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I piccoli di Fondobosso promotori ufficiali del museo di Pithecusae

Di Isabella Puca

Lacco Ameno – Mercoledì mattina le stanze del museo archeologico di Pithecusae di Villa Arbusto hanno ospitato i bambini della scuola dell’infanzia di Fondobosso. I piccoli studenti, tra stupore e curiosità, hanno potuto ammirare da vicino la famosa Coppa di Nestore e confrontarla con quella fatta da loro a scuola. Con l’attenta supervisione della loro insegnante, la maestra Lena Silvitelli, hanno compiuto un vero e proprio viaggio nella storia della loro isola prima ascoltando l’importanza  del reperto più famoso del Museo archeologico di Pithekoussai, il nome antico di Ischia che, rinvenuto nella necropoli di San Montano, a Lacco Ameno, riporta un’iscrizione considerata il più antico esempio di scrittura greca. Doverosa quindi una visita al museo dove i bambini hanno potuto confrontare la vera coppa di Nestore con quella realizzata da loro, prima su carta e poi in terracotta. E’ proprio quest’ultima che hanno consegnato al Museo, accolti dall’assessore alla Cultura, Cecilia Prota, e dal sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale che li ha nominati “promotori ufficiali del museo”.  «Inutile descrivere la loro gioia e la loro soddisfazione. É stata un’esperienza unica, di arricchimento per noi insegnanti e di crescita emotiva per giovani alunni. Questo viaggio nella storia, sono certa, servirà un giorno a renderli consapevoli e fieri della propria identità e delle proprie origini. Un grazie va alla super dott. Cecilia Prota per la sua disponibilità e gentilezza, un grazie al sindaco Giacomo Pascale per averci ospitati e per aver messo a disposizione lo Scuolabus del suo comune e un grazie al sindaco di Ischia per averci fatti accompagnare da un attento autista. Sono certa che questi futuri adulti sapranno diffondere la nostra cultura e le nostre tradizioni nel mondo». Questi i ringraziamenti della maestra Silvitelli. Soddisfatta anche l’assessore Prota che ha dichiarato, «un gesto bellissimo, tanto più apprezzato perché è uno dei nostri auspici il fatto che le nuove generazioni si riapproprino della storia dell’isola a cominciare dai suoi simboli millenari».

 

 

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