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«Per favorire Pozzuoli si “azzoppa” Ischia»

Luca Di Costanzo, vicepresidente della New Atec, torna a parlare delle ordinanze che vietano lo sbarco e la circolazione dei mezzi pesanti dopo le 12 del venerdì, sottolineando illogicità e incongruenze di un provvedimento calato dall’alto senza concertazione. E poi…

Luca Di Costanzo, gli autotrasportatori dell’isola hanno espresso un no netto al divieto di sbarco dei mezzi pesanti nel fine settimana, arrivando perfino a presentare un ricorso al TAR, sul quale torneremo tra poco. Quali sono le ragioni principali del vostro dissenso?

«Le ragioni principali riguardano l’approvvigionamento delle merci sull’isola. Con l’ordinanza emanata congiuntamente dai Comuni rischiamo di mettere in seria difficoltà non soltanto il comparto dell’autotrasporto, ma l’intera filiera dell’approvvigionamento. Stiamo parlando di una questione molto delicata e complessa, che coinvolge attività commerciali, imprese e cittadini. Ho l’impressione che, nel tentativo di andare incontro alle esigenze del territorio di Pozzuoli, si sia intervenuti con eccessiva fretta, senza valutare fino in fondo le reali necessità dell’isola d’Ischia e di chi ogni giorno garantisce la distribuzione delle merci».

Secondo lei questa ordinanza dovrebbe essere completamente revocata oppure, sulla base della vostra esperienza, è possibile individuare un compromesso che tenga insieme le esigenze di Ischia e quelle di Pozzuoli? Se sì, come dovrebbe essere costruito?

«Un punto di equilibrio può certamente essere trovato. È però indispensabile aprire un tavolo di confronto serio, perché la materia è molto ampia e articolata. Noi rappresentiamo un settore che non trasporta soltanto generi alimentari o merci deperibili, ma assicura la distribuzione di una vastissima gamma di prodotti destinati alle attività economiche dell’isola. La soluzione più semplice sarebbe revocare l’ordinanza e riscriverla, ma mi rendo conto che probabilmente questa strada oggi non è percorribile. Per questo auspichiamo un confronto con le amministrazioni, così da modificarne i punti più critici e consentire alle imprese di continuare a lavorare, almeno fino alla giornata di venerdì, che rappresenta per noi un’esigenza fondamentale. E poi…».

E poi?

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All’interno dell’ordinanza, inoltre, sono presenti alcune incongruenze piuttosto evidenti. È anche per questo motivo che abbiamo deciso di ricorrere al TAR. Penso, ad esempio, alla limitazione imposta già dal venerdì ai mezzi che trasportano merci deperibili superiori alle 3,5 tonnellate. È una previsione che riteniamo del tutto irragionevole, considerando che un decreto ministeriale del 1977 stabilisce chiaramente che le merci deperibili possono circolare anche il sabato, la domenica e in qualsiasi fascia oraria senza limitazioni. Questo rappresenta il primo problema da affrontare. Detto ciò, siamo disponibili a discutere anche eventuali compromessi per alcune specifiche categorie di trasporto, purché ci sia la volontà di sedersi attorno a un tavolo e valutare insieme soluzioni concrete».

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Molti operatori del vostro settore sostengono di essere rimasti delusi soprattutto dal fatto che questa ordinanza sia stata imposta senza alcun confronto preventivo con la categoria. È così?

«È proprio questo il punto principale. Un’ordinanza che introduce restrizioni così importanti è stata emanata il 18 giugno ed è entrata in vigore già il giorno successivo, il 19 giugno, senza che la nostra categoria fosse minimamente coinvolta. Francamente ci è sembrato un modo di procedere piuttosto singolare. Sia chiaro: nessuno di noi nega che il problema del traffico sull’isola esista. È una criticità nota da anni e siamo i primi a riconoscerla. Anche noi vogliamo contribuire a trovare una soluzione e fare la nostra parte per ridurre il numero dei mezzi in circolazione, ma riteniamo che sarebbe stato doveroso ascoltare preventivamente chi questo settore lo vive quotidianamente».

È però innegabile che, indipendentemente dalla tipologia di merce trasportata, durante l’estate sull’isola circolino molti mezzi pesanti a tutte le ore. Questo rappresenta comunque un problema reale, non crede?

«Il problema, secondo me, va inquadrato nella sua giusta dimensione. Per soddisfare il fabbisogno turistico dell’isola durante il periodo compreso tra giugno e settembre tutte le aziende di trasporto sono costrette ad aumentare il numero dei mezzi impiegati. È il mercato stesso a richiederlo. Posso assicurare che nessun automezzo viene messo in strada senza una reale necessità o per viaggiare vuoto. È vero, i camion sono numerosi, ma questo accade semplicemente perché in estate cresce enormemente la richiesta di merci da parte di alberghi, ristoranti, supermercati, negozi e di tutte le attività che lavorano con il turismo».

Il TAR non ha concesso la sospensiva. Siete comunque fiduciosi in vista dell’udienza di merito? E, qualora il ricorso dovesse essere respinto, quali potrebbero essere le conseguenze?

«In realtà il TAR non ha semplicemente negato la sospensiva. Ha fissato l’udienza di merito in tempi rapidissimi, già per il 9 luglio. Generalmente la sospensiva viene concessa quando ricorrono presupposti di particolare urgenza. Credo che, in questo caso, abbia inciso anche il fatto che l’ordinanza è stata definita come sperimentale. Probabilmente è questa la ragione per cui il Tribunale amministrativo ha preferito arrivare direttamente alla discussione del merito. Noi, comunque, continuiamo a sperare che prima del 9 luglio le amministrazioni decidano di confrontarsi con noi e che si possa trovare una soluzione condivisa, evitando così che sia il TAR a dover decidere la questione».

Dalle sue parole sembra emergere la sensazione che, in questo braccio di ferro, abbia prevalso maggiormente la posizione di Pozzuoli rispetto a quella di Ischia. È così?

«Purtroppo sì. Basta leggere attentamente l’ordinanza. I sindaci dell’isola avevano partecipato al tavolo tecnico in Regione chiedendo, tra le altre cose, che i bus turistici potessero raggiungere direttamente il porto di Pozzuoli. Questo obiettivo, però, non è stato raggiunto. Anzi, i pullman continuano a fermarsi nella stessa area in cui sostavano già in precedenza, sopra la rotonda, mentre il Comune di Pozzuoli ha semplicemente attivato un servizio navetta a pagamento per accompagnare i passeggeri fino al porto. Alla fine, quindi, mi sembra che l’isola sia stata penalizzata due volte: da un lato con le limitazioni imposte al comparto merci e dall’altro perché neppure le richieste avanzate dalle amministrazioni isolane sul fronte turistico hanno trovato accoglimento».

Prima di concludere, torniamo al ricorso. Nessuno si augura un esito negativo, ma se il TAR dovesse confermare integralmente l’ordinanza quali sarebbero, secondo voi, le conseguenze?

«Noi continuiamo a confidare nel dialogo con le amministrazioni e siamo convinti che una soluzione possa essere trovata ancora prima che il TAR si pronunci. Se però così non fosse, credo che il problema più grande non riguarderebbe tanto gli autotrasportatori quanto l’intera isola d’Ischia. Bloccare gli approvvigionamenti dalle ore 12 del venerdì significa costringere supermercati, grande distribuzione, boutique, alberghi, ristoranti e attività commerciali a ricevere le merci soltanto fino a mezzogiorno del venerdì. Da quel momento e fino al lunedì, proprio nel fine settimana in cui si registra il massimo afflusso turistico, l’isola rischierebbe di non poter essere rifornita adeguatamente. Pensare che mezzi di appena 3,5 tonnellate possano garantire l’approvvigionamento della grande distribuzione e delle principali attività economiche è, a nostro avviso, del tutto irrealistico».

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