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Pensieri in libertà: il caso Forio, la “spia”, gli attacchi deliranti e le bugie

Sarò sincero, lo dico senza mezzi termini e anche con quella dose di ironia che deve saper sempre caratterizzare che quotidianamente sorride all’esistenza (e parlo del sottoscritto, a scanso di equivoci): se ieri mattina alle 8 mi avessero detto che la notizia del giorno da Forio era quella riportata dal nostro quotidiano, sarei rimasto quantomeno perplesso. E invece è andata esattamente così. Partiamo da un presupposto: chi ha scatenato il “putiferio” ha fatto partire tutto più o meno ad ora di pranzo, quando si deve essere ridestato dal torpore figlio anche di una giornata uggiosa nella quale evidentemente rimanere più a lungo sotto le coperte era una soluzione tutt’altro che disprezzabile. Nel mirino finisce un nostro servizio giornalistico dal titolo « Elezioni a Forio, Gigi Lista “scaricato” da Coppola e Pezzullo», dove la parola scaricato è volutamente virgolettata: lungi da me dare lezioni a chiunque, ma è chiaro che in un titolo bisogna avere il dono della sintesi e questo spesso può far sì che ci possano essere interpretazioni diverse. Anche se quello in questione, a onor del vero, non mi sembra affatto il caso di specie.

Ciò che ne consegue è francamente un qualcosa di apocalittico e surreale nello stesso tempo. Gigi Lista si sente vittima – udite udite – di una “infamia” e rivolgendosi allo scrivente si chiede se non sia il caso di querelare. Lo fa però non sul whatsapp personale del cronista, ma su quello di un gruppo che racchiude diverse altre persone. Quando questo gli viene fatto notare, con postilla che è poco elegante, ignora il suggerimento e continua a pontificare sempre allo stesso posto. E va bene. Poi a un certo punto si parla di un audio di tale Francesco Pezzullo che sarebbe stato destinato a destra ed a manca ed il cui contenuto sarebbe stato utilizzato per scrivere l’articolo incriminato. A un certo punto proprio questo Pezzullo, mi pare si chiami così, scrive testualmente sui suoi canali social: “Non ho avuto nessuna telefonata o colloquio con questo giornale, con rammaricato (si scriverebbe rammarico ma facciamo finta di nulla..) ho visto la notizia Facebook”. A questo punto, incuriosito, mi chiedo: ma possibile che mi sia venuta l’arterosclerosi e che in quell’articolo si parlasse di una telefonata? Vado a rileggermelo, e questo è quanto riportato testualmente e senza alcun taglio sul giornale di ieri:

«I messaggi lanciati durante la diretta, e soprattutto lo stile eccessivamente giullaresco esibito da Gigi Lista, hanno indispettito e non poco il presidente di Confesercenti di Ischia, che avrebbe espresso tutte le proprie perplessità rispetto agli atteggiamenti “sopra le righe” dell’attivista, che secondo Pezzullo non si addicono affatto ad una persona che intende candidarsi alle elezioni. In particolare, il numero uno della Confesercenti isolana avrebbe confessato ad alcune persone a lui vicine di essere molto amareggiato sia con Lista che con Coppola, e che non sarebbe intenzionato a compromettere la propria reputazione a causa dell’ambiguità degli alleati che ha deciso di mettersi in casa. Pezzullo, in questa discussione, sarebbe arrivato ad affermare che sono caduti tutti i presupposti per mandare avanti il progetto che vide la luce nel mese di agosto dell’anno scorso. Il noto imprenditore foriano, parlando di Lista, avrebbe asserito che inizialmente il leader di “Noi siamo Nessuno” era gestibile. Cosa che adesso non sarebbe più possibile, perché Lista avrebbe mostrato un lato della sua personalità eccessivamente rivoluzionario».

Ora, di grazia, qualche foriano dotato di senno vuole fare presente a questo signor Francesco Pezzullo che nessuno ha mai scritto che Il Golfo lo ha contattato o quantomeno che lui ha parlato col nostro giornale? Una cavolata del genere dove l’ha letta o sognata? Potrei proseguire, citando un altro post di Pezzullo nel quale lo stesso parla di strumentalizzazioni giornalistiche e quant’altro. Ha ragione, il signor Pezzullo, che siamo persone serie abituate a rispettare la privacy altrui, altrimenti veramente ci faremmo quattro risate. Anzi, forse quarantaquattro. Parlare di “falsità e scorrettezza”, e “sensazionalismo” del giornalismo è un qualcosa di assolutamente ridicolo. Lo ripeto, giusto se non si fosse capito: ri-di-co-lo! Per non farvela lunga, quello che emerge da questa storia è quanto segue: un gruppo di persone ha problemi interni tra loro, evidentemente qualcuno si confida su qualche chat social, l’audio finisce di qua e di là, si fa uno più uno due e si ritiene che questa testata abbia utilizzato quel messaggio per farne chissà quale utilizzo. Insomma, quello che diventa un possibile problema “intestino” (chi ha fatto la spia a chi e perché), che a noi non interessa affatto, diventa una questione di Stato e l’occasione per attaccare il nostro giornale. Non solo, il peggio è che ci becchiamo pure una serie di contumelie da persone che poi – per loro stessa ammissione – l’articolo nemmeno lo avevano letto. Alla fine, proprio per sintetizzarla al massimo, una diatriba, lo ripetiamo, tutta interna, diventa l’occasione giusta per sparare sul pianista. E quel pianista è diventato il nostro giornale. L’impressione è che sui social network qualcuno ci abbia pure creduto. Ma questa è un’altra storia, questa è la vita reale. Offendere o spararsi la posa su Facebook non servirà a niente. Di sicuro, non a prendere un voto in più. O a passare per vittime. Il carnefice, se proprio c’è, cercatelo al vostro interno. Intelligenti pauca.

gaetanoferrandino@gmail.com

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