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Pensieri in libertà – Quando ci buttano il fumo negli occhi

Siamo diventati il paese dell’effimero, quello per intenderci dove ormai l’apparire conta decisamente più dell’essere. E, di rimando, la forma si lascia preferire alla sostanza. Il risultato? Un paese fermo, un territorio che non va avanti, amministratori che non riescono a trovare lo “slancio” necessario nemmeno in piena campagna elettorale, quando pure l’attivismo dovrebbe farla da padrone per cercare vetrina e riflettori in grado di garantire consenso. Ma forse non ce n’è bisogno, in fondo il voto lo si intercetta in altri modi, non è vero? In pagina trovate il “Sotto Tiro” del nostro Mizar che dovrebbe far riflettere tutti noi cittadini, sempre che avessimo ancora un pizzico di orgoglio, amor proprio e ancor più capacità di capire quale parabola discendente abbiamo intrapreso. Che Giovan Giuseppe sia particolarmente sensibile ed attivo alle problematiche che interessano la nostra isola, è risaputo a tutti, ma pensare che si debba essere messi nelle condizioni di scrivere al comandante dei vigili urbani per chiedere quello che non ci sarebbe bisogno di chiedere, e cioè il rispetto di due ordinanze sindacali, vuol dire davvero che ad Ischia abbiamo raggiunto livelli da terzo mondo, con tutto il rispetto per il terzo mondo. Ogni tanto arriva qualche comunicato che getta fumo negli occhi alla gente, ma all’atto pratico non si risolve mai nulla.

Nella sua missiva Mizar mette il dito dentro due piaghe, e mi piace soffermarmi in primo luogo su quella legata all’ordinanza relativa al divieto di uso e commercializzazione di saponi non biodegradabili. A turno un pò tutti i sindaci hanno firmato un’ordinanza che se applicata potrebbe rappresentare la panacea di parecchi mali (soprattutto delle nostre acque e del nostro mare), ma poi sono subentrate in primo luogo le solite antipatie isclane, frutto davvero di un trogloditismo senza pari, ed in particolare il menefreghismo e l’alto tasso di strafottenza di chi amministra le nostre comunità. La sola iniziativa del buon Giovan Giuseppe avrebbe avuto un eccezionale ritorno di immagine per l’isola verde, ma diversi colleghi isolani, in particolar modo quelli che prestano servizio presso testate o agenzie regionali e nazionali hanno preferito far calare il silenzio perché magari l’idea non era stata partorita da qualcuno della loro “parrocchia”. Ecco, un esempio di atteggiamento “made in Ischia”, di quelli che non ci consentiranno mai di crescere. Ma a questo ci siamo abituati, nemmeno la cosa ci infastidisce più. Ritornando ai Comuni, viene da chiedersi cosa abbiano fatto fin qui per mettere in cantiere una serie di iniziative atte ad informare la cittadinanza della “rivoluzione” che dovrebbe arrivare (e a questo punto uso il condizionale in maniera nient’affatto casuale), nè tantomeno ad iniziare ad attivarsi presso gli esercizi commerciali ed i venditori. I saponi non biodegradabili, di fatto, non possono essere messi in vendita, ma se incrociate i sei sindaci per strada provate a porgli questo semplice quesito: di grazia, da quando? E fate altrettanto con i comandanti dei vigili urbani, non solo con Giovan Giuseppe Pugliese: vedrete che vi guarderanno in faccia con un’aria stranita, quasi come proveniste da Marte.

Sui terreni incolti, almeno per adesso, non me ne voglia Giovan Giuseppe ma preferisco stendere un velo pietoso, altrimenti davvero non finiremmo più di scrivere. Così come chi dovrebbe vegliare su di noi e su questa splendida isola, probabilmente, non smetterà mai di buttarci fumo negli occhi. Chissà se prima o poi un principio di “intossicazione” ci porterà a reagire…

gaetanoferrandino@gmail.com

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