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Piano di emergenza comunale, l’isola tra ritardi e difficoltà

ISCHIA. I punti di raccolta, le aree mediche attrezzate, le vie di fuga. Gestire l’imprevedibile può fare la differenza tra la vita e la morte. Fu questo lo spirito con il quale nel 2012 il Governo decise di rendere obbligatorio il piano di emergenza comunale. L’Emilia ancora non aveva smesso di tremare quando da Roma decisero di riorganizzare la Protezione Civile partendo dalle fondamenta. Dopo decenni di terremoti devastanti con un corollario di infinite polemiche su ritardi nei soccorsi, assenza di coordinamento, incapacità di gestire la crisi ed altro, si decise di istituire uno strumento, il piano di emergenza comunale, che potesse offrire ai cittadini delle zone colpite da calamità naturali una “carta geografica” per sapere come comportarsi e alle istituzioni un vademecum per organizzare i soccorsi e gestire l’emergenza.

Si fissò un termine perentorio di 90 giorni per la sua redazione e pubblicazione. Ma come spesso accade in Italia, tra il dire e il fare c’è di mezzo una montagna invalicabile fatta di burocrazia. A distanza di oltre quattro anni dalla promulgazione di quella legge, sono ancora molte le aree a rischio sismico a non aver ancora redatto alcun piano di emergenza comunale. In Campania, secondo i dati forniti dalla Protezione Civile, sono appena 214 (su un totale di 551) i comuni ad aver approvato il pianto d’emergenza.

Una percentuale inferiore al 40% che fa della regione del Vesuvio e dei Campi Flegrei, occupata quasi nella sua interezza dagli Appennini, cioè la più estesa linea di scontro tra placca africana e europea, una delle regioni italiane in fondo alla classifica.

E l’isola? Come al solito si mantiene nella mediocrità generale della Campania. Sull’isola solo i comuni di Barano e, più di recente, quello di Forio hanno redatto ed approvato il piano di emergenza comunale. Lo si può consultare sui siti ufficiali degli Enti per farsi un’idea di come muoversi in caso di calamità naturale. Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno e Forio hanno approvato le delibere di indirizzo ma, almeno al momento, non hanno ancora ufficializzato il piano definitivo. ARCA.STE.

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