IL COMMENTO La polemica fa bene alle istituzioni e in che misura?

Nella puntata di Omnibus, condotta da Gerardo Greco su La 7, del giorno 23 febbraio, tra gli altri ospiti, c’era lo scrittore Erri De Luca, con cui Ischia ha vissuto in passato un rapporto controverso, non per il valore letterario indiscusso, bensì per il trascorso di estremismo politico comunista. E Ischia, che ha visto storicamente prevalere una classe amministrativa di centro destra, ebbe molte difficoltà quando si trattò di riconoscere la cittadinanza onoraria allo scrittore, amico di Ischia e che aveva ambientato nella nostra isola alcuni suoi romanzi. Oggi De Luca è un tranquillo e anziano cittadino italiano che considera pacificato e superato il periodo della contestazione operaia e studentesca. Ma non ha perso la sua “verve”; ha un po’ sorpreso gli altri ospiti di Omnibus e spiazzato il conduttore quando, a domanda su come interpretare l’eccesso di parole e di polemiche in ordine al prossimo referendum sulla Giustizia, ha detto: “Ma va bene che si alzino i toni, che si polemizzi, perché fa in parte giustizia dell’assenza di vigore politico, di passione civile che l’Italia attraversa e invita a una maggiore partecipazione al voto e alla vita politica”. Qualcuno, probabilmente, dirà che viene fuori, anche a distanza di anni, l’anima ribelle ed estremista di Erri De Luca. Io che mi qualifico riformista, socialista liberale, non radicale, penso che De Luca abbia ragione e indichi una verità che rischia altrimenti di essere soffocata dal banale quotidiano e da un’ipocrisia equilibrista (soprattutto in certi mezzi di informazione che predicano equidistanza). Con ciò sicuramente De Luca non ha voluto sottovalutare l’intervento equilibratore del Presidente della Repubblica al CSM; ha voluto soltanto esaltare l’importanza dell’impegno e della passione nella politica. Non dimentichiamo che l’antica saggezza greca, con Eraclito, filosofo presocratico, sosteneva che “polemos” (scontro) è il “padre di tutte le cose”, nel senso simbolico di confronto aspro e motore di trasformazione, alla base del quale c’è il Logos (la Parola). Tuttavia, il grado di vigore e passionalità nel linguaggio politico non è illimitato. C’è un limite, oltre il quale la passione diventa aggressione, lo scontro verbale si tramuta in diffamazione. E, si badi bene, quando si scantona,quando si superano certi confini, a farne le spese non sono solo quelli che vengono violentemente attaccati ma anche chi pronuncia queste parole debordanti. Ed eccoci, allora, volendo semplificare e rendere più evidente il concetto di “ limite”, a illustrare alcuni recenti casi di polemiche isolane mosse da figure istituzionali locali.
Il Sindaco di Forio, Stani Verde, in alcune occasioni, come quando annunciò querele presso la Procura della Repubblica per presunte calunnie nei suoi confronti (da parte di chi? E’ poi vero che è stata sporta querela?) e anche, in questi giorni, ha vibratamente contestato chi, come il consigliere di minoranza, Vito Iacono, si è permesso di criticare l’orribile soluzione provvisoria dei massi bianchi di cemento sotto la strada Giovanni Mazzella, che sta cedendo sotto i colpi del mare, e i mesi di ritardo per il passaggio alla soluzione definitiva. Mentre il Sindaco d’Ischia è sbottato contro alcuni identificabili soggetti che aspirano a contrapporsi, alle prossime elezioni, all’amministrazione in carica e che si sono lamentati per i ritardi nell’esecuzione di alcune opere pubbliche e per presunte inefficienze e carenze tecnico-progettuali dello staff comunale. Il Sindaco, in occasione dell’inaugurazione del teatro rinnovato al Polifunzionale, ha difeso, con toni esasperati, la professionalità dei tecnici, funzionari e dirigenti comunali, tutti laureati con un minimo di votazione di 106 e molti 110 e lode, contrapponendo la preparazione dei tecnici comunali ai titoli considerati fasulli “conseguiti con i punti Miralanza” dei criticoni. Ora, il Sindaco, in altre circostanze ha dimostrato di avere esperienza e consapevolezza della responsabilità del ruolo e di aver sostenuto le proprie ragioni in maniera più elegante di questa circostanza. Anche se, caratterialmente, soffre di queste accelerazioni di tono e, a volte, di voglia vendicativa. Evidentemente, in questa circostanza, qualcosa o qualcuno deve aver toccato qualche nervo scoperto, che ha fatto scattare la reazione scomposta. L’attacco a soggetti esterni e in contrapposizione all’amministrazione, a mio avviso, è un attacco “a nuora perché suocera intenda”. E’ un attacco che indirettamente lancia un segnale ai rivoltosi interni alla maggioranza e che, alle prossime elezioni, si schiereranno contro. Poiché gli scissionisti interni per ora si mantengono ufficialmente legati alla maggioranza, non può attaccarli direttamente, che equivarrebbe a un suicidio preelettorale e li attacca trasversalmente. Sia chiaro, non è che io condivida del tutto le critiche che vengono rivolte
ai Sindaci. In particolare, ritengo che non sono credibili gli oppositori che sistematicamente giudicano sbagliate tutte le azioni messe in atto. Bisogna ragionevolmente discernere ciò che ci appare giusto da ciò che ci appare sbagliato e non deve passare nell’opinione pubblica l’idea che l’opposizione abbia motivi personali, vendicativi, di antipatia per questo o quel rappresentante amministrativo. Gli equivoci e le incomprensioni tra amministratori e amministrati spesso sono dovuti a una mancanza di preventiva illustrazione pubblica e confronto democratico dei progetti di opere pubbliche fondamentali per il paese.
Detto ciò, mi permetto di suggerire al Sindaco d’Ischia di tenere conto che il deficit di competenze non riguarda lo staff tecnico del Comune, bensì riguarda la compagine consiliare che lui ha contribuito a far eleggere. Mi permetto di fargli notare che certe opere pubbliche, particolarmente complesse, come quelle portuali di contrasto dei fenomeni di acqua alta, sono talmente specialistiche che abbisognano di essere valutate e progettate da esperti universitari, che studiano le conseguenze dei cambiamenti climatici. In questi casi, ci vuole scienza e coscienza! Mi permetto, infine, di fargli notare che le prossime elezioni amministrative assumeranno una valenza politica che, da anni, non c’era più, sopraffatta da scoloritura politica e camuflage di civismo. La prossima volta non sarà così. Avremo liste diverse e più candidati a Sindaco, in contrapposizione a Gianluca Trani, candidato Sindaco anche di Enzo Ferrandino, ma generalmente ispirate a destra o centro destra. Per cui Enzo e Gianluca devono mantenere un profilo alto e responsabile, per accreditare l’immagine di un centro sinistra democratico e tollerante verso chi la pensa diversamente. Lasciamo stare, dunque, gli uccelli di malaugurio che, poveretti, sono animali inconsapevoli di predire il male. Lasciamo a intellettuali del calibro di Pier Paolo Pasolini la regia di “Uccellaci e uccellini” e facciamo prevalere la ragione.







