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Picchia moglie e figli col bastone, resta in carcere il romeno violento

Ieri mattina la decisione del gip maturata al termine dell’udienza di convalida: decisiva la considerazione che una misura meno afflittiva avrebbe potuto indurre alla reiterazione del reato

Un esito che conferma in pieno la bontà del lavoro svolto dai carabinieri di Ischia in occasione di un’operazione che ha portato all’arresto di un uomo di nazionalità romena – ma residente a Forio – finito in manette con l’accusa di maltrattamenti in famiglia. Al termine dell’udienza svoltasi ieri mattina, infatti, il gip ha convalidato l’arresto del 41enne S.R. ma non è tutto: alla luce della ricostruzione dei fatti per come si sono succeduti, il giudice non ha inteso nemmeno riconoscere una misura meno afflittiva all’indagato disponendo che lo stesso proseguisse almeno per adesso la sua permanenza nel carcere di Poggioreale. Nella valutazione, evidentemente, ha influito e non poco anche la reiterazione della condotta illecita da parte dell’uomo nei confronti dei suoi familiari: la sua remissione in libertà o anche il beneficio degli arresti domiciliari nella stessa abitazione in cui vivono i suoi congiunti, sarebbe stata oggettivamente una sorta di clamoroso “autogol”.

L’arresto del 41enne romeno era scattato dopo che la sera del 20 agosto i carabinieri della Stazione di Forio e gli uomini del Nucleo Operativo Radiomobile venivano allertati per quello che stava accadendo in una abitazione di Forio, dove veniva segnalata una lite in famiglia. I militari si recavano sul posto e trovavano la donna ancora in un evidente stato di alterazione psicofisica lamentava di aver subito una violenta aggressione dal coniuge che peraltro aveva visto vittima anche il figlio che era intervenuto in sua difesa. La donna, tra l’altro, riferiva agli investigatori che suo marito versava spesso in uno stato di ebbrezza e inoltre era follemente geloso e questo lo rendeva oltremodo nervoso e di conseguenza violento.

Raccontando, nel contempo, che spesso usava violenza nei confronti suoi e del figlio. Un altro particolare illustrato agli uomini guidati dal capitano Angelo Pio Mitrione era quello relativo al fatto che sempre nel pomeriggio del 20 agosto madre e figlio erano già stati oggetto di un’altra serie di percosse e anche nella circostanza il ragazzino di 11 anni si era ferito nel tentativo di limitare i danni per la sua genitrice. Un atteggiamento assolutamente inaccettabile che, unito alla fragranza di reato, ha condotto l’uomo in carcere. Dove resterà ancora, per poter meditare (almeno si spera) sulle sue malefatte.

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