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Pio Monte della Misericordia, una petizione per il futuro di Casamicciola e dell’isola

Una petizione internazionale per il rilancio e la restituzione alla fruizione della collettività isolana del Pio Monte della Misericordia. Se ne è discusso ieri mattina, all’hotel Marina 10 di Casamicciola Terme, alla presenza del giornalista Giuseppe Mazzella e dello scrittore e storico locale Gino Barbieri, promotori della singolare iniziativa. Oggi più che mai, infatti, con l’ombra del sisma che lo scorso 21 Agosto ha colpito l’isola di Ischia, è tornata prepotentemente di attualità la necessità di un recupero funzionale e strutturale del Pio Monte Della Misericordia che, al pari della sua mission di due secoli fa di luogo d’accoglienza per poveri ed ammalati, potrebbe, in un prossimo futuro, ridare un tetto a quanti hanno perso recentemente la propria abitazione.  Una obiettivo questo, non facile date le alterne vicissitudini che hanno investito  negli anni, l’ente detentore della proprietà dell’edificio, ma comunque non impossibile. «Il complesso – ha spiegato il giornalista Giuseppe Mazzella- è stato oggetto di vicende giuridiche vergognose.  Nel 1984, l’ente Pio Monte Della Misericordia cedette il diritto di superficie ad un mediatore d’asta, il quale lo vedette ad una Spa per 75 milioni di lire. Spa che a sua volta lo cedette ad un’altra società con un atto notarile. Dal 2005, il Comune di Casamicciola, per liberalità dell’Ente, ha sola mera detenzione, che viene rinnovata di anno in anno di due aree delle pinete della zona».

Nonostante la storia travagliata e il suo attuale stato di  completo abbandono, il Pio Monte, che vanta una superficie di circa 13.000 metri quadri, oggi si configura, tuttavia, come il luogo più adatto per ripensare al futuro della Casamicciola post-sisma e della sua collettività. L’edificio è infatti rimasto in piedi, nonostante il recente terremoto, grazie non solo alle tecniche con le quali venne all’epoca costruito, ma anche grazie alla sicurezza del sito ove sorge. «Con il piano regolatore del 1984 – ha  proseguito Mazzella- il sito della “Marina”  è considerato sicuro ed edificabile. Motivo questo che all’epoca spinse, quindi, alla costruzione del Pio Monte che per anni rappresentò una sorte di “Rizzoli” di Casamicciola. Proprio per questo, abbiamo pensato di lanciare un appello all’Ente Pio Monte della Misericordia, affinchè doni la struttura al Comune di Casamicciola, il quale con opportuni finanziamenti e con gli stessi fondi stanziati per il terremoto, potrà mettersi di impegno per un recupero totale dell’immobile. La missione storica non è più quella di rendere il Pio Monte uno stabilimento termale, ma quello di farne una casa per i cittadini di Casamicciola». La petizione lanciata da Mazzella e Barbieri, dunque, ha ad oggetto  “la donazione  al Comune termale del complesso del Pio Monte da destinare ad insediamenti civili, villetta comunale, parcheggi e parchi pubblici, previa riconversione edilizia dei locali o abbattimento delle decrepite fabbriche e ricostruzione ex novo con Legge Speciale o eccezionale dell’Isola di Ischia” e per la quale si punta a raccogliere adesioni nel giro di una decina di giorni. Termine questo, oltre il quale sarà poi presentata a chi di competenza.

«Dobbiamo incanalare- ha concluso Mazzella –  la ricostruzione di Casamicciola in una  legge speciale, evitando la decretazione d’urgenza. Solo così si potrà evitare un dispendio  inutile di soldi ed energie  che non portino al raggiungimento degli obbiettivi concreti, e al contempo proprio dal Pio Monte potrà partire una pianificazione territoriale ed economica dell’intera isola di Ischia. Perché il recente terremoto ha toccato tutta l’isola, non solo Casamicciola». Chiunque, quindi, voglia aderire all’iniziativa e firmare la petizione, potrà contattare il giornalista Giuseppe Mazzella al seguente indirizzo email: gmazzella@libero.it

Il testo della petizione

 ILL.MO SIGNOR SOPRINTENDENTE
DEL “PIO MONTE DELLA MISERICORDIA”
VIA DEI TRIBUNALI
N A P O L I
e per conoscenza:
ILL.MO SIGNOR COMMISSARIO
PER L’EMERGENZA POST SISMA ISCHIA
ARCH. GUSEPPE GRIMALDI
CASAMICCIOLA TERME

SIGNOR SINDACO
DEL COMUNE DI
CASAMICCIOLA TERME
Ai Sindaci di Lacco Ameno, Forio, Barano, Serrara-Fontana e Città d’ Ischia
Al Presidente della Repubblica Italiana
Al Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica
Al Presidente della Giunta Regionale della Campania
Al Sindaco della Città Metropolitana di Napoli
Al Prefetto di Napoli
Al Presidente della Commissione Europea
Alla Pubblica Opinione dei Paesi membri dell’ Unione Europea

«Ill.mo Signor Soprintendente,
Ricordando la sollecitudine con cui il Sodalizio napoletano del “Pio Monte della Misericordia”, nell’immediato dopo-terremoto del 1883 volle edificare un nuovo Ospizio Termale lungo il litorale di Casamicciola Terme per “sovvenire i bisognosi e somministrare loro le cure termali gratis”, in occasione di analogo evento sismico che ha procurato due vittime, venticinque feriti, distrutto diverse abitazioni e resi inagibili case, scuole, Palazzo di Città e chiese di Casamicciola Terme, si fa appello alla sensibilità e all’elevato spirito di cristiana solidarietà che ha ispirato, fin dagli inizi del Seicento la istituzione del “Pio Monte della Misericordia”, affinchè con largo gesto di generosità deliberi la DONAZIONE al Comune di Casamicciola Terme del complesso fatiscente e abbandonato sito al Corso Luigi Manzi, vincolando l’atto di liberalità alla realizzazione di un Comprensorio per civili abitazioni per i senzatetto, una villetta comunale e parcheggi e parchi pubblici, nei locali e negli spazi esterni da riconvertire con appropriati lavori antisismici, oppure nell’area di sedime dell’indicato edificio. Tutto ciò nella considerazione che il sito è risultato fin dagli anni dell’adozione del Piano Regolatore del dopo terremoto (1885) – in relazione alla sicurezza sismica e salubrità dei luoghi che prospettano sul lungomare di Casamicciola Terme- luogo idoneo per la edificazione civile.
Dalle recenti vicende che hanno interessato le vecchie fabbriche del “Pio Monte della Misericordia”, emerge un dato certo; nessun insediamento per eventuali opifici a carattere industriale e commerciale è possibile realizzare in detta area, vuoi per mancanza di investitori, vuoi per l’assenza di normative atte a favorire una riconversione urbanistica delle antiche fabbriche in rovina. Soltanto attraverso una Legge ad hoc per l’Isola d’Ischia, che sarà certamente varata onde favorire la ripresa economica e sociale delle popolazioni e restituire un tetto a chi ha perso tutto nel sisma del 21 agosto c.a., sarà possibile pervenire ad un nuovo insediamento nella indicata località e scongiurare la edificazione di case nell’area ad alto rischio sismico qual’ è considerata la linea epicentrale Maio-Fango, posta ai piedi del monte Epomeo, contrassegnata sulla carta sismica “storica” con magnitudo IX-VIII grado della scala Mercalli.
Confidando nell’atto generoso del Sodalizio “Pio Monte della Misericordia” (chiamato ad una nuova missione storica) che è stato sempre vicino ai bisogni delle gente di Casamicciola Terme (vedi la pia istituzione delle Suore della Provvidenza) i Sottoscrittori della presente petizione rinnovano l’appello per un gesto di magnanimità, di solidarietà umana e di responsabilità istituzionale (sancito solennemente nello storico Statuto del Pio Monte) che resterà scolpito nei secoli della storia della nostra isola d’Ischia».

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