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Porto di Lacco Ameno, il Tar lascia Perrella al timone fino al 30 giugno

Accolta l’istanza della società Marina del Capitello. La struttura sarebbe dovuta tornare nella disponibilità del Comune dopo la scadenza della concessione, fissata per domani 9 giugno

La “guerra” per il controllo del porto turistico di Lacco Ameno si protrarrà ben oltre i limiti della naturale scadenza della concessione, fissata per domani 9 giugno. Il Tribunale amministrativo regionale della Campania ha infatti accolto il ricorso della società Marina di Capitello Scarl. Parliamo del ricorso che chiedeva l’annullamento previa sospensione dell’efficacia di alcuni atti del Comune di Lacco Ameno diretti a riprendere possesso dell’infrastruttura alla scadenza dei cinque anni di concessione e alle conseguenti modalità di gestione.

Foto Roberto Savio
Foto Roberto Savio

La società guidata da Giuseppe Perrella ha quindi impugnato la «diffida del Responsabile del III Settore Lavori Pubblici del Comune di Lacco Ameno prot. n. 020210005694 del 1.06.2021, con la quale si è ordinato alla Società ricorrente di lasciare liberi a favore del Comune di Lacco Ameno le aree gli specchi acquei oggetto dell’affidamento ex art. 45 bis Cod. Nav.; la Delibera del Consiglio Comunale di Lacco Ameno Terme n. 16 del 20.05.2021, non pubblicata sull’Albo Pretorio, avente ad oggetto: “Approdo Turistico di Lacco Ameno – Indirizzi per la gestione Turistica 2021”; c)la Relazione ex art. 34 L. 221/2012 sottoscritta dal Responsabile del III Settore dell’Ente, non pubblicata sull’Albo; d) la “stima dei fabbisogni per i servizi accessori connessi alla gestione del Porto Turistico di Lacco Ameno” prot. n. 0004930/1 del 12.05.2021 a firma del Responsabile del II Settore dell’Ente; e) la richiesta di stima dei costi per l’esercizio dell’attività di ormeggio a firma del Responsabile del II Settore dell’Ente prot. 0004910/1 del 12.05.2021». In sostanza il ricorso puntava a ottenere la sospensione con la concessione di un decreto cautelare “ante causam”, cioè prima dell’udienza di merito, ed è quello che ha ottenuto.

Il concessionario ha ottenuto un decreto “inaudita altera parte” che congela la situazione attuale fino alla fine del mese, quando la domanda cautelare sarà trattata in Camera di Consiglio

Infatti il Presidente della Settima sezione del Tar, Michelangelo Maria Liguori, ha firmato un decreto in cui si legge che «visti il ricorso e i relativi allegati; vista l’istanza di misure cautelari monocratiche proposta dalla società ricorrente, ai sensi dell’art. 56 cod. proc. amm.; ritenuto che sussistono il danno grave ed irreparabile dedotto dalla parte ricorrente nonché le ragioni “di estrema gravità e urgenza” necessarie a dare ingresso alla chiesta tutela cautelare monocratica (in riferimento al disposto rilascio di aree demaniali ubicate nel porto di Lacco Ameno, attualmente nella disponibilità della società ricorrente); ritenuta l’opportunità – in assenza di ragioni di segno diverso – che la situazione difatto in essere rimanga immutata prima di un più approfondito esame, nella prossima udienza camerale del 30.06.2021 (che all’uopo si fissa) e in contraddittorio con il Comune intimato, degli argomenti posti a fondamento dell’avanzata ordinaria domanda cautelare; ritenuto, pertanto, che al danno lamentato possa ovviarsi disponendo che il rilascio di cui all’impugnata diffida del Responsabile del III Settore Lavori Pubblici del Comune di Lacco Ameno prot. n. 020210005694 del 1.06.2021, riguardante aree demaniali marittime ubicate nel porto di Lacco Ameno, rimanga sospeso fino alla pronunzia cautelare da prendersi all’esito della predetta udienza camerale del 30.06.2021, in tal senso potendo trovare accoglimento l’istanza qui in esame», lungo preambolo per arrivare all’accoglimento dell’istanza «fino alla pubblicazione del provvedimento giurisdizionale da prendersi in esito alla trattazione collegiale della domanda cautelare di parte ricorrente, nella Camera di Consiglio che si fissa per il giorno 30 giugno 2021».

La società invoca l’applicazione di una proroga di 90 giorni a partire dalla fine dello stato di emergenza sanitaria, chiedendo l’allungamento della concessione almeno fino al 31 ottobre

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I motivi del ricorso di Perrella li avevamo già anticipati ed esaminati in dettaglio su queste colonne la scorsa settimana: in sintesi, la società si ritiene legittimata a ottenere una proroga della concessione appellandosi all’articolo 103 del decreto 18/2020 detto “Cura Italia”, secondo cui la concessione andrebbe prolungata di altri tre mesi. In sostanza, secondo la Marina del Capitello, il porto dovrebbe rimanere nella sua gestione almeno fino al 30 ottobre 2021, cioè di fatto per l’intera stagione turistica attuale. Nell’illustrare i motivi del ricorso la società rivendica la legittimità di tale proroga, pur non avendo versato alcuni canoni annuali arretrati dovuti al Comune, cosa che peraltro secondo la Marina del Capitello non sarebbe nemmeno classificabile come inadempimento, in quanto ritiene che “le somme richieste a titolo di canone 2019 non siano dovute, non avendo utilizzato aree e specchi acquei oggetto dell’affidamento per fatto derivante da comportamento colpevole dell’A.C., e che, quelle eventualmente dovute a titolo di canone, debbano essere compensate con le somme di cui la Società Marina del Capitello è creditrice, per effetto dell’inadempimento contrattuale dell’Amministrazione concedente”.

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Contestata anche la relazione allegata alla delibera consiliare n. 16/2021, in quanto non chiarirebbe le ragioni rispondenti per le quali è stata preferita la gestione comunale del porto, e non avrebbe dimostrato la maggiore efficienza e la migliore economicità del modello gestionale prescelto, in pratica impugnando l’intero impianto delle attività di indirizzo predisposte dall’amministrazione, e invocando la sospensione dei provvedimenti perché, «in caso di esecuzione coattiva delprovvedimento di sgombero, la Società Marina del Capitelloche ha già programmato la Stagione Turistica 2021, si vedràdefinitivamente esclusa dalla gestione del Porto Turistico», dopo aver già proceduto ad assumere alcuni dipendenti e a stipulare contratti per ormeggi stagionali. Dunque, per Perrella il primo obiettivo dilatorio è stato centrato. A fine mese la società cercherà il bersaglio grosso, cioè tenersi il porto per un’altra intera stagione, ipotesi a cui il Comune naturalmente si opporrà per rientrare il prima possibile nella disponibilità del molo.

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