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CRONACA

Perchè non può essere condivisa la bozza di ordinanza regionale

Riportiamo un ampio stralcio delle minuziose osservazioni trasmesse dall’ing. Conte al commissario Legnini

Con nota del 18.05.2020 pervenuta al protocollo comunale di Casamicciola Terme al n. c_b924 – 0005003 e successive note del 15.07.2020 prot. 5468 e 5469, il Commissario per la Ricostruzione ha trasmesso lo schema di ordinanza”. Tale bozza di ordinanza è stata trasmessa anche ai comuni di Lacco Ameno e Forio, nonché alla Regione Campania. Nonostante sia trascorso più di un anno dalla trasmissione di detta bozza, a tutt’oggi, non è stata prodotta l’ordinanza commissariale propedeutica alla redazione del piano di ricostruzione di cui all’art. 24 bis, senza la quale la Regione Campania, su proposta dei comuni terremotati, non può procedere alla perimetrazione dei centri maggiormente colpiti nei quali gli interventi necessitano di strumenti urbanistici attuativi di settore, per assicurare in tali aree una ricostruzione unitaria e omogenea.

Tuttavia, si osserva che la bozza di ordinanza, così come proposta, non può essere condivisa per i motivi che qui di seguito sono indicati. L’elaborato commissariale in esame, anziché dettare i criteri per la perimetrazione dei centri e nuclei di particolare interesse quale attività prodromica e necessaria alla pianificazione del territorio (piano di ricostruzione), propone al Comune di compiere alcune attività (non previste dalla normativa DL 109/2018) “in attesa dell’approvazione del piano di ricostruzione” e che sarebbero giustificate dal fatto che l’iter del piano di ricostruzione richiederebbe “tempi di definizione elevati” con connesso “allungamento sine die delle costose misure assistenziali agli sfollati”.

A tal proposito, secondo la bozza proposta dal Commissario, i Comuni interessati dovrebbero dividere il territorio in:

  1. “zone di attenzione e/o instabilità” dove gli interventi di ricostruzione non sarebbero immediatamente attuabili, ed eventualmente autorizzabili previo rispetto delle norme vigenti in materia di rischio idrogeologico e sismico e di non meglio precisate “specifiche norme di intervento”;
  2. “zone per sottrazione dalla precedente” laddove la ricostruzione potrebbe avvenire secondo l’ordinanza n. 7/2019 a condizione che la porzione di territorio ove ricada l’immobile non necessiti di specifici interventi di delocalizzazione e trasformazione urbana;
  3. “zone necessitanti di riqualificazione ambientale e urbanistica” ove non sarebbe possibile ricostruire a causa di problematiche relative al contesto edilizio ed urbanistico.

A parte la complessità di un siffatto lavoro posto a carico dei Comuni, non se ne ravvede l’utilità, ma anzi, si può configurare un rallentamento se non il blocco totale del processo di ricostruzione-

L’attività proposta nella bozza di ordinanza, con la divisione in “zone” autonome e indipendenti del territorio comunale, viola certamente il principio base della ricostruzione ex art. 17 DL 109/2018, secondo cui il Commissario straordinario assicura una ricostruzione unitaria e omogenea nei territori colpiti dal sisma.

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L’art. 24 bis del DL n. 109/2018 non prevede quanto proposto dal Commissario ma anzi descrive chiaramente le modalità e la tempistica del piano della ricostruzione secondo lo schema dell’art. 11 DL n. 189/2015 che richiama l’art 5 comma 1 lettera e) DL n. 189/2016 norma che stabilisce, senza ombra di dubbio, che la perimetrazione dei centri e nuclei di maggiore interesse serve per attuare gli interventi attraverso strumenti urbanistici attuativi e cioè attraverso il piano di ricostruzione.

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Dunque, la procedura da seguire per la ricostruzione è quella contenuta nell’art. 11 DL 189/2016, con alcune modifiche, previste nell’art. 24 bis, tenuto conto delle modeste estensioni del territorio del sisma del 21 agosto 2017 rispetto al più vasto territorio (che include più Regioni) del Centro Italia.

Si osserva, però, che prima di procedere alla definizione dei criteri per la perimetrazione era ed è necessario ottemperare a quanto stabilito dall’art. 18 comma 1 lett. C) e lett. F-ter DL 109/2018 (cfr. “Il Commissario straordinario per la ricostruzione … opera la ricognizione dei danni unitamente ai fabbisogni e determina, di concerto con la Regione Campania, secondo criteri omogenei, il quadro complessivo degli stessi e stima il fabbisogno finanziario per farvi fronte, definendo altresì la programmazione delle risorse nei limiti di quelle assegnate; … coordina e realizza la mappatura della situazione edilizia e urbanistica, per avere un quadro completo del rischio statico, sismico e idrogeologico”).

Alla luce dell’ordinanza commissariale n. 3/2018 e del lavoro che INVITALIA avrebbe dovuto svolgere in base alla convenzione e con un preciso cronoprogramma, non appare condivisibile né giustificabile né opportuno quanto scritto nella bozza di ordinanza in esame (pag. 2 righi 19-23) circa la volontà del Commissario di rimandare ad un “separato provvedimento” la pubblicazione degli “esiti della ricognizione e rappresentazione cartografica in merito al raffronto tra danni post evento sismico, carta dei vincoli e perimetrazioni del rischio idrogeologico e sismico, a cura della Struttura commissariale, così da meglio individuare le aree eventualmente da considerare per l’attività pianificatoria di Regione e Comuni”.

Si è ancora in attesa di questo “separato provvedimento

Secondo il cronoprogramma stabilito in convenzione, l’attività di ricognizione doveva già essere conclusa sicché non si comprende la decisione di rimandarne la pubblicazione ad una fase addirittura successiva ad interventi edilizi di ricostruzione che si intendono realizzare in alcune “zone” del territorio.

Si ritiene diversamente che la pubblicazione degli esiti dei dati indicati deve precedere la emanazione della ordinanza commissariale perché non è possibile pianificare un territorio senza la conoscenza di quanto “esistente” su quel territorio.

Della bozza di ordinanza in esame non si condivide anche quanto affermato (pag. 7 righi 27-29) in merito alla valutazione che dovrebbe fare il Comune su un immobile oggetto di ordinanza n. 7/2019 se ricada in zona necessitante o meno di specifici interventi di delocalizzazione e trasformazione urbana.

I piani di delocalizzazione e trasformazione urbana sono di pertinenza del Commissario e non del Comune (art. 17 comma 3 DL 109/2018) ed è lo stesso Commissario che deve stabilire anche il contributo per la delocalizzazione (art. 20 comma 2.)

  1. Attività Regione Campania

La Regione Campania, per la redazione dei piani attuativi (piano di ricostruzione) di cui all’art. 24 bis ha i seguenti compiti:

  1. Collaborare con il Commissario nella predisposizione dell’ordinanza per l’indicazione dei criteri di individuazione dei centri che necessitano di piani attuativi;
  2. perimetrare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore delle disposizioni commissariali, i centri e nuclei di particolare interesse, o parti di essi, che risultano maggiormente colpiti e nei quali gli interventi sono attuati attraverso strumenti urbanistici attuativi;
  3. Supportare i comuni nella cura della pianificazione urbanistica;
  4. Convocare e presiedere la Conferenza di servizio per esprimere il parere obbligatorio e vincolante sui piani attuativi (piano di ricostruzione) predisposti dai comuni.

La Regione Campania, invece. appropriandosi di un compito non previsto dall’ articolo 11 del decreto-legge n. 189 del 2016 a cui si rifà l’art. 24 bis della legge 130/2018, ritenendo di dover provvedere alla redazione di un piano di ricostruzione dell’isola d’Ischia, con decreto dirigenziale n. 9 del 10.02.2021, a firma della Dott.ssa Martinoli Anna, nominava un Gruppo di progettazione per la sua redazione.

( Art. 11 comma 1 decreto-legge n. 189 del 2016: Entro centocinquanta giorni dalla perimetrazione dei centri enuclei individuati ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera e), i Comuni, anche con il supporto degli Uffici speciali per la ricostruzione, assicurando un ampio coinvolgimento delle popolazioni interessate, curano la pianificazione urbanistica connessa alla ricostruzione…….., Pertanto, poiché la Regione, ai sensi dell’art. 24 bis, svolge le funzione dell’Ufficio Speciale, il suo compito è quello di supportare i comuni nella cura della pianificazione urbanistica connessa alla ricostruzione e non quello dell’elaborazione degli strumenti urbanistici attuativi completi dei relativi piani finanziari come indicato erroneamente a pag.11 del preliminare di Piano).

Con riunione indetta dal Vice Presidente e dall’Assessore all’Urbanistica e Governo del Territorio del 03/08/2021, tenutasi presso la sala “De Sanctis” nella sede regionale di Via Santa Lucia, 81 ed alla quale partecipavano tutti i soggetti invitati alla stessa, veniva consegnata copia cartacea del documento preliminare| Relazione del piano di ricostruzione affinché i soggetti istituzionali coinvolti ne prendessero atto ed avanzassero, se del caso, osservazioni e riscontri utili per eventuali modifiche o integrazioni ritenute essenziali.

Con decreto dirigenziale n. 7 del 17.11.2021 del DIRIGENTE UNITA’ OPERATIVA DIR. / DIRIGENTE STAFF, dott. Gentile Alberto Romeo, si è preso atto del Documento preliminare| Relazione di Piano di Ricostruzione dell’Isola d’Ischia che è stato presentato alle Amm.ni ed agli Enti interessati nell’incontro del 3.08.2021 anche al fine di acquisirne osservazioni e riscontri utili per eventuali modifiche o integrazioni ritenute essenziali.

Il documento è stato predisposto da un gruppo di progettazione composto da ventisei tecnici che si vanno ad aggiungere all’altra pletora di esperti nominati dal Commissario Straordinario.

L’ultima riunione in Regione del 03.08.2021 e la successiva presa d’atto del documento conferma che per la predisposizione del Piano ci vorrà ancora molto tempo, né la Regione Campania e il Comune hanno gli elementi necessari per procedere alla perimetrazione dei Centri maggiormente colpiti come previsto dall’art. 24bis, in mancanza della definizione dei criteri da parte del Commissario con ordinanza ad hoc.

È assurdo che a distanza di oltre quattro anni dall’evento tellurico, siamo ancora alla fase di una proposta di preliminare del “cosiddetto Piano di Ricostruzione”, che fa riferimento ad ulteriori attività prodromiche che richiedono tempi lunghi e burocratizzano ancora di più l’iter procedurale dell’approvazione del Piano Stesso.

Questo sta a dimostrare che si sta andando avanti in modo confusionario non rispettando i tempi e modi previsti dall’art. 24 bis della legge speciale.

Tutto ciò avviene senza un’appropriata cabina di regia che organizzi in modo razionale l’intero processo di una ricostruzione unitaria ed omogenea.

Invece, al punto in cui siamo giunti, si è riusciti a creare una vera propria “Torre di Babele”, con la mano destra che non sa quello che fa la sinistra!!!

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