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«Polemiche zero, è l’ora della compattezza»: l’appello di Enzo Ferrandino

La risposta positiva dei cittadini a restare in casa, un’attività amministrativa che continua, la possibilità di acquistare seimila kit per tamponi veloci e un occhio al contenimento della diffusione del contagio. Ma il sindaco d’Ischia, in una lunga intervista a Il Golfo, invoca soprattutto unità

Parto da una domanda forse scontata e banale ma inevitabile: cosa significa essere sindaco ai tempi del Coronavirus?

«Significa tanto e soprattutto qualcosa di inusuale, viste le circostanze. Significa che bisogna affrontare con determinazione e lucidità un momento di emergenza che nessuno appena qualche mese fa si sarebbe mai sognato di mettere in preventivo. Ma è un lavoro che svolgo supportato da tutta l’amministrazione e da una macchina amministrativa che, lasciatemelo dire, sta dando prova di grande affidabilità e serietà nello svolgimento delle proprie mansioni. E così tutto diventa più leggero e meno gravoso».

E’ giusto dire che l’isola sta rispondendo in maniera eccellente alla limitazione degli spostamenti? La prova di maturità mi sembra sia da rimarcare, o sbaglio?

«No, assolutamente. Va riconosciuto che gli ischitani stanno dando una dimostrazione di serietà e senso di responsabilità. Io quotidianamente giro sul territorio del Comune di Ischia e posso dire che le strade sono praticamente deserta. Questo è indice di un atteggiamento corretto della gente ed è merito anche della grande opera di deterrenza che viene costantemente attuata dalle forze dell’ordine. Polizia, carabinieri, guardia di finanza, guardia costiera, stanno svolgendo un’opera encomiabile: li ringrazio dal profondo del cuore e questo senso di gratitudine voglio estenderlo anche ai vigili urbani che stanno offrendo una straordinaria prova di attaccamento al lavoro ed alla comunità per la quale prestano servizio».

Già sette casi a Ischia, nel momento in cui facciamo questa chiacchierata. C’è da essere preoccupati o la situazione è sotto controllo?

«Il discorso non è così semplice, l’analisi deve essere minuziosa. Allora, diciamo che sicuramente in termini di percentuale i numeri che si stanno manifestando non destano preoccupazione. Piuttosto, è il caso di sottolineare che allo stato attuale – nonostante l’impegno profuso dagli operatori dell’ASL – si arranca relativamente ad un settore particolare. Mi riferisco ai tamponi eseguiti sui cittadini, i tempi per attendere che gli stessi vengano processati purtroppo sono decisamente lunghi. Con gli altri sindaci stiamo insistendo perché si proceda con maggiore celerità anche se ci rendiamo perfettamente conto che ci troviamo in una fase emergenziale dove il carico di lavoro è davvero oltre ogni logica. Ma ripeto, se guardo ad Ischia, e cioè ad una comunità di circa 20.000 abitanti, ribadisco che le cifre sono assolutamente in linea e non lasciano presagire alcun “allarme rosso”. E lo stesso dicasi per l’isola tutta, che conta una popolazione di 65.000 abitanti. Siamo un momento cruciale e particolare, l’unica medicina ed arma che abbiamo è quella di isolarci da un punto di vista sociale, rimanendo nella ristretta cerchia del proprio nucleo familiare».

Si parla dell’acquisto di un kit di 6.000 tamponi veloci da parte dei sindaci isolani. Posso chiederti se è un’indiscrezione che puoi confermare e soprattutto cosa rispondi a chi si chiede il perché di una possibile scelta del genere visto che la Campania ne ha acquistato un milione di pezzi?

«In questo momento posso limitarmi a dire che si sta facendo un lavoro di compattezza con le altre amministrazioni: ci siamo confrontati su molte tematiche e tra le tante attività valutate non posso nascondere che c’è stata anche quella di approfondire l’ipotesi di un eventuale acquisto di test che possano consentirci di testare celermente e dunque eventuale bloccare catene di contagio. E’ chiaro che l’azione, laddove fosse posa in essere, andrà fatta ad adiuvandum rispetto a quanto già messo in campo dalla Regione Campania: nessuna attività di contrasto, è bene precisarlo, ma a integrazione dell’attività svolta dall’ente di Palazzo Santa Lucia. Tra l’altro è opportuno precisare che il kit di valutazione non rappresenta la medicina o la panacea di tutti i mali, ma uno strumento del quale ci si può servire per evitare la propagazione del contagio sul territorio. Ci sono una serie di difficoltà logistiche con cui fare i conti, prima tra tutte l’assenza di disponibilità nell’immediato: stiamo cercando di capire come muoverci, diciamo che è tutto un work in progress».

In che cosa in tempi di Covid 19 l’attività amministrativa risulta essere stata frenata e in cosa invece prosegue nonostante i problemi oggettivi e congiunturali?

«Beh, alcune cose sono inevitabilmente cambiate. C’è l’attività di front office con i vari uffici che erano aperti al pubblico e che oggi per ovvi motivi non lo sono più, anche se tramite contatti telematici e lavoro agile i contatti con la cittadinanza non si sono assolutamente interrotti. Il lavoro va avanti, ad esempio l’ufficio economico-finanziario è impegnato a completare gli adempimenti per l’approvazione di manovre finanziarie dell’ente tese a garantire equilibrio. E’ chiaro che avremo contrazioni nelle entrate comunali, penso al mancato introito della tassa di soggiorno e ad altre imposte locali importanti. Trovarci in regola e in linea con i documenti contabili è importante, perché dovremo avere il polso della situazione nel momento in cui andranno eseguite manovre correttive. Ma abbiamo anche l’ufficio lavori pubblici che lavora a ritmo incessante e serrato, con un’azione finalizzata a completare le varie procedure in atto per il completamento di Piazza degli Eroi, l’approvazione con annessa pubblicazione della delibera di giunta municipale con cui è stato approvato nei giorni scorsi un significativo progetto per il rilancio della Riva Destra del porto d’Ischia. Insomma, c’è un’attività che prosegue normalmente, l’ordinaria amministrazione tesa anche a farci trovare pronti ad affrontare e risolvere (nell’immediato c in prospettiva) le varie problematiche che attanagliano il paese».

Sono trascorse due settimane, ma non si placano le polemiche sullo svolgimento del consiglio comunale lo scorso 13 marzo. Si è già detto anto, forse tutto: cosa ti senti di aggiungere?

«Penso che responsabilmente, in questa fase, le polemiche vadano poste assolutamente fuori dal contesto, serve altro. Oggi abbiamo bisogno di compattezza sul territorio e all’interno della nostra comunità. Uno dei pericoli che potrebbero diversamente manifestarsi è quello della disgregazione del nostro tessuto. Questo è invece il tempo di cementificare il senso di appartenenza, abbiamo forze e intelligenze che messe debitamente insieme hanno nelle corde la capacità di offrire un valido contributo a superare questo momento critico. Quindi, per adesso, polemiche zero…».

Per adesso il Rizzoli sembra reggere ma in molti si chiedono cosa potrebbe accadere se diventasse insufficiente, così come lascia perplessi l’assenza di una struttura alternativa di cui pure si era parlato. Non è un azzardo?

«Insieme agli altri sindaci abbiamo indirizzato note ufficiali sia al direttore generale dell’ASL, Antonio D’Amore, che al presidente della giunta regionale campana Vincenzo De Luca, rappresentando le ovvie peculiarità dell’isola d’Ischia. Siamo al corrente del fatto che c’è un piano dell’azienda sanitaria teso a organizzare l’ospedale a “fisarmonica”, garantendo percorsi ben distinti tra l’area riservata ai casi di Covid-19 ed agli altri pazienti per far fronte ad un eventuale incremento di numeri che dovessero manifestarsi improvvisamente sul territorio. In ogni caso, se restiamo in quella che è la media che riscontriamo dalla stampa nazionale, non dovremmo andare in sofferenza: molto se non tutto dipende da noi ischitani, se saremo bravi ad essere diligenti e responsabili come fatto fino a questo momento. In tal caso i posti risulteranno sufficienti, se contravveniamo alle regole allora il primo pericolo che corriamo è quello di avere un ospedale carente in termini di disponibilità di letti e apparecchiature».

Quando tutto questo sarà finito, speriamo presto, qual è la prima cosa che faranno l’uomo e il sindaco Enzo Ferrandino?

«Non ho alcun dubbio, scenderò per strada e mi metterò ad abbracciare tutti quelli che incontro».

Che impressione ha fatto e cosa lascia l’immagine del Papa in una piazza San Pietro completamente deserta?

«Mi sembra abbastanza chiaro, resterà un immagine simbolo di questo momento storico ed è un messaggio di coraggio e speranza che il Pontefice ha voluto rivolgere a tutti noi. Che, naturalmente, dobbiamo saperlo cogliere…».

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