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Pochi fondi e lotterie, l’isola boccia il bonus terme

L’isola fa la parte del leone con la maggior parte delle strutture accreditate in Campania ma gli addetti ai lavori bollano come insufficiente l’iniziativa del governo. E spiegano il perché

Per alcuni è stato un successo, per altri un disastro. Si tratta del bonus terme, lo sconto del 100% sul prezzo dei servizi termali, fino a un massimo di 200 euro a persona. Una misura nata per dare un colpo d’acceleratore alla ripresa di uno dei settori più colpiti dalla crisi per la pandemia da Covid. In poche ore il sito ha fatto registrare il tutto esaurito. Subito dopo l’accreditamento sul sito di Invitalia, infatti, molti centri termali hanno aperto le prenotazioni del bonus, chiedendo ai cittadini di prenotarsi. Di fatto superando con le pre-prenotazioni il click day dell’8 novembre previsto dal sito del ministero dello Sviluppo economico che invitava «i cittadini a richiedere il bonus, a partire dall’8 novembre, rivolgendosi direttamente agli istituti termali accreditati».  

Le strutture accreditate sull’isola 

PEPPINO DI COSTANZO: «Speriamo che venga riproposto con una nuova metodologia dato che le richieste inserite sono state sicuramente minori rispetto alle domande e questo perché il sistema è lento e farraginoso»

La Campania è la seconda regione per il numero di strutture accreditate con 27 enti termali che hanno aderito all’iniziativa. Sull’isola di Ischia sono concentrate la maggior parte di strutture che hanno aderito. Si tratta, a Casamicciola del Terme Hotel Terme La Pergola, Hotel Terme President e Villa Sirena; a Forio: Hotel Mediterraneo; a Ischia: Re Ferdinando, Delfini, Hotel Hermitage e Park, Hotel Royal Terme (in quattro sedi), hotel Felix, Hotel Terme President, Hotel Aragona e Terme di Ischia; a Lacco Ameno Hotel Reginella e Regina Isabella. 

Peppino Di Costanzo (Associazione termalisti dell’isola di Ischia) : «I fondi sono pochi. Bisogna replicare il Bonus Terme» 

«Il sistema non ha funzionato un granché bene ed i fondi messi a disposizione dal Governo sono stati pochi. Il bonus terme, quindi, ha dimostrato solo in parte le sue potenzialità, per questo ci auguriamo che venga riproposto». A dirlo Peppino di Costanzo, imprenditore alberghiero e presidente dell’associazione termalisti dell’isola che mette in risalto le criticità della misura adottata dal Governo Draghi. «Speriamo che venga riproposto con una nuova metodologia dato che le richieste inserite sono state sicuramente minori rispetto alle domande e questo perché il sistema è lento e farraginoso», incalza il presidente di Assoterme dell’isola. I dati al momento ancora non sono noti, ma si pensa a meno di 10mila persone che otterranno il bonus. E poi c’è un dato curioso. «Molte persone che hanno chiesto il bonus sono isolani. questo, quindi, può essere il modo per far conoscere maggiormente agli ischitani le terme dell’isola e la bontà delle nostre acque», conferma di Costanzo. 

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Luca D’Ambra (Federalberghi): «No alle lotterie dei bonus. Bisogna programmare più a lungo termine» 

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LUCA D’AMBRA: «Molti dimenticano che il nostro Sistema Sanitario Nazionale è sovvenzionato dallo Stato al solo costo del ticket. Ed allora bisogna pensare alla prevenzione e non al click day per incentivare il benessere, la prevenzione e la cura anche attraverso le terme»

Diversa, invece, la posizione di Luca D’ambra presidente di Federalberghi Ischia. «Non è andato bene il bonus terme. In questo momento sull’isola di Ischia sono poche le strutture ancora aperte che hanno dato l’ok al bonus». Così il presidente dell’associazione degli albergatori. E continua: «Il Bonus terme è una misura che il governo ha inteso proporre e mettere sul piatto per aiutare un comparto che ha particolarmente sofferto durante la pandemia. Quelli che hanno perso meno hanno perso quasi il 70% del loro fatturato e registriamo ancora oggi delle strutture che sono ancora chiuse per diversi motivi, ma sicuramente anche perché prima di ripartire bisogna avere anche una certa sicurezza per i numeri che frequenteranno poi gli stabilimenti termali. Il plafond di 53 milioni di euro che lo Stato ha inteso destinare a questo comparto si suddivide in sono circa 265 mila bonus che cittadini potranno utilizzare per recarsi in tutte le strutture che sono accreditate sul sito di Invitalia. Il metodo, però, è sbagliato. Non si può pensare di aiutare una categoria, come in questo caso quella dei termalisti, attraverso una sorta di lotteria». Per Luca D’Ambra «bisogna porre in essere dei progetti che abbiano una visione a lungo termine». E sottolinea un aspetto. «Molti hanno dimenticato che il nostro Sistema Sanitario Nazionale è supportato e sovvenzionato dallo Stato al solo costo del ticket. Ed allora bisogna pensare alla prevenzione e non al click day per incentivare il benessere, la prevenzione e la cura anche attraverso le terme». E chiosa: «Questi 50 milioni potevano e dovevano essere investiti meglio piuttosto che metterli a disposizione dei fortunati del click day». 

Jannotti Pecci (presidente della Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale e Vice Presidente di Confindustria Napoli): «Il Bonus terme è una grande opportunità per i Cittadini e per il SSN» 

COSTANZO JANNOTTI PECCI: «È un’opportunità che consentirà agli italiani di conoscere meglio l’offerta di trattamenti terapeutici valorizzando la possibilità per i cittadini di fruire delle terapie termali mediante il Servizio Sanitario Nazionale e il risultato è frutto dell’impegno di Federterme Confindustria
COSTANZO JANNOTTI PECCI: «È un’opportunità che consentirà agli italiani di conoscere meglio l’offerta di trattamenti terapeutici valorizzando la possibilità per i cittadini di fruire delle terapie termali mediante il Servizio Sanitario Nazionale e il risultato è frutto dell’impegno di Federterme Confindustria

«Il successo del Bonus Terme – oltre 1 milione di richieste a fronte di una disponibilità di circa 250 mila bonus – è un’ottima notizia per il nostro Paese, leader mondiale in tema di termalismo terapeutico» ha dichiarato Costanzo Jannotti Pecci, presidente della FORST, Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale e Vice Presidente di Confindustria Napoli. «È un’opportunità che consentirà agli italiani di conoscere meglio l’offerta di trattamenti terapeutici con le acque minerali e termali valorizzando anche la possibilità per i cittadini di fruire, ordinariamente, delle terapie termali mediante il Servizio Sanitario Nazionale e questo straordinario risultato è frutto dell’impegno di Federterme Confindustria – ha proseguito Jannotti Pecci –  che è stata in grado, con un’azione corale, di sensibilizzare adeguatamente il Parlamento che ha fatto propria una proposta dei Senatori Vasco Errani e Daniele Manca cui va riconosciuto il merito di aver valutato quanto importante fosse poter mettere a disposizione risorse a favore di un settore tra i più colpiti dalla pandemia, così consentendo ai cittadini di avvalersi ulteriormente di questo importante strumento terapeutico in grado di dare risposte di particolare efficacia preventiva, curativa e riabilitativa determinando sensibili risparmi al sistema di welfare del nostro Paese». «La FORST – Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale – in linea con la sua missione istituzionale, in collaborazione con Federterme studierà apposite iniziative di monitoraggio medico scientifico al fine di disporre di dati e informazione che potranno tornare utile al Servizio sanitario Nazionale anche sul piano più generale delle politiche di prevenzione e di tutela della salute dei cittadini e questo è motivo ulteriore perché il bonus venga adeguatamente rifinanziato». Ha concluso il Presidente Jannotti Pecci. 

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Beta

Personalmente ho prenotato la richiesta entro la prima ora del giorno previsto (8 novembre dalle ore 12).
Ho ricevuto la risposta negativa da parte della struttura scelta, che mi informava che purtroppo la breve apertura prevista solo limitatamente alla settimana festiva di dicembre, impediva l’accettazione anche della mia richiesta…
Chi vuol capire…capisca!

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