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Porto di Lacco Ameno, scusate il riTARdo

Il Tribunale amministrativo prende tempo, ordina un’istruttoria documentale a carico del Comune e fissa ad aprile la prossima udienza per decidere sulla revoca della concessione disposta ad agosto dall’ente di Piazza Santa Restituta nei confronti della società Marina di Capitello

La decisione del Tar è arrivata, ma non era quella che molti si aspettavano. La controversia relativa alla revoca anticipata della concessione del molo turistico di Lacco Ameno non è stata decisa dai magistrati amministrativi, che hanno ordinato un’istruttoria per poi fissare ad aprile la successiva udienza pubblica. Dunque niente sentenza di merito in tempi brevi, né un rinvio a medio-lungo termine, ma una soluzione intermedia.

La camera di consiglio dello scorso 20 gennaio, presidente Michelangelo Maria Liguori, consigliere Guglielmo Passarelli Di Napoli, estensore Cesira Casalanguida, ha infatti pronunciato un’ordinanza in seguito al ricorso della società Marina di Capitello Scarl contro la revoca che, come si ricorderà, fu disposta dal Comune durante l’estate scorsa, al culmine di una serie di schermaglie originate dal mancato pagamento del canone annuale di 170mila euro da parte della società amministrata da Giuseppe Perrella.

Il Tar ha ritenuto necessario acquisire dal Comune di Lacco Ameno i titoli in forza dei quali l’ente detiene l’area su cui insistono gli approdi turistici oggetto della procedura ristretta di aggiudicazione, e gli atti di autorizzazione relativi a tale procedura avviata dal Comune “eventualmente rilasciati dall’autorità competente”

Parlavamo di attività istruttoria, ed è quella che spetterà al Comune di Lacco Ameno, che si era visto impugnare ad agosto la revoca del contratto di concessione avente ad oggetto la “riqualificazione del sistema di ormeggi per la nautica di diporto mediante la concessione della progettazione, dell’esecuzione e della gestione degli approdi del Comune di Lacco Ameno”. Concessione stipulata, come è noto, all’esito di una procedura ristretta avviata dall’ente di Piazza Santa Restituta, della quale la società ricorrente risultò aggiudicataria, e che era stata svolta ai sensi dell’art. 45 bis del codice navigazione, mediante un progetto di finanza, l’ormai famoso “project financing”, sulla base della proposta avanzata ai sensi dell’art. 153, comma 19, del D. lga. 163/2006.

Nell’ordinanza si legge che il Tribunale Amministrativo ha «ritenuto necessario, al fine del decidere, acquisire dal Comune di Lacco Ameno, unitamente ad ogni ulteriore atto o informazione utile, i seguenti documenti: 1) i titoli in forza dei quali il Comune detiene l’area su cui insistono gli approdi turistici oggetto della menzionata procedura ristretta (di alcuni di essi si fa espresso riferimento anche alla pag. 6 della concessione contratto revocata); 2) gli atti di autorizzazione relativi alla procedura ristretta avviata dal Comune eventualmente rilasciati dall’autorità competente, ai sensi dell’art. 45 bis cod.nav. (norma richiamata anche al punto II.1.4) del bando di gara)». I giudici poi hanno specificato che «i n caso di mancata produzione dei documenti richiesti il Comune dovrà spiegarne le ragioni e chiarire i rapporti tra le amministrazioni eventualmente coinvolte, oltre a quelli specificamente riferiti alla gestione degli approdi». In ogni caso hanno ritenuto «di disporre istruttoria, ordinando al Comune di Lacco Ameno di depositare i documenti di cui sopra, unitamente ad una relazione esplicativa, presso la Segreteria di questo Tribunale, entro 30 (trenta) giorni dalla comunicazione in via amministrativa delle presente ordinanza, ovvero dalla sua notifica, qualora antecedente; di dover rinviare, per il prosieguo della trattazione, all’udienza pubblica del 21 aprile 2021, rimanendo frattanto sospesa ogni pronuncia in rito, nel merito e sulle spese».

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Intanto l’amministrazione porterà avanti i lavori di banchinamento della struttura, da concludere entro il prossimo mese di marzo

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Dunque se ne riparlerà in primavera, mentre intanto incombono i lavori di banchinamento che il Comune deve portare a compimento entro il mese di marzo, pena la perdita dei finanziamenti già stanziati per l’opera. A quanto pare, l’amministrazione dovrà condurre il cantiere dell’opera in (scomoda) “coabitazione” con la società concessionaria, con la quale non sono mancate alcune “frizioni” nelle settimane scorse, nelle quali si riflette la tensione politica in atto tra maggioranza e opposizione nel Comune del Fungo, visto che l’amministrazione guidata dal rieletto sindaco Giacomo Pascale non fa mistero di voler riprendere il prima possibile la gestione del molo da diporto, che da cinque anni era stata attribuita in concessione alla società ritenuta vicina al senatore De Siano.

Molti ricorderanno che le “temperature” della vicenda erano iniziate a salire già un anno fa, per poi esplodere durante la stagione estiva quando, constatato il mancato pagamento del canone, il Comune aveva sollecitato il concessionario, che lo scorso luglio aveva avviato la procedura di definizione bonaria della controversia. Per tutta risposta il Comune richiese il pagamento integrale dell’intero canone annuale di 170mila euro, facendo poi seguire nuova richiesta tramite decreto ingiuntivo. L’esecutività di quest’ultimo era stata sospesa dal Tribunale lo scorso 31 luglio, mentre già il 23 luglio l’amministrazione aveva avviato la procedura preordinata alla revoca dell’affidamento, che si è poi conclusa il 14 agosto con la revoca, disposta con provvedimento del dirigente del settore lavori pubblici,in piena stagione turistica. Successivamente il Tar accolse il ricorso cautelare proposto dalla società, “congelando” la revoca, per poi fissare a gennaio la trattazione di merito della controversia. Adesso, il rinvio ad aprile.

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