quella struttura sia una coltellata al porto d’Ischia, diventa nei miei pensieri quasi un fatto secondario, e me ne scuso perché parliamo di un obbrobrio di proporzioni bibliche. Il fatto è che di punto in bianco si autorizzerebbe, di fronte all’ex Banco di Napoli, una costruzione in cemento armato, nuova di zecca, una sorta di mini stazione marittima, per intenderci. E allora ritorniamo alle solite, perché dietro c’è lo zampino della Sovrintendenza che ritiene che tutto questo possa essere portato a compimento, finanche con l’installazione di un impianto fotovoltaico. Ora, come si fa a spiegare ad un cittadino – che non può nemmeno aprire un varco in un muro domestico per farlo diventare finestra che si ritrova i sigilli -che si potrebbe tranquillamente perpetrare con tutte le autorizzazioni del caso uno scempio del genere? Con quale fiducia il cittadino stesso può assistere impassibile ad un fatto di una tale gravità, che conferma ancora una volta come certe “istituzioni” abbiano un potere discrezionale non solo da far paura ma ormai assolutamente anacronistico e non più tollerabile. Pensate ai poveri cristi che si sono visti demolire anche tre scalini costruiti abusivamente – e che comunque a livello di impatto ambientale non mettevano e non toglievano – e si trovassero un domani a passeggiare dinanzi a un casermone del genere: che idea potrebbero avere della famosa legge uguale per tutti? E tutto questo senza dimenticarci altre porcate come quelle commesse, tanto per dirne una, con la famigerata Caserma della Forestale, che poi non venne realizzata ma i cui danni restano visibilmente tangibili.

L’esempio di questa struttura, che ci auguriamo davvero non venga mai realizzata, credo che sia una sorta di icona di un sistema che nel nostro paese funziona e continua a funzionare davvero a c… di cane. E che non può più andare avanti. Perché l’ambito in questione, va detto con amarezza, resta ancora quello in cui l’uomo si sveglia la mattina e decide se una cosa gli va o no. Potere che oggi, sia detto con tutto il rispetto, non può essere conferito a nessuno.

gaetanoferrandino@gmail.com

 

Ads

Ads

Articoli Correlati

Rispondi

Back to top button