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CRONACA

Plesso Lembo, ok all’integrazione del progetto

Integrato l’incarico dei tecnici incaricati della progettazione che prevede un piano seminterrato: a breve la validazione della stesura e il varo della gara per i lavori

Via libera alla modifica del progetto per il nuovo plesso scolastico intitolato a Giosuè Lembo in via Castanito. Si tratta di un’integrazione dovuta al fatto che inizialmente al gruppo di tecnici prescelto venne dato incarico della progettazione del solo pianterreno. Tuttavia le indagini puntuali sul posto avevano rilevato che fino a una certa profondità il terreno non era compatibile con l’opera, che è stata destinata a Presidio di Protezione civile. Anche in relazione alle nuove disposizioni normative emanate nel 2018, le fondazioni del fabbricato avrebbero dovuto avere una profondità di circa 4 metri. Visti i costi relativi allo scavo e alla realizzazione delle fondazioni a tale profondità, si era quindi deciso di scavare fino a 6 metri, realizzando così un piano aggiuntivo seminterrato.

Il progetto così modificato era già stato approvato in consiglio comunale lo scorso anno, con la relativa deroga al Prg: arrivarono poi i pareri favorevoli dell’autorità sanitaria, dei Vigili del Fuoco e della Soprintendenza. Con l’incremento del contributo di ricostruzione riconosciuto dal Commissario, in pratica raddoppiato, si è ora provveduto ad estendere anche l’incarico ai tecnici incaricati della progettazione, con l’importo che vede un’integrazione di circa 20mila euro. Dopo la loro accettazione, il Comune provvederà alla validazione del progetto per poi indire la gara di assegnazione dei lavori. I tempi saranno piuttosto brevi: entro inizio 2022 la gara dovrebbe essere già varata. Il nuovo plesso sarà quindi dotato di un piano in più a livello seminterrato, con la realizzazione di una grande palestra di oltre 200 metri quadrati, oltre a vari altri servizi. Scartata l’ipotesi di cercare nuovi siti e cementificarli, appesantendo ulteriormente il territorio comunale a discapito del verde pubblico, si è deciso di ripensare totalmente la struttura che, quando sarà ricostruita, vanterà una cubatura doppia rispetto all’attuale, frutto di un migliore e più razionale sfruttamento degli spazi, senza sopraelevazioni ma appunto sfruttando la parte sottostante.Vi saranno vari punti di accesso alla struttura, anche se l’ingresso principale non sarà più posizionato sulla strada per motivi di sicurezza. E ovviamente proprio alla sicurezza si è data priorità, con un progetto concepito secondo le più moderne tecniche costruttive e rispondente alle normative di sicurezza più recenti, mentre gli edifici casamicciolesi colpiti dal sisma risalivano a circa mezzo secolo fa, realizzati con criteri ormai superati dalle successive legislazioni in materia, a partire dalla normativa tecnica del 1973, e con materiali ormai inadeguati. La demolizione completa del complesso e la sua ricostruzione sono inseriti nel piano dei finanziamenti che, come detto, sono già stanziati dal Commissario alla ricostruzione.

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