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Pino Trofa, il paramedico-angelo della Croce Rosa di Ischia

 

di Francesco Castaldi

BARANO D’ISCHIA – Siamo talmente abituati a leggere o raccontare fatti negativi da dimenticarci che ogni giorno, nel mondo, accadono anche vicende che meriterebbero di essere evidenziate maggiormente, e che invece spesso e volentieri cadono con mestizia nel dimenticatoio. La storia che ci accingiamo a raccontarvi oggi è quella di Giuseppe Trofa, da tutti conosciuto come Pino. Un uomo che ha deciso di dedicare le proprie energie per aiutare il prossimo, e che infatti presta servizio presso la Croce Rosa di Ischia.

Un cuore generoso quello di Pino, che assieme ai propri colleghi salva la vita di molte persone, che altrimenti non saprebbero a chi rivolgersi in caso di necessità. «Nulla di particolare», dirà qualcuno, «dopotutto strappare alla morte le persone è il suo mestiere». E invece no, perché il suo e quello dei suoi compagni è un impegno costante, che va al di là del turno di lavoro. Un’encomiabile forza di volontà che, in molti casi, è risultata decisiva. Lo sanno bene i familiari della signora Carmela, un’anziana baranese che nella giornata di giovedì ha rischiato di morire soffocata a causa di un pezzetto di carne che le ha impedito, seppur temporaneamente, di respirare.

A raccontarci quei drammatici e concitati momenti è stata Restituta, la figlia della settantatreenne: «Giovedì, verso l’ora di pranzo, ho sentito delle urla provenire dalla cucina, dove mia madre stava consumando il proprio pasto assistita dalla badante che ci aiuta nell’accudirla. Preoccupata per quello che avevo udito, sono subito corsa per sincerarmi delle sue condizioni di salute, e ho notato che mia mamma, oltre ad avere delle serie difficoltà respiratorie, era diventata così cianotica da perdere del tutto i sensi. La nostra badante, terrorizzata per quanto stava accadendo sotto i suoi occhi, ha tentato di rianimarla, ma non è riuscita nel suo proposito. La sua pelle, intanto, aveva assunto una colorazione ancora più scura, e pertanto pensavamo che oramai non ci fosse più nulla da fare, e non posso nasconderle che per alcuni istanti sono stata soggiogata dal panico».

«Senza perdermi d’animo – prosegue la figlia – ho subito chiamato il 118 ma, come penso comprenderà, stavo talmente male da non riuscire a proferire parola. Vedere mia madre in quelle condizioni mi ha gettato nel più totale sconforto, e non sapevo cosa fare. In attesa che arrivasse l’ambulanza, sono uscita in strada e proprio in quel preciso istante ho scorto Pino, che abita vicino casa nostra. Vedendomi disperata e avendo intuito che stesse accadendo qualcosa di davvero grave, è entrato nella stanza dove si trovava mia madre e ha provveduto immediatamente ad effettuare tutte le manovre necessarie per rianimarla».

«Mi ero rassegnata al fatto che mamma fosse morta – ammette Restituta – anche perché non rispondeva più alle nostre sollecitazioni. Pino è riuscito a farla rinvenire, facendole sputare il pezzetto di carne che la stava strozzando. Dopo pochi istanti, mia madre ha finalmente ripreso conoscenza e colorito. Nel frattempo sono giunti i medici del 118 – che erano rimasti imbottigliati nel traffico – i quali mi hanno detto che se non fosse stato per il provvidenziale intervento di Pino, mia madre sarebbe certamente morta. È un ragazzo meraviglioso, e ha dimostrato grande fermezza e lucidità nell’affrontare la situazione che gli si è presentata dinanzi. Fortunatamente il destino ha voluto che Pino passasse vicino casa nostra proprio in quel momento: non oso immaginare cosa sarebbe potuto accadere se non fosse stato così. Senza l’aiuto di Pino, a quest’ora non avrei più una mamma, e non esistono parole che possano esprimere appieno la mia profonda gratitudine nei suoi confronti».

Una bella storia quella di Pino Trofa, che dimostra quanto la tempestività, nella stragrande maggioranza dei casi, giochi un ruolo fondamentale nella sopravvivenza delle persone, che sovente vengono salvate grazie a interventi repentini, come quello che vi abbiamo appena raccontato. Sperando che la signora Carmela possa godere sempre di buona salute, l’occasione ci sembra propizia per lanciare un messaggio ai sindaci dell’isola d’Ischia e a quello della vicina Procida. Spesso si spendono soldi in attività inutili, che servono unicamente per depauperare le casse comunali. Perché non investire delle risorse per organizzare corsi gratuiti di primo soccorso per i cittadini che intendessero imparare tutto le manovre necessarie per salvare la vita al prossimo? Siamo fermamente convinti che una simile iniziativa potrebbe avere una rilevantissima utilità sociale, anche perché verrebbero strappate alla morte molte più persone rispetto ad oggi. L’auspicio è che le sette amministrazioni isolane, di concerto tra loro, si impegnino a dare seguito a questa proposta, che senza alcun dubbio genererà dei notevoli benefici per l’intera collettività.

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