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Pensieri in libertà, Il Rosatellum bis? Turiamoci il naso e andiamo a votare

E’ la domenica del voto, quella in cui gli italiani tornano alle urne. Finalmente, verrebbe voglia di dire, anche se poi l’impressione è che alla gente interessi ben poco e che il rischio di un forte tasso di astensionismo aleggi come uno spettro dalle sinistre sembianze. Il voto è uno strumento di democrazia ed in ogni caso andrebbe esercitato, e questo è un assunto che noi ci sentiamo di condividere appieno. Anche perché, eventualmente, i modi per esprimere il proprio dissenso ci sono anche recandosi alle urne (scheda bianca, scheda nulla, ecc.) e facendo comunque il proprio dovere. Quando però si parla di disaffezione della gente dalla politica, bisogna fare i conti anche con una disarmante realtà dei fatti. E’ vero, l’elettore se ne sbatte ed è lontano anni luce, ma la colpa in fondo è di chi ci governa.

Faccio un esempio. Si vota col Rosatellum bis, un groviglio tra plurinominale, maggioritario, proporzionale, candidati di collegio e listini, insomma chi più ne ha più ne metta. Se persone autorevoli di diversi settori confessano candidamente di non averci capito una mazza, un motivo ci sarà pure. Così come sarà triste, tristissimo, doversi recare nella cabina elettorale e barrare il simbolo di un partito (anche per essere sicuri di non commettere errori). I nomi, gli eletti? Tranquilli, vi hanno già apparecchiato la tavola, non tocca certamente a voi scegliere. E pazienza se, ad esempio, ci ritroveremo a Roma qualche rappresentante delle istituzioni che noi abbiamo contribuito ad eleggere ma che magari sa a stento che Ischia è un’isola della Provincia di Napoli. E ce lo troveremo forse a dibattere di questioni legate al territorio in maniera quanto meno approssimativa, se tutto va bene. All’interno abbiamo dedicato un focus al momento elettorale in programma oggi, facendo un salto nel passato e chiedendo a protagonisti della politica di casa nostra di ricordare i cosiddetti “tiemp bell e na vot”. Per carità, attenti a non fraintenderci, visto che ormai ogni qualvolta si parla di Prima Repubblica non si può e non si deve fare altro che demonizzarla (a giusto titolo, ma restiamo convinti che dopo le cose non siano andate meglio, e ci prendiamo la briga di dirlo in maniera chiara e senza girarci troppo intorno…). In passato le campagne elettorali avevano un altro sapore, perché prima ancora del partito votavi l’uomo. Il cosiddetto deputato o senatore di collegio era una persona che giocoforza doveva essere vicino al territorio, assiduo frequentatore e conoscitore dello stesso.

Era un soggetto che, in parole povere, la comunità di pertinenza territoriale doveva saperla coltivare, anche perché cinque anni dopo con molta probabilità si sarebbe ripresentato a quel medesimo elettorato. Attraverso quella che poteva essere la sua segreteria ed una presenza comunque costante seppure non quotidiana, rappresentava un riferimento e la gente dallo stesso si sentita rappresentata, in maniera più o meno valida. Oggi, ahinoi, tutto questo non c’è più ed i risultati sono davanti agli occhi di tutti. Il Rosatellum bis, che avrebbe dovuto cancellare un sistema elettorale che definire una “porcata” è un complimento, si è rivelato al tirar delle somme una schifezza ancora più immonda. Votare a scatola chiusa non è più tollerabile. Ma nonostante tutto, facendo il verso alla celebre frase di Indro Montanelli, turiamoci il sano e andiamo alle urne. Perché resta, lo ripetiamo, in ogni caso una conquista e uno strumento partecipativo. Al voto, a proposito, andranno anche i terremotati di Casamicciola o almeno un gruppo di coloro che hanno patito le conseguenze dello spaventoso sisma dello scorso 21 agosto. Ma lo faranno in maniera anomala, esercitando il proprio diritto ricordando la situazione nella quale versano dopo quel nefasto evento. Ritengono di non aver ricevuto risposte dalle istituzioni, a tutti i livelli, anche dal Governo centrale. Da qui la decisione di far sentire, una volta di più, il proprio grido di dolore. Buon voto a tutti, anche a loro.

gaetanoferrandino@gmail.com

 

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