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Pesca illegale a Vivara, sequestrate 326 nasse

Sono state recuperate dai militari della guardia costiera di Procida in collaborazione con personale dell’area marina protetta Regno di Nettuno. Il recupero ha scongiurato anche problemi alla navigazione

Sono esattamente 326 le nasse recuperate nella giornata di mercoledì dalla Guardia Costiera di Procida in sinergia con personale dell’Area Maria Protetta Regno di Nettuno. I militari, a bordo del CG B67, a seguito di alcune segnalazioni che erano pervenuti presso gli uffici dell’autorità marittima, sono prontamente giunti nello specchio d’acqua antistante l’Isolotto di Vivara – zona marina a protezione integrale – ove erano stati indebitamente posizionati gli attrezzi da pesca. Gli assetti predisposti in ambito Regionale, sotto il coordinamento della  Direzione Marittima della Campania, che vedono schierati uomini donne e mezzi del Corpo per un rapido e razionale intervento in ogni momento e luogo del territorio di competenza, hanno consentito l’immediata azione della Guardia Costiera di Procida al fine di scongiurare l’esercizio di attività vietate che possano compromettere la tutela dell’ambiente e le finalità istitutive dell’area marina protetta “Regno di Nettuno”, troppo spesso preda di chi non intende rispettare le regole.

Gli attrezzi da pesca risultavano non segnalati in spregio alla normativa vigente in materia che prevede invece che gli stessi vengano adeguatamente segnati con  gavitello giallo, bandierina di segnalazione o luce notturna ben visibili e targhetta identificativa

L’intervento ha permesso il recupero, mediante l’impiego di mezzi specializzati dell’Associazione Hester in uso all’Area Marina Protetta Regno di Nettuno”, di 326 nasse cilindriche, con armatura in ferro e plastica collegate fra loro, posizionate – su un unico filare lungo 2 miglia nautiche –  all’interno dello specchio acqueo ricadente nella zona A dell’Area Marina Protetta – area interdetta ad ogni tipologia di attività (e quindi anche la pesca) che possa arrecare danno o disturbo all’ambiente marino. La Condottavietata, altamente lesiva per l’ambiente marino, è punita con l’arresto fino a 6 mesi o ammenda da 102 € a 12.911 €  con conseguente il sequestro degli attrezzi recuperati -Art. 30/1 L. 394/91. In aggiunta alle azioni di tutela ambientale è stato altresì scongiurato il concreto pericolo per la sicurezza della navigazione. Infatti gli attrezzi da pesca, celati in maniera artefatta onde sfuggire all’attività di vigilanza, risultavano non segnalati in spregio alla normativa vigente in materia che prevede invece che gli stessi vengano adeguatamente segnati con  gavitello giallo, bandierina di segnalazione o luce notturna ben visibili e targhetta identificativa. Le operazioni, iniziate alle ore 10.00, sono terminate alle ore 18.00.-

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