CRONACA

Pestato, finì in coma: “scagionato” un imputato

Giuseppe Buonanno, difeso dall’avvocato Michelangelo Morgera, era accusato insieme a Raffaele e Giuseppe Verde di una violenta aggressione avvenuta a Forio nel 2017: nell’udienza di ieri però arriva la svolta del processo

C’è una svolta importante, forse decisiva nell’ambito di un processo che si collega ad un fatto di cronaca risalente al lontano 2017 ma che suscitò molto scalpore sulla nostra isola. Parliamo della violenta aggressione fisica che fu perpetrata in quel di Forio ai danni di Gaetano Ballirano, che per le lesioni patite finì addirittura in stato comatoso. Una vicenda per la quale erano stati rinviati a giudizio in tre: Raffaele Verde, Giuseppe Verde e Giuseppe Buonanno, tutti ritenuti responsabili di quella inaudita aggressione. Ma dicevamo di una svolta arrivata ieri quando presso la sezione distaccata di tribunale di Ischia è stato ascoltato un teste, Salvatore Saletta, che su precise domande del difensore del Buonanno, l’avvocato Michelangelo Morgera, ha riferito che lo stesso Buonanno non era presente sui luoghi dove di consumò il pestaggio del povero Ballirano: riconoscendo Verde padre e figlio nelle foto che gli sono state mostrate dal pubblico ministero ma assolutamente non lui tra gli autori del folle gesto. Il processo è stato rinviato al prossimo 30 ottobre, sentito a margine dell’udienza di oggi l’avvocato Morgera si è detto soddisfatto ribadendo come il suo assistito si sia rivelato totalmente estraneo ai fatti come peraltro già emerso in maniera evidente nell’interrogatorio di garanzia tenuto all’epoca dei fatti contestati.

Una curiosità: All’ odierna udienza, autorizzato dal giudice, lo stesso Michelangelo Morgera ha verbalizzato una dichiarazione nella quale sottolineava che, a seguito di alcuni spiacevoli precedenti verificatisi alle scorse udienze, invitava il Giudice, dominus assoluto del processo, ad esercitare le sue funzioni di direzione, coordinazione e moderazione del rito stesso, a dare alle parti la parola, se richiesta, o qualora lo ritenesse ella stessa, a toglierla per opportuni motivi e soprattutto a non consentire ad operatori della giustizia, per necessità presenti in aula, vedi cancelliere e incaricato della fonoregistrazione, di prendere la parola, dal momento che il codice di procedura penale indica chiaramente chi siano i soggetti legittimati a parlare in aula e ad interloquire con il giudice se da quest’ultimo previamente autorizzati. Il giudice ne ha preso atto prima dell’esame del teste di cui abbiamo già raccontato e che di fatto, salvo colpi di scena che avrebbero davvero del clamoroso, scagionano in maniera chiara ed inoppugnabile uno dei tre imputati.

Ad ulteriori domande poste dall’avvocato. Morgera, difensore del Buonanno, il teste chiave ha riferito una volta di più che l’imputato non si trovava sui luoghi al momento dell’aggressione. Il difensore della parte civile, Ivan Colella, ha chiesto al teste se il giorno successivo al fatto la figlia del Ballirano gli avesse mostrato delle foto degli aggressori del padre in cui ci fosse anche Giuseppe Buonanno. Michelangelo Morgera però si è opposto sostenendo con forza l’inammissibilità della domanda perché a suo pretestuosa e finalizzata a “strappare” al teste una dichiarazione sfavorevole per il proprio assistito. Il giudice ha accolto l’opposizione e non ha ammesso domande. Terminato l’esame, l’avv. Morgera ha chiesto la revoca di tutti i testi ammessi ad esame ritenendo sufficientemente istruito il processo e come detto chiara l’estraneità del proprio assistito.

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