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Pensieri in libertà: Forio e lo spaventoso “masochismo” dei dissidenti

Lo avrete capito tutti, a Forio tira già aria di campagna elettorale. E all’ombra del Torrione, giusto per capirci, non sono certo “british” come ad esempio a Ischia. Fanno le cose per bene e quando scendono nell’arena si combatte senza esclusione di colpi. Nell’attesa che gli scenari si delineino in maniera inequivocabile (ci vorrà tempo, colpi di scena e feriti sul campo non sono affatto da escludere, tutt’altro) è chiaro che ci troviamo di fronte ad un’amministrazione uscente e a una serie di soggetti e movimenti che intendono mandare a casa Del Deo e il suo codazzo. Non posso fare a meno, però, di sottolineare come l’ampio ed articolato fronte che si oppone al primo cittadino uscente non sembra negli ultimi tempi avere la giusta lucidità. Provo a spiegarmi meglio. Si convoca una riunione di stampo massonico di domenica mattina, all’interno di un plesso scolastico, invitando alla stessa tutti gli esponenti della minoranza, qualche dissidente  e finanche un consigliere di maggioranza. Obiettivo, raccogliere le nove firme necessarie per far cadere sindaco e amministrazione comunale. Qui viene commesso il primo “pacchiano” errore, perché si fanno i conti senza l’oste: Nicola Nicolella non si presenta e a questo aggiungete pure che in ogni caso ci sarebbe stato da convincere il Castaldi, che presumibilmente non sarebbe stata la più agevole delle operazioni da portare a compimento. Insomma, missione miseramente fallita e tutti a casa. La cosa, per ovvi motivi, dovrebbe rimanere segreta ma siccome a Forio soltanto quello che non si fa non arriva ad essere di dominio pubblico (specialmente quando c’è la politica per lo mezzo) ecco che subito dopo pranzo la notizia fa il giro del paese e finisce sulla bocca di tutti.

Insomma, la frittata è fatta. A questo punto, però, non si può che far riferimento a quell’antico adagio secondo il quale errare è umano ma perseverare diventa diabolico. Gran parte dei dissidenti si alternano nell’affermare agli organi di stampa che in realtà non ci sarebbe stato nessun tentato golpe, e a nostro avviso così facendo commettono un autogol clamoroso. Perché, sia detto con la stima e l’affetto che chi scrive nutre per i “dissidenti”, si arriva a negare l’evidenza sperando magari pure che qualcuno ci creda. Tutto questo, inoltre, senza nemmeno coordinarsi tra loro, perché ad esempio in questo coro di voci in libertà non manca chi spiega senza mezzi termini come l’obiettivo di questo gruppo di consiglieri sia espressamente quello di “mandare a casa Francesco Del Deo”. Ma non è ancora finita, perché lo stato di confusione mentale nel quale sembrano essere precipitati alcuni protagonisti della vita politica foriana assume contorni ancor più surreali in un’altra circostanza, che a nostro avviso è davvero indicativa del masochismo (o confusione, se preferite) che accompagna i nostri eroi. Viene convocata una conferenza stampa, e noi cronisti stiamo lì a immaginare quello che immaginerebbe chiunque. E cioè che all’orizzonte possa esserci qualche succulenta novità, altrimenti per quale motivo confrontarsi con i giornalisti in un pomeriggio di febbraio? E invece, sapete cosa succede? A parte che si assiste a una tiritera di due ore prima che gli operatori dell’informazione possano rivolgere qualche domanda, centoventi minuti nei quali non viene praticamente detto nulla, ma all’appuntamento tra l’altro non si presentano il solito Nicola Nicolella, Chiara Conti (pare assente giustificato) e Maria Orlacchio. Insomma, la minoranza si presenta per dimostrare che se possibile non solo non è cambiato niente, ma si è ancora di meno. Che dire, speriamo sia stato l’ultimo atto. Un amichevole consiglio: fermato questo lento suicidio di massa…

 

gaetanoferrandino@gmail.com

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