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CRONACA

Per salvare la Colombaia limitarsi a un museo

Il colpevole abbandono della Colombaia, residenza estiva di Luchino Visconti, non trova giustificazioni di sorta: vi spieghiamo perché

Esattamente venti anni sono trascorsi dalla costituzione della Fondazione “La Colombaia”, a Forio, in omaggio a Luchino Visconti (anno 2001), il grandissimo regista che volle eleggere l’isola d’Ischia a sua terra d’adozione. Ci occupiamo di una vicenda tormentata e sofferta, che ha richiamato in tempi recenti l’attenzione della stampa nazionale e internazionale sul definitivo degrado della residenza estiva di Visconti, della disgregazione della Fondazione e della chiusura, forse irreversibile, dell’annesso museo. Fu Franco Iacono, già sindaco di Forio, presidente provinciale ed eurodeputato a salvare la Colombaia negli anni Ottanta , quando i vandali in oltre quindici anni di spoliazione della Villa ne avevano saccheggiato e semidistrutti gli interni, portando via perfino i preziosi pavimenti di maiolica, gli oggetti di ceramica, i vetri coloratissimi, “a piombo fuso”, della Torre e altre “reliquie” storiche colpevolmente abbandonate dalla proprietà!

Franco Iacono ebbe l’intuizione giusta e si adoperò per l’acquisto da parte del Comune di Forio della prestigiosa residenza, del suo successivo restauro, della sistemazione dell’immenso parco che scende fino al mare e della costituzione di una Fondazione, con la partecipazione di Enti Locali e Regione Campania allo scopo di assicurare le risorse economiche necessarie per la conservazione dell’immobile e per il funzionamento di un Museo dedicato al regista. Ma come tutte quelle cose che nascondono un disegno troppo velleitario e al di fuori della realtà, vi si volle aggiungere “Una Scuola Internazionale di Cinema e Teatro” che apparve a molti “osservatori” come una enorme forzatura e la conseguente giustificazione per ottenere la necessaria considerazione negli ambienti culturali e politici e, naturalmente, più consistenti fondi pubblici da investire nella Residenza. Va da sè che tanta pretenziosa ideazione poco si attagliava ad uno “scoglietto” in mezzo al mare, lontano dai circuiti artistici, culturali e…logistici e poco adatto ad ospitare –in pianta stabile – un’Accademia di Recitazione (ci pare di capire!) con attori, registi, sceneggiatori provenienti da tutto il mondo, come un novello “Actor studio”; il tutto relegato nell’atollo Ischia e per di più a corto di quattrini sufficienti per tenere in piedi siffatta organizzazione.

Quanto evaporarono i fumi di ebbrezza artistica al cospetto dei primi buchi di bilanciodella Fondazione e quando per quella Scuola, pomposamente annunciata, non erano stati acquistati nemmeno i…banchi a rotelle, fu subito chiaro agli amministratori comunali di Forio l’insostenibilità di un progetto morto prima di nascere: Ma vi è di più. I Consigli di Amministrazione non riuscirono, con il passare degli anni, a fronteggiare nemmeno l’ordinarietà della gestione (assunzione di un guardiano-giardiniere; personale per il Museo, manutenzione dell’immobile e spese generali) con il deludente risultato di dichiarare forfait su tutta la linea e chiudere la Villa ai visitatori. Sono lontani i tempi del “Premio Luchino Visconti” istituito da Franco Iacono e Maurizio Scaparro per “animare” la Residenza storica e creare un percorso turistico-culturale capace di catapultare a Forio il jet set del Cinema, del Teatro, dell’Imprenditoria e della mondanità riconducibile ai favolosi anni Sessanta. Nel 1987 arrivò a Ischia Alain Delon, il protagonista di “Delitto in pieno sole” ,girato nella nostra isola nel 1960. Alzò al cielo il trofeo Visconti alla Carriera e lo dedicò al Grande Maestro con un velo di commozione negli occhi. Sbarcarono a Forio Irene Papas, Marcello Mastroianni, Massimo Ranieri, Pupella Maggio e tanti altri personaggi che hanno scritto una bellissima pagina nel cinema e nel teatro del secolo scorso.

Dopo quattro edizioni del Premio Visconti, nel 1990 il sogno Colombaia svanì insieme al progetto della Scuola di Recitazione. Nell’agosto del 2013 la Colombaia ha dovuto perfino subìre l’affronto di un pignoramento effettuato dall’ufficiale giudiziario per somme di liquidazione non pagate all’ex direttore generale della Residenza. Cosa è possibile fare per salvare dall’annientamento annunciato un sì cospicuo Bene della Collettività? Procedere ai lavori di ristrutturazione del Complesso Monumentale con i fondi Europei e limitarsi ad una gestione parsimoniosa e oculata della Villa da destinare esclusivamente a “Museo Luchino Visconti” con visita guidata al parco, agli ambienti interni e alle ceneri del Grande Maestro. Potrebbe funzionare un Bar , un negozietto di souvenir e una “Tavola calda” con specialità gastronomiche isolane e Vini prestigiosi Locali. Non sono tempi per progetti di largo respiro, considerando anche il futuro incerto del nostro Turismo legato all’evolversi della pandemia. In un prossimo futuro potrebbe essere rispolverato qualche vecchio progetto di rilancio della Colombaia, ma , oggi, basterebbe restaurare l’immobile e riaprirlo alla pubblica fruizione affinchè non ne venga cancellata la doverosa memoria.

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Stefano Santaniello

Troppo semplice e troppo facile, apparentemente. Però quello illustrato sarebbe un altro progetto fallimentare. Avvicinare il luogo alle sagre paesane con la degustazione di specialità locali non mi sembra una buona idea. Viceversa, oltre al museo, che poi non ci sarebbe molto da mostrare, penso sia fondamentale animare il luogo con performance teatrali, allestimenti d’arte e ogni altra attività che non releghi il luogo a nicchia di visitatori intellettuali. Si potrebbe anche creare una miniriserva naturalistica, con visite guidate per studenti e amanti della natura, evidenziando piante e animali che lì hanno il loro habitat. Si potrebbero organizzare seminari e convegni, adattando l’area soprattutto nel periodo primavera-estate-autunno che permette di usufruire anche degli spazi esterni. Si potrebbero fare tante cose su quel piccolo pezzo di scoglio, basta visione e volontà. Ma quello che manca sull’isola, in verità, è cultura e conoscenza: la classe dirigente è in larga parte pessima e colpevole di soddisfare solo potentati locali e non, il cui unico scopo è l’accumulo di beni e l’arricchimento personale. A titolo di esempio basti citare il complesso di S. Restituta: quando non è possibile sfruttare a fini personali un bene esso viene abbandonato a sé stesso e lasciato deperire fino alla sua scomparsa.

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