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Piaga gioco, il sogno di un’isola senza slot

Di Isabella Puca

ISCHIA – Anacapri è il primo comune italiano senza Slot machine. Se ne era parlato a lungo nei mesi scorsi e, qualche giorno fa, la vincita del comune dell’isola di Capri sul gioco d’azzardo. Per alcuni, le due isole, la nostra e quella di Capri, sono da sempre state rivali eppure, bisogna riconoscerlo, il loro è un enorme passo avanti di cui bisognerebbe prendere esempio. È bastato un  referendum a redigere un regolamento che proibisce l’installazione di apparecchi a distanza di 150 metri da luoghi sensibili. Nell’elenco ci sono scuole, associazioni, bancomat, centri sportivi e stabilimenti balneari. Se si pensa a Ischia, nell’area di Via Michele Mazzella e Via Delle Ginestre, dove si trovano due istituti scolastici, una palestra, un teatro e un tribunale, ci sono ben due sale slot, una interna al bar posizionato proprio di fronte le scuole medie Scotti. Nel piccolo comune di Anacapri – 6.684 abitanti per un’area complessiva di 6,39 km quadrati – non esistono dunque zone idonee all’installazione di slot e, dal primo gennaio, tutti gli esercizi commerciali sono stati obbligati a toglierle dai loro locali. La decisione, ovviamente, è partita dai cittadini e, oltre nove su dieci si sono detti favorevoli al divieto. Dopo aver ottenuto questo grande risultato per una piccola comunità capace di dare un grandissimo esempio all’intero paese, si pensa ora di estendere il divieto anche a Capri. Da parte nostra, non  si può che pensare alla nostra isola poco distante da quel luogo dove è stato sconfitto l’azzardo. Qui da noi è accaduto troppe volte il contrario, basti pensare a Mario e a quel settembre di qualche anno fa quando, quel diciannovenne di Barano decise di togliersi la vita per aver sperperato tutti i risparmi della famiglia al gioco d’azzardo. Un volo di 50 metri, una spinta dettata dalla disperazione, dei soldi persi per un gioco che si poteva evitare. Ma l’ombra del gioco d’azzardo arriva anche su uno degli ultimi fatti di cronaca, che vede ammanettato il maresciallo della Polizia Municipale di Ischia per aver sottratto dalle casse del comune 87 mila euro; soldi che ammise di aver rubato per giocare d’azzardo. Dinanzi a solo due delle situazioni più eclatanti legate al gioco d’azzardo, le altre sono ben nascoste nelle case o in quelle sale slot, regno di false speranze che sempre più giovani, amareggiati dalla vita, prendono a frequentare, non si può che guardare  l’esempio di Anacapri e riflettere. A quando un’isola deslottizzata? Quand’è che Ischia deciderà per la salute dei suoi cittadini? E mentre, ancora una volta, l’isola dei faraglioni dimostra di avere lo sguardo lungo sul suo futuro, Ischia sembra restare, immobile, a guardare.

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