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Pochi vigili sull’isola, non decolla l’ordinanza sulle plastiche

Un comando della polizia municipale quasi ’estinto’ completamente causa “pensionamenti”, l’impossibilità di rimpinguare il corpo a causa del dissesto finanziario ed una ordinanza che potrebbe, se ben controllata, dare un segnale importante per la salvaguardia dell’isola.

E’ un problema non di poco conto quello che si trova nelle mani il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, “chiamato in causa” relativamente all’ordinanza per l’utilizzo della plastica, così come hanno fatto autonomamente gli operatori balneari pugliesi che hanno anticipato di un paio di anno l’entrata in vigore della direttiva dell’Unione Europea ‘Plastic free’ per il divieto di utilizzo della plastica non biodegradabile.

“Sono favorevole, come potrei non esserlo – afferma il sindaco di Lacco Ameno – ma credo che un sindaco debba compiere iniziative concrete. Come posso pensare di emettere un’ordinanza per la plastica quando poi non ho la possibilità di farla controllare?”. E qui il nodo non è di poco conto, come ammette il primo cittadino: “Ad oggi ho un comando della polizia municipale con tre persone, una delle quali andrà in pensione a breve. Stiamo cercando di fare il possibile ma tra la mancata programmazione ed il dissesto finanziario non siamo riusciti a trovare i rinforzi adatti per rimpinguare il comando”. Ora l’unica speranza restano gli stagionali “per i quali ci stiamo attivando e confidiamo di avere risposte concrete in breve tempo”.

Fatto sta che l’ordinanza per liberare l’isola dalla plastica era pronta già ad ottobre, ma ad oggi, dopo 4 mesi, ancora non è stata firmata. “La stiamo discutendo anche con gli altri sindaci dell’isola – spiega – e ci stiamo attivando per trovare una soluzione in modo che, quando firmeremo l’ordinanza, tutti la seguano. Questa è una materia che l’amministrazione comunale vuole affrontare e siamo certi che liberare l’isola dalla plastica potrebbe essere ben apprezzata anche dai turisti. Ma bisogna studiarla bene e capire in che modo farla rispettare. A me gli slogan non piacciono e preferisco non firmare un’ordinanza se non sono convinto che possiamo farla rispettare”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Ischia Enzo Ferrandino. “Ci stiamo lavorando”, conferma “l’ordinanza non è ancora stata approvata, ma non è nemmeno tramontata”. In effetti i sei sindaci dell’isola sanno che adottare un provvedimento che vieta l’uso della plastica non biodegradabile sul tutta l’isola sarebbe un provvedimento capace di attrarre nuovo turismo, quello green, e di catalizzare applausi. Ma c’è il rovescio della medaglia: che senso avrebbe adottare un’ordinanza se poi non si riuscirebbe a farla rispettare? Potrebbe essere un boomerang. Ed è per questo che i sindaci stanno procedendo con i piedi di piombo.

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Il divieto di plastiche sull’isola è una bella iniziativa che va in direzione di ciò che l’Europa ci imporrà di qui ai prossimi anni, ma è necessario un attento controllo, altrimenti tutto ciò non ha senso. Nei sei Comuni dell’isola di Ischia, infatti, vige il divieto di uso e commercializzazione di saponi che non siano biodegradabili. L’ordinanza è in vigore da circa tre anni, ma in questo periodo nessuno dei vigili dei sei comandi di Polizia locale presenti sull’isola ha mai effettuato una contravvenzione né mai verificato che l’ordinanza fosse rispettata. L’ordinanza, qualora dovesse essere approvata, lo sarà entro il mese di aprile, ovvero prima dell’avvio della nuova stagione turistica. Dopo sarebbe impossibile. Gli alberghi e le strutture turistiche stanno per procedere agli ordinativi della merce indispensabile all’interno delle loro attività. E vietare la plastica dopo aver dato il via ai rifornimenti rischia solo di far mal digerire l’ordinanza agli operatori turistici.

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