Polo di via Fundera, serve un parcheggio
Il diktat per l’area scolastica e ospedaliera arriva dalla Città Metropolitana: i posti auto individuati su aree pubbliche incompatibili con la vicinanza del Rizzoli. E allora arrivano le censure dall’ente di Piazza Matteotti

In una nota, al solito diretta e chirurgica nei riferimenti, la Città Metropolitana di Napoli ha stigmatizzato gli effetti pratici è normativi del pasticcio di via Fundera. Ed in particolare ha reso edotti degli effetti poco benefici e razionali delel nuove previsioni di ricostruzione in tale zona il Commissario per la ricostruzione ed il comune di Lacco Ameno, oltre che per conoscenza la Direzione Pianificazione Territoriale – Urbanistica, l’Area Scuole Direzione Tecnica Scuole e la
Direzione Amministrativa Strade Autorizzazione e Controllo del Trasporto Privato della stessa Città Metropolitana. Zero aree di sosta, zero spazi per lo smistamento, le manovre e, in particolare, zero corsie preferenziali per i mezzi di soccorso. Sono queste alcune delle conseguenze che i nascituri edifici scolastici previsti per la costruzione post sisma 2017 in via Fundera, unitamente all’ipotesi del potenziamento ed ampliamento del Rizzoli potrebbero avere in una delle zone nevralgiche del paese, già di per sé in piena emergenza. A sottolineare la necessità di rivedere alcuni asset dei poli scolastico ed ospedaliero, come già anticipatovi dalle pagine del nostro quotidiano, sono il Funzionario Tecnico Arch. Caterina De Gironimo ed il Dirigente Ing. Giancarlo Sarno. I tecnici metropolitani sollevano la questione spingendo gli attori interessati alla ricostruzione di Ischia, ad assumere le dovute cautele.
La questione della riurbanizzazione dell’area della Fundera in zona ospedale è tornata prepotente in questi giorni quando al termine dell’ultima Conferenza speciale dei servizi del giorno 1°febbraio 2024 si è tornati a discutere sulla “Progettazione, lavori, fornitura, trasporto e posa in opera di moduli de finitivi ad uso scolastico provvisorio (MODUSP)” affidata alla Agenzia del Demanio. Ecco quanto sostiene la Città Metropolitana: « Con riferimento visto gli atti tecnici “progettazione, lavori, fornitura, trasporto e posa in opera di moduli definitivi ad uso scolastico provvisorio, nonche’ recupero per finalita’ scolastiche di un immobile esistente sullo stesso sito” che prevedono la realizzazione di un corpo di fabbrica principale adibito a scuola materna, che si svilupperà su due piani fuori terra per una superficie lorda totale pari a circa 1.317,44 mq, e il recupero del fabbricato rurale, attualmente in disuso ed in un pessimo stato di manutenzione, da destinarsi a Centro Culturale; visto che il lotto di intervento è caratterizzato da un appezzamento di terreno di circa 4.270 mq, di proprietà del Comune di Lacco Ameno, con accesso da via Fundera, strada di tipo F di proprietà di questo Ente denominata Sp 511 Fundera; visto che intervento ricade nel centro abitato – spiegano Negro e De Gironimo citando il Codice della Strada ed i regolamenti comunali con la constatazione dei suoi limiti e riferendosi alla necessità di decomprimere la viabilità e le aree circostanti- in tal senso si esprime, per quanto di competenza di questa Direzione Tecnica Viabilità, parere favorevole per l’intervento ma, alle seguenti condizioni e prescrizioni: “i posti auto da destinare alla sosta/fermata degli accompagnatori nelle fasce orarie di entrata e uscita della scuola” individuati sulle “superfici pubbliche esterne al lotto potenzialmente utili da destinare a parcheggio” contenuti nella tavola di progetto Variante Urbanistica – Elaborato grafico, risultano incompatibili con la presenza del vicino Ospedale “Rizzoli”, nonché in contrasto con l’art. 7 del Codice della Strada».
Ovvero, spiegano ancora i tecnici metropolitani indugiando su alcune licenze sindacali: «L’articolo 7 del Codice della strada consente al sindaco di riservare limitati spazi alla sosta dei veicoli degli organi di polizia stradale, dei vigili del fuoco, dei servizi di soccorso, nonché di «quelli adibiti al servizio di persone con limitata o impedita capacità motoria» (i disabili), munite del contrassegno speciale, ovvero a servizi di linea per lo stazionamento ai capilinea. In sintesi, anche in prossimità di uffici pubblici, vige la regola della parità di trattamento tra gli utenti della strada, separando le esigenze reali dalle generiche comodità d’uso». Quindi chi pensava di poter usare la strada di Città Metropolitana ed il piazzale davanti all’Ospedale per gli usi delle scuole in costruzione aveva fatto i conti senza l’osteria. Inoltre, per l’ente di Palazzo Matteotti: «Non si potranno effettuare occupazioni di suolo e/o sottosuolo stradale derivanti dalla realizzazione delle opere di progetto, ad eccezione di eventuali occupazioni temporanee e/o concessioni per opere di urbanizzazione primaria, che dovranno essere preventivamente richieste ai sensi del vigente Regolamento Cosap. La segnaletica stradale dovrà essere concordata con questo Ente, prima dell’esecuzione». Tanto per quanto di competenza della città metropolitana, così la strada verso la trasformazione organica e funzionale di scuole e di ospedali in quel de la Fundera è ancora lunga.







