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Pensieri in libertà

di GAETANO FERRANDINO

Si è soliti dire che tutte le cose, se usate in maniera eccessiva, producano più effetti controproducenti che positivi. E, a giudicare da quella che è la campagna elettorale in corso ad Ischia, non possiamo prendere atto che mai come nella circostanza questo detto calza a pennello. Non ci riferiamo a nulla di politico, si badi bene, ma alle formule di comunicazione che hanno scelto i due principali candidati alla carica di sindaco, vale a dire Enzo Ferrandino e Gianluca Trani. Partiamo da un assunto: Ischia, con tutto il rispetto (anche perché ci riferiamo alla limitatezza delle dimensioni territoriali) non è Napoli, Roma o Milano e neppure Firenze, Genova ecc. Ergo non è una metropoli né tantomeno una grande città. Il sindaco, per farla breve, non è un personaggio mitologico, di quelli che se sei fortunato non vedi in televisione ma ti capita di incrociare per strada (e spesso con auto blu o scorta al seguito) o all’uscita del palazzo municipale. Qui chi fa politica è una persona comune, che incontri tutti i giorni, con il quale chiacchieri e magari hai un rapporto di parentela o conoscenza diretta o ancora di amicizia. Insomma bene o male sullo scoglietto ci conosciamo tutti e quindi c’è ben poco da inventarsi.

Ma siccome negli ultimi tempi abbiamo deciso di affidarci ai nuovi sistemi della comunicazione e dunque di diventare più di forma che non di sostanza, ecco che si assiste anche a scelte e campagne di marketing quantomeno discutibili, e credeteci stiamo davvero utilizzando un eufemismo. Prendete Enzo Ferrandino: nelle foto che lo ritraggono su manifesti, banner pubblicitari e quant’altro è vestito con un look total black che non ne rispecchia affatto la personalità né tantomeno i gusti. Secondo qualcuno, l’idea è quella di fare il verso a Steve Jobs, anche se noi non ci vogliamo nemmeno credere ad una cosa del genere. Il risultato, ad ascoltare i soliti “malignoni”, che dalle nostre parti non mancano mai, è stato francamente tutt’altro che incoraggiante: i commenti al vetriolo o comunque accompagnati da una sana dose di ironia si sono sprecati. Pazienza, ma verrebbe voglia quasi di dire che uno se l’è cercata.

Attenzione, però, perché come recita l’antico adagio “se Atene piange Sparta non ride”. Se infatti dall’altra parte della barricata Gianluca Trani non ha inteso modificare i canoni classicheggianti del suo look, non si può dire che convinca appieno la trovata che accompagna le sue campagne pubblicitarie. E non certo per il claim “Riaccendiamo Ischia” quanto piuttosto per quella batteria e quei cavetti sistemati ovunque, anche sui manifesti e sulle gigantografie che capeggiano a porto d’Ischia o sulla Superstrada. E che hanno portato qualche turista a credere che sull’isola ce la passiamo talmente bene che anche un meccanico o un elettrauto può permettersi di investire un determinato gruzzoletto per una campagna pubblicitaria. Ma la domanda è: siamo certi che questo tipo di “invenzioni” (perché davvero ci vuole una fantasia fuori dal comune, con la “c” minuscola, s’intende) portino un valore aggiunto a chi è sceso in campo per conquistare la poltrona più ambita del palazzo municipale di via Iasolino? Pubblicizzare il proprio brand è da sempre fondamentale, farlo snaturandosi crediamo lo sia molto meno. E, al massimo, regala qualche sorriso di cui di questi tempi abbiamo veramente bisogno. E allora lasciate perdere queste trovate e pensate ad investire per spiegare alla gente cosa e come intendete fare per il paese. Vedrete, l’effetto sarà decisamente di altro livello.

gaetanoferrandino@gmail.com

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