CRONACA

Plastic free, la Regione “imita” (in parte) Ischia

Varata la legge che vieta l’utilizzo di suppellettili monouso non biodegradabili sulle spiagge e gli stabilimenti balneari

La regione ha varato la nuova legge sul “divieto di utilizzo di prodotti in materiale monouso non biodegradabile e compostabile sulle spiagge e gli stabilimenti balneari della Campania” . A partire dalla prossima stagione estiva, dunque, la plastica sarà off limits su tutti gli arenili delle nostre coste. Come si legge nel provvedimento normativo, “al fine di favorire forme di utilizzo sostenibile del demanio costiero e limitare la dispersione accidentale di rifiuti plastici nell’ambiente e nel mare, in ragione degli elevati livelli accertati di presenza di rifiuti plastici e di microplastiche in mare, sulle spiagge del litorale regionale sono vietati l’introduzione e l’utilizzo di contenitori per alimenti e bevande, piatti, bicchieri, posate, cannucce, mescolatori per bevande, sacchetti ed imballaggi monouso realizzati in materiale non compostabile”. La misura varata dal Consiglio regionale estende agli esercizi di ristorazione e di somministrazione di bevande degli stabilimenti balneari, o con accesso alla spiaggia libera, il divieto dell’uso di contenitori per alimenti e bevande destinati al consumo immediato, sul posto o da asporto.

Una misura interessante è quella prevista dall’articolo tre, il quale stabilisce che “nelle procedure ad evidenza pubblica per l’assegnazione in concessione delle aree del demanio marittimo e delle spiagge con possibilità di esercitare attività accessorie di somministrazione di alimenti e bevande, costituisce requisito premiale l’utilizzo esclusivo di contenitori, piatti, bicchieri, posate, cannucce, mescolatori per bevande in materiali riutilizzabili”. In sostanza, sarà concepito un sistema che premierà gli stabilimenti che usano soltanto prodotti riciclabili.

Sarà riconosciuto come requisito premiale l’utilizzo esclusivo di suppellettili in materiali riutilizzabili nelle procedure ad evidenza pubblica per l’assegnazione in concessione delle aree del demanio marittimo e delle spiagge

Giuseppe La Franca, presidente della Fiba-Confesercenti dell’isola d’Ischia, ha già fatto sapere che a breve le associazioni di categoria scriveranno ai Comuni costieri affinché adeguino i loro regolamenti prevedendo tale sistema di premialità.

Altro tipo di incentivo è quello secondo cui i Comuni costieri, allo scopo di favorire la prevenzione nella produzione dei rifiuti e il riutilizzo, in attuazione del principio del “chi inquina paga” richiamato dalla legge di stabilità 2014, possono prevedere nei propri regolamenti riduzioni sulla tariffa per il conferimento dei rifiuti per i concessionari balneari che dimostrano l’esclusivo utilizzo di prodotti riutilizzabili. I Comuni avranno trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge per adottare gli atti di competenza diretti a garantire l’operatività del divieto e l’applicazione delle relative sanzioni.

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Grande soddisfazione l’ha espressa il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli: «Esprimo viva soddisfazione per l’approvazione della legge regionale che rende plastic free le spiagge e gli stabilimenti balneari della Campania. Ora ci attendiamo particolare attenzione da parte dei Comuni nel far rispettare la norma e irrogare le sanzioni. Troppo spesso abbiamo assistito a ordinanze sul plastic free alle quali non è corrisposta l’effettiva riduzione dell’impiego della plastica monouso» .

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La Franca (Fiba-Confesercenti): «A breve scriveremo ai Comuni costieri affinché adeguino i loro regolamenti prevedendo il sistema di premialità previsto dalla nuova legge»

Con questo provvedimento la Campania segue l’iniziativa presa da altre Regioni, nell’ottica di anticipare i contenuti della direttiva europea sul “plastic free” la cui entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2021, ma in un certo senso Palazzo Santa Lucia “imita” quanto già fatto dai Comuni dell’isola d’Ischia la scorsa primavera quando, come molti ricorderanno, gli enti vararono congiuntamente un’ordinanza avente ad oggetto “Manufatti monouso ad uso alimentare in plastica non riciclabile – Divieto all’uso, della detenzione, dell’importazione e della commercializzazione”, nella quale veniva stabilito che “al fine di minimizzare l’utilizzo di manufatti in plastica ad uso alimentare in vista dalla massima riduzione della produzione dei rifiuti, delle emissioni inquinanti e della contaminazione ambientale, è vietato in tutto il territorio comunale, compreso le spiagge e tutta la fascia costiera, l’uso, la detenzione, la commercializzazione e l’importazione di manufatti monouso ad uso alimentare in plastica (bicchieri, piatti, posate, nonché contenitori monouso utilizzati nella ristorazione e negli esercizi ricettivi, compresi i servizi di cosiddetto “take away”, ecc.)”, con la previsione di sanzioni pecuniarie fino a 500 euro per la trasgressione delle disposizioni. Un provvedimento, quello isolano, dunque ancor più omnicomprensivo di quello appena varato dalla Regione, che è diretto specificamente alle attività dei litorali.

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