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Poche corse e “zero” passeggeri, viaggio nella crisi delle vie del mare

Le misure anticovid19 hanno praticamente azzerato i flussi d’utenza nei collegamenti marittimi. Lo spettro degli esuberi e le iniziative per fronteggiare una stagione che si annuncia a dir poco anomala nelle parole degli addetti ai lavori

Ci sono tanti modi per rappresentare le dimensioni e le conseguenze del “lockdown” decretato per fronteggiare l’emergenza sanitaria che da oltre un mese tiene in ostaggio i cittadini. Uno di questi è il calo a dir poco verticale del traffico marittimo nel periodo pasquale.

Per l’isola d’Ischia, mettendo a confronto i giorni delle festività pasquali di quest’anno con quelli del 2019, dal Giovedì Santo al lunedì di Pasquetta, i numeri sono impietosi: si passa dai 48.200 arrivi dell’anno scorso, ai 900 del 2020. E visto il prolungamento delle misure restrittive, possiamo sin da ora affermare che tale destino coinvolgerà anche le festività della Liberazione e del Primo maggio. Sono già in molti nei giorni scorsi, tra politici, amministratori e albergatori, ad aver ammesso che la stagione turistica 2020 è ormai persa. Se non completamente, almeno in grandissima parte.

Salvi Monti (Medmar): «Al di là delle misure di distanziamento sociale, credo che le persone torneranno a viaggiare solo quando avranno psicologicamente superato l’attuale sensazione di insicurezza»

Per quanto riguarda il comparto dei trasporti marittimi, «molto dipenderà da quali saranno le indicazioni e le prossime misure da parte del Governo», spiega Salvi Monti (Medmar). «Fra l’altro ieri ho letto di quella che io reputo una boutade, con le spiagge muniti di schermi di plexiglas, ma in realtà, al di là del distanziamento sociale, credo che si tratti soprattutto di un fatto psicologico, cioè capire quando le persone riacquisteranno sicurezza e di conseguenza penseranno a dedicarsi anche ad attività non essenziali e più “ricreative” come il viaggiare». Distanziamento sociale che dovrà applicarsi anche agli spazi dove alloggiano i passeggeri: «Quello è l’ultimo dei problemi, che peraltro sarà applicato ogni mezzo di trasporto, dai treni agli aerei. La differenza sta in altro: benché per molti isolani e molti turisti l’imbarcazione viene percepita come qualcosa di succedaneo ai mezzi di trasporto terrestri, essa ha notevoli peculiarità». Il dato statistico sul calo “pasquale” è comunque notevole: «Senza dubbio – continua Monti – è sconvolgente nella sua crudezza e immediatezza: quale poi sia il danno per l’intero indotto turistico, alberghi, bar, ristoranti, taxi, parchi termali, spiagge, negozi, lo si può ben immaginare». E del resto, a parte i rifornimenti di generi di prima necessità, sono stati pochi i passeggeri autorizzati a sbarcare. Addirittura, nel giorno di Pasqua, non c’è stato nessun passeggero per l’isola di Capri. In sostanza, un panorama desolante: sono già partite le richieste di cassa integrazione da parte di alcune compagnie, e di conseguenza anche il comparto marittimo rischia di provocare molti esuberi. Va considerato il fatto che l’attività di trasporto marittimo ha costi sconosciuti ad altri tipi d’impresa.

Salvatore Lauro (Assoarmatori): «Quando finirà l’emergenza, dovremo abituarci a vivere in un mondo un po’ diverso, ma questa situazione potrebbe spronare Ischia a recuperare la propria identità e a costruire un futuro più sostenibile e rispettoso del territorio»

Salvatore Lauro, che ora ricopre il ruolo di probiviro dell’Associazione nazionale armatori, prova a fare una previsione: «Per tornare ai numeri del traffico del 2019, ci vorrà qualche anno. Di sicuro, fino al marzo dell’anno prossimo dovremo dimenticare la “normalità” fin qui vissuta. Poi, forse, potremo riavvicinarci progressivamente alla situazione precedente. Per quest’anno è impossibile. Del resto, nell’immediato ogni mezzo di trasporto vedrà cambiare i modi di fruizione, viste le esigenze di distanziamento sociale, almeno fino a quando non si troverà una “tranquillità sanitaria”: personalmente non credo molto nel vaccino anti-covid19, ma piuttosto nella cura. I passi avanti si stanno facendo, e addirittura qualche virologo dice che il vaccino non servirà, ma saranno approntati adeguati farmaci per rendere curabile la patologia. Ma a parte tali questioni “sanitarie”, resta il fatto che quando le persone non si sentono sicure, non si mettono in viaggio per una vacanza, al di là delle norme che comunque limitano gli spostamenti. Chiaramente, in questo modo l’economia locale perde numerosi posti di lavoro». L’Alilauro da parte sua sta cercando di accedere alle sovvenzioni per supportare soprattutto i lavoratori stagionali, ma anche per il personale amministrativo: «So che la Compagnia sta cercando di anticipare la Cassa integrazione». Se gli addetti dovessero andare in cassa integrazione, Volaviamare pagherà in anticipo, rispetto ai rimborsi che poi arriveranno dall’Inps. «Il settore è comunque in attesa di prossime evoluzioni – aggiunge l’ex senatore – e dopo il 4 maggio potrebbero anche aumentare le corse del quadro orario, pur se in minima parte». L’Alilauro sta comunque sperimentando soluzioni per far viaggiare in sicurezza i passeggeri e il personale, per il momento in cui il volume di traffico torni ad aumentare. Anche la bigliettazione è coinvolta in tale iniziativa: sarà più “smart” e meno “cartacea”. Si cerca in ogni caso di essere il più flessibili possibile per adattarsi alle evoluzioni che la situazione richiederà. «Quando l’emergenza finirà, e ci auguriamo che questo avvenga il prima possibile, dovremo abituarci a vivere in un mondo un po’ diverso dal passato, speriamo migliore. Per il momento dobbiamo imparare a convivere con la pandemia, per prepararci alle prossime sfide del futuro. Tutto sommato – conclude Salvatore Lauro – questo frangente potrebbe essere anche uno sprone per Ischia nel recupero di una identità un po’ tradita negli anni più recenti, e svoltare realmente verso un futuro più “sostenibile” e più rispettoso del proprio territorio».

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