Statistiche
CRONACA

Porto abusivo di armi, obbligo di dimora per i tre arrestati

E.D., M.F. E G.R., finiti in manette a seguito di un’operazione antibracconaggio dei carabinieri di Casamicciola, sono stati processati ieri mattina per direttissima

Si è svolto ieri mattina, dinanzi al giudice del Tribunale di Napoli, il processo per direttissima a carico dei tre giovani isolani (due diciannovenni e un diciottenne, quest’ultimo già noto alle forze dell’ordine) che erano stati tratti in arresto dai carabinieri della Stazione di Casamicciola – guidati dal capitano Angelo Pio Mitrione e coordinati dal maresciallo Arturo Battello – unitamente ai colleghi Forestali. Al termine del rito il giudice ha applicato nei confronti di M.F., G.R. e E.D. la misura dell’obbligo di dimora presso il Comune di Barano d’Ischia con obbligo di non allontanarsi dalle rispettive abitazioni dalle ore 20 alle ore 8 senza l’autorizzazione del giudice. Nel contempo è stata disposta anche la remissione in libertà degli imputati. I cui arresti, ovviamente, sono stati convalidati e questo riconosce la bontà dell’operato dei militari dell’Arma.

La vicenda che ha portato al contenzioso giudiziario ha avuto origine alle prime luci dell’alba di domenica quando in località Buceto-Piano San Paolo, nell’ambito di un servizio coordinato finalizzato alla lotta al fenomeno del bracconaggio, i carabinieri notavano tre giovani ragazzi con un cane, in tenuta da caccia, uno vicino all’altro, che osservavano in cielo in attesa del passaggio di qualche “preda” da impallinare. I tutori dell’ordine, dopo averli tenuti d’occhio per qualche minuto, si avvicinavano al terzetto per effettuare un controllo più dettagliato, visto che in zona si erano chiaramente uditi degli spari. Ma quando i carabinieri sono arrivati vicino ai tre giovani e si sono qualificati, gli stessi hanno cominciato a darsi ad una precipitosa fuga prendendo tra l’altro ognuno una direzione diversa. Ma commettendo l’errore di lasciare sul posto un fucile, custodito all’interno di un fodero. Un primo ragazzo veniva bloccato quasi subito, anzi addirittura doveva essere soccorso dal momento che per scappare dalle forze dell’ordine finiva in un cespuglio di spine, mentre gli altri due venivano riconosciuti e sarebbero stati rintracciati di lì a poco.

Il Tribunale ha convalidato l’arresto operato dai militari dell’arma applicando la misura coercitiva: gli imputati non potranno muoversi dal Comune di Barano e dovranno rimanere presso le proprie abitazioni dalle 20 alle 8

Quando, tra l’altro, i militari della stazione di Casamicciola appuravano anche che il fucile in questione aveva la matricola abrasa e all’interno del fodero si trovavano sette cartucce calibro 12. Il giovane ferito veniva intanto condotto all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno per essere medicato e risultava guaribile in sette giorni a causa delle lievi ferite che si era procurato. Dell’accaduto veniva messo al corrente il sostituto procuratore di turno il quale disponeva che i tre giovani – dopo le formalità di rito – fossero accompagnati presso le rispettive abitazioni, tutte site a Barano d’Ischia, in attesa dell’udienza di convalida e susseguente rito per direttissima, che come detto è stato celebrato ieri mattina presso il Palazzo di Giustizia di Napoli.

Nell’ordinanza applicativa della misura coercitiva il giudice osserva che “in merito alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza gli stessi possono evincersi dai verbali di arresto, perquisizione e sequestro redatti dai carabinieri della Stazione di Casamicciola Terme. I tre imputati sono stati sorpresi mentre detenevano un fucile con matricola abrasa e sette cartucce, l’arma e le munizioni erano custoditi all’interno di un fodero in tela di colore verde. I prevenuti alla vista delle forze dell’ordine si davano alla fuga cercando di far perdere le loro tracce ma venivano bloccati dopo un breve inseguimento. Va aggiunto che i delitti per i quali si procede costituiscono titolo legittimamente le misure richieste trattandosi di reati per i quali la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a tre anni”. Lo stesso giudice poi passa alla valutazione delle esigenze cautelari, spiegando nel dispositivo che “sussiste il pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie di quelli per i quali si procede, tenuto conto della condotta degli imputati al momento dell’arresto ed infatti alla vista dei carabinieri i predetti si sono dati alla figura in direzioni diverse e M.F. si è anche gettato tra i rovi pur di far perdere le sue tracce. L’arma rinvenuta nella disponibilità degli imputati oltre alla matricola abrasa era completa di munizioni e dunque pronta per l’uso. Gli imputati infine non hanno fornito alcuna utile indicazione per stabilire la provenienza dell’arma”.

Ads

Da qui le conclusioni che hanno portato alla misura dell’obbligo di dimora nel Comune di Barano per i tre imputati: “Sussiste, conseguentemente, un pericolo di reiterazione di reati mediante uso di armi. Dette esigenze possono essere adeguatamente tutelate, a parere del Tribunale, con la misura coercitiva richiesta, in quanto in grado di limitare la libertà di spostamento dei prevenuti e dunque la possibilità degli stessi di rifornirsi di ulteriori armi. Sulla scorta delle considerazioni innanzi esposte, va imposto agli imputati l’obbligo di dimora nel Comune di Barano d’Ischia con la prescrizione di non uscire dall’abitazione dalle ore 20 alle ore 8. Così come modulate, le misure coercitive applicate risultano proporzionate alla gravità dei fatti ed alla pena irrogabile e appaiono l’unico strumento idoneo a salvaguardare le indicate esigenze cautelari.

Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex
()
x