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CULTURA & SOCIETA'

Peter Pan & special friend, uno spettacolo fantastico

Applausi ed emozione per gli attori speciali della Cooperativa 12 stelle San Michele di scena giovedì scorso al Teatro Polifunzionale

Uno spettacolo coinvolgente, commovente, di quelli che arrivano dritti al cuore. E’ stato questo e molto altro “Peter pan e special friend” andato in scena giovedì scorso al teatro Polifunzionale. Sul palco degli attori speciali, i ragazzi speciali della Cooperativa 12 stelle San Michele e de La casa dei Bambini. E’  stata Cristina Rontino a introdurre lo spettacolo, «se vedete i ragazzi bloccarsi, non applaudite, sapranno riprendersi e ricominciare». Ma nessuno si è bloccato, tutti sono stati all’altezza di quel palcoscenico che ha ospitato tanti attori, amatoriali e professionisti, ma mai nessuno così speciale.

«Tornando bambini possiamo realizzare i nostri sogni superando ogni limite, ogni ostacolo esattamente come hanno fatto loro. Il nostro progetto – ha spiegato ancora la Rontino – è nato un po’ per caso per introdurre nei percorsi educativi qualcosa che divertisse i nostri ragazzi aiutandoli nella crescita nell’ integrazione. Abbiamo pensato a qualcosa che potesse divertirci e che potesse coinvolgerli davvero con qualcosa che avesse dell’inclusione non più solo la parola: un musical. Non pensavamo di poterlo portare addirittura in un teatro, la nostra preoccupazione era quella di riuscire a mantenere la calma in un percorso così complicato. Emiddio, uno dei ragazzi, una sera durante le prove disse di voler diventare un grande attore per andare a Hollywood e stasera è lì che ci sentiamo».

Da parte loro i ringraziamenti al mondo della scuola che, grazie a un programma di alternanza scuola lavoro, ha permesso  di unire i ragazzi del Telese e quelli di scienze umane che sono diventati i tutor – ombra dei ragazzi, «durante le prove, poi, si è ribaltata la scena. Quando i nostri ragazzi hanno imparato a stare sul palco, sono stati loro a fare da supporto morale a educatrici e tutor. Ringraziamo i professori Marotta, Ferrandino, e i dirigenti Sironi e Ferrandino grazie a loro il  progetto d’inclusione è iniziato nel migliore dei modi. Grazie ai genitori che ci hanno dato molta fiducia, questa sera la nostra Ischia diventa l’isola che non c’è». Sul palco si sono alternati divertentissimi sketch che hanno coinvolto il pubblico che, con occhi sognanti, ha applaudito le diverse scene coronate dalle interviste ai ragazzi che hanno raccontato il bello di quell’esperienza teatrale.

Hanno ricordato le battute, recitandole con espressione, hanno ballato con tutta la gioia della loro età e cantato emozionando il numeroso pubblico in sala che ha tributato loro una inevitabile e spontanea standing ovation. «Il teatro – ha dichiarato dal palco lo psicologo Francesco Impagliazzo, parte del progetto – fa parte della nostra vita e si possono mettere in scena tutti gli eventi. Guardando al teatro capiamo tutto della nostra vita che funziona secondo un copione che rende sopportabile l’ignoto. Ciò che è sconosciuto ci può angosciare e  possiamo solo rifiutare, normalizzare o desiderare di scoprire qualcosa in più. Questa è l’ inclusione sociale, abbiamo detto sì a ciascuna particolarità dei nostri ragazzi; tra questi c’è chi usa la musica o il ballo per socializzare, chi canta. Per ognuno di loro abbiamo creato un luogo dove ciascuno si è reso insostituibile».  Come spesso accade quando ci si trova a lavorare con i più giovani, chi insegna loro si ritrova ad averi imparato molto di più di quanto ha dato, a ricordarlo anche la dott. ssa Antonietta Verde, «ringrazio ancora una volta la prof. Marotta che mi ha permesso di fare inclusione sociale con la sperimentazione. Questi ragazzi hanno insegnato davvero tanto a me e io spero di aver dato qualcosa a loro».

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